Con una mano picchia, con l’altra incoraggia

 

 

 

Sale il livello di tensione fra il presidio permanente No Dal Molin contro la nuova base Usa di Vicenza e le Forze dell’ordine e il menù è sempre il solito (bevande e caffè esclusi): manganellate contro cittadini pacifici e inermi, insulti, calci e donne sollevate da terra per i capelli. «È normale – chiedono i manifestanti – che un abuso edilizio venga sanzionato dai manganelli della polizia? D’ora in avanti ci aspettiamo di vedere il questore andare in giro per la città a menare a destra e a manca i responsabili di tanti abusi edilizi. Chi fa picchiare donne e uomini, giovani e anziani in maniera indiscriminata non ha il diritto di dirigere un’istituzione che dovrebbe tutelare i cittadini, non pestarli».

 

 

Altro giro, altra violenza. A Viterbo, durante i festeggiamenti di Santa Rosa, una decina di teste rasate hanno circondato un giovane di sinistra e lo hanno colpito a bottigliate ferendolo alla testa. L’aggressione è avvenuta al Sagrario.

Il raid del Sagrario è stato identico ad uno compiuto la sera di mercoledì scorso nel quartiere medievale di San Pellegrino, dove decine di persone si erano barricate in una pizzeria.

 

 

E intanto che succede a Silviopoli? Deliranti dichiarazioni di La Russa (ministro della Difesa): «Farei un torto alla mia coscienza se non ricordassi che altri militari in divisa, come quelli della Nembo dell’esercito della Rsi, soggettivamente, dal loro punto di vista, combatterono credendo nella difesa della patria, opponendosi nei mesi successivi allo sbarco degli anglo-americani e meritando quindi il rispetto, pur nella differenza di posizioni, di tutti coloro che guardano con obiettività alla storia d’Italia» e di Alemanno (sindaco di Roma) a Gerusalemme, che ci ha spiegato la favolosa teoria sul Ventennio: «Le leggi razziali sono state il male assoluto, ma non fu così tutto il fascismo. Non mi sento di condannarlo». Sostenere che le continue aggressioni nere sono favorite dalla presenza di questi due vergognosi individui è forse sbagliato?

 

 

In queste ore si sta discutendo sulla possibilità di dotare i detenuti del braccialetto elettronico. Ottimo! Estenderei però l’equipaggiamento anche a tutti i nostri parlamentari, per capire dove vanno, cosa combinano e chi incontrano. Magari anche con l’opzione di suono istantaneo ogni volta che sparano una cazzata o una balla (almeno ci troveremmo in un perenne Carnevale di Rio).

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