Unico credo: sempre contro gli ultimi

Lo si è capito da un pezzo: questo governo ha individuato le vittime da colpire negli «ultimi», quelli su cui è facile maramaldeggiare (i migranti, i rom, i precari, i senza voce, i disabili, gli anziani, i disoccupati).  Ultimo lampante esempio l’atteggiamento delle forze dell’ordine che da una parte ha tutelato gli ultras del Napoli, lasciati liberi di creare il caos fra i passeggeri dell’intercity diretto a Roma e di devastare il convoglio occupato con la forza senza essere muniti di biglietto, e dall’altra non ha esitato a colpire duramente i cittadini che manifestavano pacificamente contro la costruzione della base militare americana Dal Molin.

La filosofia è: deboli con i forti, i tifosi violenti, i delinquenti, i trafficanti di droga, la mafia e la camorra; forti con i deboli. E ciò si riverbera in mille altre casi. Ecco quattro esempi delle ultime ore:

 

Tagliati mille insegnanti per disabili. Nell’anno scolastico 2007-2008 gli alunni con disabilità che frequentavano gli istituti scolastici siciliani erano 20.359; le iscrizioni per l’anno scolastico 2008-2009 sono 25.938. Un aumento che è prova «di una maggiore consapevolezza dei loro diritti», eppure vi è stato un taglio di 996 insegnanti specializzati.

 

Usiamo i precari come guide turistiche. Hai studiato una vita per insegnare, ma alla fine potresti fare la guida turistica. I 115mila docenti precari, 16% del totale, e il personale Ata, stiano tranquilli: «Stiamo studiando nuove figure professionali per tutti i precari insieme a Bondi, Brunetta, Brambilla e Sacconi, sia dentro che fuori la scuola». Lo dice il ministro dell’Istruzione, Mariastella Gelmini, inaugurando il primo giorno di scuola in un istituto di Segrate.

 

Rom picchiati dai Carabinieri. E’ il sangue di Angelo e Sonia Campos, dei loro sei figli di cui cinque minori, della moglie e dei due figli del maggiore, di Cristian Udorich, della sua compagna, dei tre loro bambini e del loro amico Denis Rossetto. I carabinieri prima intimano di "sgomberare" il gruppo di roulotte riunite per un breve pranzo nel piazzale delle giostre di Bussolengo, in provincia di Verona, e poi iniziano un massacro di pestaggi e sevizie e umiliazioni, con le madri e le bambine picchiate e obbligate a ripetere «sono una puttana».

 

Aggrediti dal branco, perché gay. Federico e Cristian, sempre cittadini italiani romani, fra di loro compagni. Camminavano l’altra sera mano nella mano in una via della Capitale e ne sono usciti sotto il Colosseo. Perciò sono stati presi a sputi, poi bottigliate, poi sassate da giovani più giovani di loro: dieci contro due.

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