11/09: com’è la situazione

Dall’approfonditissimo sito http://www.luogocomune.net riporto parte delle considerazioni odierne di Massimo Mazzucco, che da anni si occupa di questa vicenda. Ciò che è successo sette anni fa ha sconvolto tutte le persone dotate di un minimo di razionalità (penso che nessuno si potrà mai scordare cosa stava facendo quel giorno): qua non si tratta di negare o minimizzare nulla, ma solo di cercare di capire di chi è la mano delle evidenti stranezze, incongruenze e contraddizioni (si pensi alla mancanza di immagini dal Pentagono, all’aereo fantasma, alle telefonate da 8000 metri, al video dell’attentatore che si ubriaca la sera prima, al terzo edificio crollato vicino alle torri ecc. ecc. ecc.). Chi è complice di questo ignobile attentato che ha ucciso 3000 persone innocenti?

 

 

E’ il settimo anniversario degli attentati dell’undici settembre 2001. Sono 7 anni che il mondo ha preso una strada diversa, a causa di quell’episodio, e sono 7 anni che si discute, in tutto il mondo, sulle vere responsabilità di quegli attentati.

A che punto è il dibattito oggi? Che cosa possiamo affermare di sicuro, dopo tutti questi anni? Che cosa si può eventualmente considerare “provato” contro la versione ufficiale, che cosa fermamente a suo favore, e cosa rimane invece nel campo delle semplici ipotesi?

Al di la del "potere di convincimento" di ciascun indizio, io cerco di utilizzare un criterio oggettivo per stabilire se una prova possa essere considerata tale o meno: l’assenza di spiegazioni alternative. Quando un set di informazioni porta ad una sola conclusione plausibile, quella è da considerarsi valida – a mio parere – almeno fino alla comparsa di un’alternativa accettabile.

 

Secondo questo criterio, le seguenti prove dimostrano la falsità della versione ufficiale.

 

PROVA n. 1: WORLD TRADE CENTER 7

 

FATTO: Il WTC7 è crollato intorno alle 17.20 del pomeriggio.

 

FATTO: L’edificio non era stato colpito da nessun aereo, ma solo da detriti della Torre Nord, crollata alcune ore prima.

 

FATTO: Nel WTC7 erano in corso alcuni incendi.

 

FATTO: Nessun edificio in acciaio era mai crollato prima a causa del fuoco (in alcuni casi si sono verificati cedimenti parziali, ma la struttura portante non è mai stata compromessa).

 

FATTO: Non soltanto il WTC7 era un moderno grattacielo in acciaio (costruito quindi con le dovute ridondanze), ma la sua struttura interna era stata ulteriormente rinforzata dallo stesso Silverstein, al "punto da rendere possibile la rimozione di interi piani senza intaccare la resistenza strutturale"

 

CONCLUSIONE: Non vi era nulla che permettesse di prevedere, o potesse preannunciare, un cedimento strutturale.

 

Se a questo sommiamo che:

 

FATTO: Poco prima del crollo, si sentono chiaramente pompieri e polizia sgomberare la zona, dicendo "Venite via, l’edificio sta per esplodere/saltare in aria".

 

FATTO: Le frasi si sentono chiaramente, e non esistono traduzioni alternative: lo stesso Paolo Attivissimo – soi-disant "madrelingua inglese" – ha confermato l’univocità del significato di quelle frasi. A sua volta, il termine blow-up non verrebbe mai usato nel caso di un cedimento strutturale, e questo esclude qualunque ipotesi di tipo "intuitivo" rispetto al crollo stesso.

 

CONCLUSIONE: i pompieri sapevano in anticipo che l’edificio stava per crollare a causa di una o più esplosioni. In assenza di spiegazioni alternative, la demolizione controllata resta l’unica spiegazione plausibile per il crollo dell’edificio.

 

CONTESTAZIONE: qualcuno ha obiettato che "fosse impossibile che tutti questi poliziotti e pompieri fossero complici del piano criminale".

 

REPLICA: In realtà questa è una deduzione forzata e aleatoria: non è affatto necessario che i pompieri conoscessero i veri motivi che hanno portato a realizzare la demolizione. Ai loro occhi sarebbe bastata una qualunque giustificazione relativa alla sicurezza dell’edificio, o della zona circostante.

 

FATTO : Il NIST ha dichiarato che il crollo è avvenuto unicamente a causa di un "nuovo tipo di dinamica" – e quindi, si presume, imprevedibile – mai registratasi prima negli edifici in acciaio.

 

CONCLUSIONE: Il NIST ha quindi a sua volta mentito, fornendo una FALSA versione ufficiale dei fatti.

 

ELEMENTI AGGIUNTIVI

 

A conferma della demolizione controllata abbiamo:

 

FATTO: Il testimone Barry Jennings ha raccontato di alcune esplosioni avvenute nel WTC7 prima ancora del crollo della Torre Nord. Tali esplosioni sono state talmente potenti, almeno in un caso, da polverizzare letteralmente il pavimento sotto di lui. Un a volta giunto al piano terra Jennings ha notato altri segni di esplosioni già avvenute.

 

Questo tipo di esplosioni è tipico nelle demolizioni controllate, nei casi in cui la struttura dell’edificio sia così robusta da rendere necessaria una serie di esplosioni preventive, prima di procedere con la sequenza finale. A loro volta, queste esplosioni non trovano una spiegazione soddisfacente all’infuori di una demolizione controllata.

 

FATTO: Dopo l’apparente cedimento di una colonna di supporto, l’intero edificio è crollato in maniera simmetrica sulla propria pianta. Questo significa che il resto delle colonne di supporto avrebbe ceduto contemporaneamente. Questa dinamica rimane inspiegabile in un cedimento strutturale, mentre è tipica delle demolizioni controllate.

 

FATTO : Larry Silverstein in un intervista ha dichiarato che ad un certo punto fu presa la decisione di "pull it", riferendosi all’edificio. Di fronte ad una richiesta di chiarimenti, Silverstein ha risposto che la frase era riferita al "contingente dei pompieri" da ritirare. Non vi erano però pompieri da ritirare, poiché sin dal primo mattino l’edificio era stato abbandonato alle fiamme, per mancanza di acqua e di uomini.  Indipendentemente dal significato effettivo di quella frase, Silverstein ha quindi mentito nel dare quella spiegazione. Altresì mentono tutti coloro che sostengono che fosse quello il senso della frase, quando sanno molto bene che non vi fosse alcun "contingente di pompieri" da ritirare.

 

A conferma della "preconoscenza" del crollo abbiamo:

 

FATTO: Già a partire dalle ore 13 era in corso lo sgombero attorno al WTC7, "perché l’edificio sarebbe venuto giù/ sarebbe stato demolito."

 

FATTO: Verso le 17 la BBC ha dato la notizia del crollo, nonostante l’edificio fosse ancora chiaramente in piedi.

 

FATTO: Intorno alle 16 Aaron Brown, cronista della CNN, ha commentato in diretta: "Ci dicono che un terzo edificio è crollato o sta per crollare".

 

CONCLUSIONE: E’ chiaro che la voce fosse già circolata in molti modi diversi, e questo conferma che il crollo non può essere stato né improvviso né spontaneo.

 

PROVA n. 2:  CHENEY E MINETA

 

FATTO: Ufficialmente i controllori di volo avrebbero perso le tracce del volo AA77 poco prima che invertisse la direzione di marcia, e lo avrebbero visto ricomparire soltanto nei cieli di Washington.

 

FATTO: Il ministro dei trasporti Mineta ha dichiarato che il vice-presidente Cheney era costantemente informato della posizione dell’aereo in avvicinamento.

 

CONCLUSIONE: La versione ufficiale quindi, almeno per quel che riguarda il tracking del volo 77, è falsa.

 

CONTESTAZIONE: Gli ufficialisti hanno suggerito che Mineta "si sia sbagliato", sia riguardo all’orario in cui sarebbe stato in compagnia del vice-presidente, sia riguardo al volo effettivo di cui parlava, che secondo loro non sarebbe stato AA77, ma UA93 (quello caduto in Pennsylvania).

 

Al di là di ogni commento sulla plausibilità di questa spiegazione, resta il fatto che Mineta ha deposto sotto giuramento, e non risulta fino ad oggi che queste affermazioni gli siano state contestate da nessuno, né che lui abbia mai corretto la propria versione dei fatti. (Di fronte ad un errore così imbarazzante per la vice-presidenza, Mineta si sarebbe immediatamente premurato di correggere la propria deposizione, anche per non rischiare di finire in galera. Invece nulla di ciò è accaduto).

 

Abbiamo quindi una dichiarazione giurata di un ministro del governo in carica che smentisce direttamente la versione ufficiale dei fatti.

 

PROVA n. 3: TORRI GEMELLE

 

DINAMICA DEL CROLLO

 

FATTO: La versione ufficiale vuole che il calore sviluppato dagli incendi abbia indebolito le strutture portanti delle torri gemelle, fino ad indurne il crollo definitivo.

 

FATTO: Nessuno, fino ad oggi, ha saputo dare una spiegazione tecnicamente accettabile di come sarebbe avvenuto il crollo delle Torri Gemelle, e lo stesso NIST, incaricato ufficialmente dal governo americano di dare questa spiegazione, ha preferito fermarsi al cedimento iniziale, lasciando alla fantasia dei lettori il resto della dinamica del crollo. (Noi stessi avevamo offerto lo spazio in homepage a chiunque volesse fornire questa spiegazione, ma lo spazio è rimasto vuoto).

 

CONCLUSIONE: Abbiamo quindi una versione ufficiale, relativa al crollo delle Torri Gemelle, che nessuno è in grado di descrivere in maniera tecnicamente accettabile.

 

CALORE DEGLI INCENDI

 

L’ipotesi che il calore fosse sufficiente ad ammorbidire l’acciaio è smentita dal fatto che almeno 18 persone siano transitate al centro della Torre Sud in fiamme, pochi minuti dopo l’impatto, arrivando perfettamente sane fino a terra. Se in quella zona ci fossero stati gli 800° gradi necessari ad "ammorbidire" l’acciaio (o anche molti di meno), nessuno avrebbe potuto transitare vivo dalla scala A. Altre persone, affacciatesi in diversi momenti al livello degli impatti, confermano che la temperatura non potesse nemmeno avvicinarsi a quelle richieste per ammorbidire l’acciaio.

 

CONCLUSIONE: L’ipotesi che sia stato il calore ad indebilire l’acciaio delle Torri è contraddetta da diversi fatti concreti.

 

POZZE D’ACCIAIO FUSO:

 

FATTO: Molteplici testimonianze parlano di pozze di acciaio fuso trovate fra le macerie dei tre edifici crollati, ad oltre sei settimane dai crolli.

 

CONCLUSIONE: Non esiste una spiegazione plausibile, all’interno dei presunti crolli passivi, per queste pozze di acciaio fuso, né per l’acciaio piegato in quel modo. E’ invece ipotizzabile che siano la conseguenza dell’utilizzo di un qualunque tipo di esplosivo, o altro composto chimico di tipo distruttivo, con sviluppo di temperature molto elevate..

 

Questo costituisce un primo gruppo di prove contro la versione ufficiale che io ritengo valide, almeno fino alla comparsa di una plausibile spiegazione alternativa per ciascuna di loro.

 

 

di Massimo Mazzucco

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