Il più bello dei mari

Nazim Hikmet (1901 – 1963) è uno dei poeti turchi più conosciuti in Occidente e i suoi scritti sono stati rapidamente tradotti in più di 50 lingue.

Condannato per marxismo, detenuto 12 anni per le sue attività anti-naziste e anti-franchiste, fu il solo scrittore d’importanza ad evocare i massacri ai danni degli armeni del 1915 e 1922.

Per Nazim Hikmet la poesia d’amore non è mai soltanto poesia d’amore, egli riassume nella parola "amore" l’esistenza, la politica (intesa come necessaria interazione sociale con il resto del mondo), la vita stessa.

 

 

 

Il più bello dei mari

Il più bello dei mari

è quello che non navigammo.

Il più bello dei nostri figli

non è ancora cresciuto.

I più belli dei nostri giorni

non li abbiamo ancora vissuti.

E quello

che vorrei dirti di più bello

non te l’ho ancora detto.

 

 

Sei la mia schiavitù sei la mia libertà

Sei la mia schiavitù sei la mia libertà

sei la mia carne che brucia

come la nuda carne delle notti d’estate

sei la mia patria

tu, coi riflessi verdi dei tuoi occhi

tu, alta e vittoriosa

sei la mia nostalgia

di saperti inaccessibile

nel momento stesso

in cui ti afferro.

 

 

Arrivederci Fratello Mare

Ed ecco ce ne andiamo come siamo venuti

arrivederci fratello mare

mi porto un po’ della tua ghiaia

un po’ del tuo sale azzurro

un po’ della tua infinità

e un pochino della tua luce

e della tua infelicità.

Ci hai saputo dir molte cose

sul tuo destino di mare

eccoci con un po’ più di speranza

eccoci con un po’ più di saggezza

e ce ne andiamo come siamo venuti

arrivederci fratello mare.

 

 

Amo in te

Amo in te

l’avventura della nave che va verso il polo

amo in te

l’audacia dei giocatori delle grandi scoperte

amo in te le cose lontane

amo in te l’impossibile

entro nei tuoi occhi come in un bosco

pieno di sole

e sudato affamato infuriato

ho la passione del cacciatore

per mordere nella tua carne.

amo in te l’impossibile

ma non la disperazione.

 

 

L’uomo

Le piante, da quelle di seta fino alle più arruffate

gli animali, da quelli a pelo fino a quelli a scaglie

le case, dalle tende di crine fino al cemento armato

le macchine, dagli aeroplani al rasoio elettrico

 

e poi gli oceani e poi l’acqua nel bicchiere

e poi le stelle

e poi il sonno delle montagne

e poi dappertutto mescolato a tutto l’uomo

 

ossia il sudore della fronte

ossia la luce nei libri

ossia la verità e la menzogna

ossia l’amico e il nemico

ossia la nostalgia la gioia il dolore

 

sono passato attraverso la folla

insieme alla folla che passa.

Questa voce è stata pubblicata in Poesie. Contrassegna il permalink.

5 risposte a Il più bello dei mari

  1. Silvia ha detto:

    la pertinenza non è il mio forte…
    comunque, mi è giunta voce che…PRODUCI BIRRA!!!
    aaaaaaaaaaahhh!!! distilliamo tutti nelle tue cantine!

  2. Chiara ha detto:

    Mi ha dato giusto un attimo un brivido di infinito e io lo dico sempre:amore è una parola che spesso viene travisata,ma qua non ci sono dubbi riguardo il suo significato.

  3. chiara ha detto:

    posso lasciare anche io un commento a caso?
    w i FF.

  4. mauro ha detto:

    che dire la mia immagine preferita è in queste citazioni poetiche.grazie

  5. mauro ha detto:

    ascolta, se ti capita i :RADIODERVISH.Informazioni su RadiodervishMyGen Profile GeneratorI Radiodervish nascono a Bari nel 1997 dal sodalizio artistico tra Nabil Salameh e Michele Lobaccaro, già assieme nella precedente formazione Al Darawish.La differenza culturale delle loro origini dà vita a canzoni che sono intese come piccoli laboratori all\’interno dei quali si svelano varchi e passaggi tra oriente ed occidente, le cui tracce sono i simboli e i miti delle culture del Mediterraneo, luogo di confine che unifica nel momento stesso in cui separa.Il risultato è un raffinato disegno sonoro tracciato dall\’incontro della melodia con testi cantati in italiano, arabo, inglese e francese che affondano le radici sia nella tradizione araba che nella musica occidentale, e che li rende originali ed innovativi nel panorama della world music e in quello della musica d\’autore italiana.Presenti nei principali festival, nelle rassegne e nei teatri di tutta Italia (dal Premio Tenco al festival di Villa Arconati a Milano, da Arezzo Wave alla Notte della Taranta), i Radiodervish vantano anche importanti esibizioni all\’estero: Beirut, Bruxelles, Atene, Parigi al prestigioso Théatre de l\’Olympia.In otto anni di attività, con al fianco sempre Alessandro Pipino che collabora con loro nella composizione e negli arrangiamenti, hanno collaborato con numerosi musicisti internazionali da Noa ad Amal Morkus, da Rim Banna a Nicola Piovani, dai CSI a Jovanotti, Stewart Copeland e l\’Orchestra Araba di Nazareth.DISCOGRAFIALingua contro lingua (1998 – Dischi del Mulo / PolyGram) presentato al Salone della Musica di Torino e vincitore del Premio Ciampi come miglior debutto discografico dell\’anno;In acustico (2001 – Princigalli Produzioni/Cosmasola) una raccolta dei brani più famosi del gruppo, fin dagli esordi come Al Darawish, registrata dal vivo all\’Auditorium Vallisa di Bari;Centro del Mundo (2002 – Cosmasola/Il Manifesto) segna il momento di maggiore visibilità ed affermazione del gruppo sul panorama musicale nazionale ed internazionale con un forte successo di pubblico e di critica.In search of Simurgh (2004 – Cosmasola/Il Manifesto)progetto speciale prodotto da Saro Cosentino e ispirato ad un classico della letteratura mistica sufi, Il verbo degli uccelli di Farid ad din Attar (XII secolo).Amara Terra Mia (2006 – RadioFandango, distribuito Edel), contiene due versioni inedite di 2 classici di Domenico Modugno, la registrazione live dello spettacolo con Giuseppe Battiston, il video di "Amara Terra Mia" di Franco Battiato.COMPILATION E PARTECIPAZIONIDolcefarniente (2000) nel singolo di Jovanotti la versione medley di Stella Cometa duettata da Lorenzo e Nabil e la versione in arabo interamente cantata da Nabil.Italian Music Office 2003 (2003 – Arezzo Wave Management srl, Ondanomala records). Con il brano Centro del Mundo i Radiodervish partecipano alla compilation dedicata dal festival Arezzo Wave alla musica della nuova scena italiana.Harem\’s Secret. Emotional and sensual oriental grooves (2004 – Soulstarrecords). Pubblicata in Germania a cura di Gulbahar Kultur, una compilation di musica orientale moderna e tradizionale, che include il brano Erevan dal disco Centro del mundo.FILM E VIDEOTaci, il nemico t\’ascolta (1998 – Dischi del Mulo / PolyGram) video clip realizzato da Ugo Pozzi, dell\’omonimo brano tratto dal disco Lingua contro Lingua.Li Beirut (2001) con la regia di Marco Preti, documentarista esperto in film di viaggio, è il racconto del ritorno di Nabil a Beirut insieme ai Radiodervish, in occasione della loro partecipazione alla Festa della Musica il 21 giugno del 2001. I testi del documentario sono dell\’autore, dello stesso Nabil e di Massimo Zamboni;La falena e la candela (2004 – Cosmasola / il Manifesto) realizzato dalla videomaker newyorkese Raphaele Shirley, mette a confronto le sonorità del nuovo disco con un lavoro sulle immagini di forte impatto per il linguaggio innovativo.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...