Il sovrano alla corte dei servi

di Norma Rangeri

Con Silvio Berlusconi nel salotto di
Porta a Porta e l’ex parlamentare Vladimir Luxuria sulla spiaggia dell’
Isola dei famosi , il servizio pubblico ha inaugurato il vero anno
scolastico, l’unica pedagogia nazionale di massa in grado di
trasmettere simboli, valori, modelli al popolo impaurito dalla crisi.
Partecipando alla brillante kermesse del talk-show e all’esotico
festival del doppio senso, nella stessa serata sugli schermi della Rai,
il leader del centrodestra e il transgender dell’estrema sinistra
diventano i poteri forti di un immaginario che alimenta e sponsorizza
un’idea unica della politica.

Trionfa l’immagine di una
conversazione pubblica fondata sulla volgarità, sull’ostracismo di ogni
critica avanzata fuori dal perimetro della rappresentazione. La
trasgressione di Lux (così la Ventura chiama l’ex parlamentare di
Rifondazione) accetta la telecamera tra le mutande, le battutacce, il
senso comune di una sessuofobia con il belletto dell’emancipazione.
Allo stesso modo, ubbidendo alla medesima grammatica, il governo del
paese appare tra le gambe di miss Italia e i baci toccanti della
campionessa olimpica. Il presidente del consiglio è sembrato persino
stupito dall’eccesso di adorazione degli ospiti. Come se il suo corpo
sovrano, così desiderato, lo mettesse nella condizione di dover
contenere l’onda populista. È lui che deve frenare Vespa-Fede che lo
incita ad apprezzare le forme della giovane miss, è sempre lui che si
schermisce di fronte alle avance della regina del fioretto. Del resto
sa bene qual è la regola: non spetta a lui dover sottolineare
l’evidenza, basta il lavoro delle telecamere che sanno dove guardare,
cosa suggerire, come commentare. La televisione è una buona maestra.
Capace di prolungare la luna di miele del governo, offrendo gli
ingredienti necessari ai sondaggi che continuano a beneficarlo. Se ogni
giorno i telegiornali raccontano che Berlusconi sta facendo di tutto
per salvare l’Alitalia, evitando, con una coerenza granitica, di
ricordare che si sta parlando dello stesso Berlusconi che solo qualche
mese fa ha fatto naufragare un accordo più vantaggioso per le tasche
degli italiani, nessuna meraviglia se i sondaggi raccolgono l’opinione
unica. Se le domande dei giornalisti diventano ogni giorno più
imbarazzanti delle risposte (nella serata di Porta a Porta abbiamo
visto due direttori-fantasma), è facile intuire cosa pensa, immagina e
vuole il pubblico che legge l’attualità dal video. Siamo solo
all’inizio dell’anno televisivo, Berlusconi può rendere più conforme e
omogeneo il palinsesto. Non che ne abbia bisogno, il sistema funziona
così: Rai vecchia (riesumano persino Carramba ), Mediaset sempre in
tiro. Ma la costituzione formale, i regolamenti parlamentari chiedono
di nominare un presidente della commissione di Vigilanza, il Cda della
Rai è scaduto e si dovrà scegliere un presidente e un direttore
generale. Difficile che il centrodestra incontri un’opposizione capace
di scoprire il trucco. La recente storia passata (i due governi di
centrosinistra) non ha offerto prove confortanti. Il primo governo
Prodi fece ammalare la Rai di « ulivite», mentre nella prova d’appello
del secondo mandato prodiano, la t v pubblica ha spedito a viale
Mazzini un cast dirigente superlottizzato e filoberlusconiano.
Nell’attuale afasia dell’opposizione, reagire al regime
dell’informazione non sembra una priorità dell’agenda veltroniana. Si
scende in piazza per le questioni sociali, senza che un’altra
televisione lo diventi mai.

E il premio leccaculo per l’anno 2008 va a ….. ooooooh …. (rullo di tamburi e scorregge di vacca) …. : VALENTINA VEZZALI! Altra medaglia d’oro al suo palmares


  

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