Salvataggi in extremis

Salvatemi il culo. Nicola Di Girolamo è un neosenatore della PDL eletto nella circoscrizione Europa. Per candidarsi ha dichiarato di risiedere in Belgio, ma sembra proprio che non fosse vero: è imputato infatti di false dichiarazioni, falsità ideologica, abuso d’ufficio, attentato contro i diritti politici del cittadino. Per le leggi italiane rischierebbe cinque anni di galera e l’interdizione perpetua dai pubblici uffici. Per nostra somma fortuna e gioia ci ha pensato il parlamento a salvarlo dall’arresto con un bel voto bipartisan PDL-PD. A favore dell’arresto hanno votato solo quei giacobini giustizialisti di Italia dei Valori (lunga vita a Di Pietro). Chi lo salva un paese dove la casta maggioranza e opposizione insieme salvano il birbantello Di Girolamo?

 

Baciatemi il culo. Alcune considerazioni fanatiche di persone che guardano quel telegiornale di regime che è il TG1, a proposito della vicenda Alitalia: “Io suggerirei di guardare le foto dell’altro giorno di quelli che applaudivano quando è fallito l’accordo di Alitalia. C’è una foto con una hostess che tiene un cartello che dice: ‘meglio falliti che in mano ai banditi’. Ce n’è un’altra dove si vedono due uomini che si abbracciano e uno addirittura piange. Le facce si riconoscono. Io suggerirei a Colaninno di guardare quelle foto quando dovrà scegliere gli esuberi”.

 

Paratemi il culo. Adesso serve un lodo Consolo per il ministro delle Infrastrutture Altero Matteoli, di cui Consolo è pure avvocato. Aennino il ministro, aennino il proponente. Tutto in famiglia. Un disegno di legge, pensato e scritto dal deputato Giuseppe Consolo, per Matteoli in particolare, visto che a Livorno c’è un suo processo per favoreggiamento. Che si va a inventare Consolo per il suo cliente? Una leggina, due articoli in tutto, che rivoluziona le regole costituzionali per i reati ministeriali, quelli commessi da soggetti che sono, o sono stati, ministri. Rendere obbligatoria la richiesta di autorizzazione anche per i reati che, a parere del tribunale dei ministri, non meritano una copertura ministeriale e quindi, stando alle norme attuali, devono essere valutati e investigati dalla procura. Se, a parere dei pm e dei giudici, il delitto è stato commesso, il soggetto va a processo come un normale cittadino ma a Consolo non sta affatto bene, anche perché c’è giusto il suo compagno di partito e legalmente assistito, il ministro Matteoli, ex capogruppo di An al Senato nella scorsa legislatura, e prima ancora ministro dell’Ambiente, che nel 2005 viene messo sotto inchiesta dalla procura di Livorno per aver informato l’allora prefetto della città Vincenzo Gallitto che c’erano delle indagini sul suo conto per l’inchiesta sul “mostro di Procchio”, un complesso edilizio in costruzione a Marciana, nell’isola d’Elba.

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