Porco il mondo che c’ho sotto i piedi

Eppure sono allegro. Eppure sono sfavillante. Eppure mi sto incazzando di brutto. Pilloline recenti che mi stanno surriscaldando come la capocchia di un fiammifero. Ieri sera, nella sempre chiarente trasmissione Anno Zero, tale Morticia Della Vedova deputato del Pdldmncqcpesv (Partito Delle Libertà Di Mettervelo Nel Culo Quando Ci Pare E Senza Vaselina) propinava la sua ricetta di sviluppo economico e sanitario: si prende un ospedale X a Legnano (MI), si licenziano le 11 addette al call-center (lavoranti in loco da 7 anni con in aggiunta idoneo corso di formazione, quindi esperienza massima), si crea un mega call-center generalista Y a Paternò (CT) con 6.000 dipendenti (luogo scelto a caso e guarda caso paese d’origine di un ministro coi cingolati), si istituisce laggiù il call-center dell’ospedale lombardo, si dimezzano gli stipendi dei telefonisti. Si otterrebbero così i mirabolanti risultati: la sanità lombarda risparmia soldi, si dà origine a nuovo lavoro clientelare al sud, si conseguirebbe (???) un servizio migliore, si sperimenterebbe il nuovo federalismo solidale. Urge un immediato nobel all’economia (le lavoratrici 50enni in mezzo alla strada e i giovani sottopagati ringraziano).

Ma poteva essere da meno l’amatissimo ministro della p.a., la Brunetta dei Ricchi e Scemi? Che ti va a proporre ieri? Un efficacissimo metodo per valutare l’efficienza della pubblica amministrazione: le faccine. Testualmente: ad ogni transazione tra cliente e dipendente pubblico (ma che è Corso Massimo? Io proporrei bensì una bella copulazione agggggratis in ogni ufficio)  il cittadino potrà valutare l’operato del dipendente con questi simboli standard:  soddisfatto e gaudente,  serio e non appagato,  imbufalito e ancora voglioso. A quando la dotazione collettiva di telecomandi per il televoto immediato di ogni prestazione?

Per non farci mancare nulla gli Hulk col fazzolettino verde vomito della Val Padana ribadiscono come rinchiudere nello stesso recinto le terribili belve africane, i vampiri rumeni, i sosia contraffatti cinesi, i danzanti sudamericani, gli scimitarrati arabi, i bolscevichi albanesi di 6-7 anni sia un formidabile metodo di integrazione e di insegnamento della lingua italiana o del dialetto polentone (se il modello di formazione è il figlio del Senatur celavevo dur forse si stanno facendo enormi passi avanti nell’alfabetizzazione celtica).

E per chiudere la chiosa di ottimismo: gli alfieri del libero mercato e i paladini della finanza creativa hanno compreso quanto è obsoleto derubare le persone che si recano in banca. Ora organizzeranno direttamente rapine a domicilio individuali (per fottere i risparmi sotto il materasso) e statali (fottendo sotto forma di aiuti di stato).

Non è arrivato finalmente il momento di agire tutti assieme, congiungendo tutte le battaglie in un’unica rivendicazione di classe?

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Una risposta a Porco il mondo che c’ho sotto i piedi

  1. mauro ha detto:

    come diceva manu chao, è un mondo difficile e futuro incerto,piu\’ che rivendicazione di classe io direi riorganizzazione ,perchè qui ci stanno fottendo e ancora crediamo alla befana e aspettiamo che questo governo ci riorganizzi come animali addestrati.pronti sul lavoro alle loro condizioni di merda.

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