Il vento nuovo che soffia

 

“Noi non ci fermeremo questa legge non la vogliamo”. Questo è il messaggio di tutti gli universitari d’Italia. Questa è una spinta propulsiva innovativa, questa è una rivolta del sapere vivo tra le macerie dell’università riformata,  questo è il conflitto dei precari nell’epoca del capitalismo cognitivo, questa è l’insorgenza delle intelligenze contro il potere feudale della politica, questa è la non misurabilità della produzione di conoscenza, questo è il tempo eterogeneo e pieno delle forme di vita e di lotta. No questa volta è sicuro. Questa volta non si fermeranno, come abbiamo fatto noi erroneamente in passato: hanno deciso di cambiare le cose. E questo vento non disperderà la sua forza, ma si propagherà ad altri centinaia di venti, ovunque. L’autunno è appena iniziato e l’inverno sarà solo di questo governo indegno.

 

Nelle facoltà c’è un discorso appeso in ogni angolo che recita così:

 

"Facciamo l’ipotesi, così astrattamente, che ci sia un partito al potere, un partito dominante, il quale però formalmente vuole rispettare la Costituzione, non la vuole violare in sostanza. Non vuol fare la marcia su Roma e trasformare l’aula in alloggiamento per i manipoli; ma vuol istituire, senza parere, una larvata dittatura. Allora, che cosa fare per impadronirsi delle scuole e per trasformare le scuole di Stato in scuole di partito? Si accorge che le scuole di Stato hanno il difetto di essere imparziali. C’è una certa resistenza; in quelle scuole c’è sempre, perfino sotto il fascismo c’è stata. Allora, il partito dominante segue un’altra strada (è tutta un’ipotesi teorica, intendiamoci). Comincia a trascurare le scuole pubbliche, a screditarle, ad impoverirle. Lascia che si anemizzino e comincia a favorire le scuole private. Non tutte le scuole private. Le scuole del suo partito, di quel partito. Ed allora tutte le cure cominciano ad andare a queste scuole private. Cure di denaro e di privilegi. Si comincia persino a consigliare i ragazzi ad andare a queste scuole, perché in fondo sono migliori si dice di quelle di Stato. E magari si danno dei premi, come ora vi dirò, o si propone di dare dei premi a quei cittadini che saranno disposti a mandare i loro figlioli invece che alle scuole pubbliche alle scuole private. A "quelle" scuole private. Gli esami sono più facili, si studia meno e si riesce meglio. Così la scuola privata diventa una scuola privilegiata. Il partito dominante, non potendo trasformare apertamente le scuole di Stato in scuole di partito, manda in malora le scuole di Stato per dare la prevalenza alle sue scuole private. Attenzione, amici, in questo convegno questo è il punto che bisogna discutere. Attenzione, questa è la ricetta. Bisogna tener d’occhio i cuochi di questa bassa cucina. L’operazione si fa in tre modi: ve l’ho già detto: rovinare le scuole di Stato. Lasciare che vadano in malora. Impoverire i loro bilanci. Ignorare i loro bisogni. Attenuare la sorveglianza e il controllo sulle scuole private. Non controllarne la serietà. Lasciare che vi insegnino insegnanti che non hanno i titoli minimi per insegnare. Lasciare che gli esami siano burlette. Dare alle scuole private denaro pubblico. Questo è il punto. Dare alle scuole private denaro pubblico"

 

E’ Piero Calamandrei, discorso pronunciato al III Congresso in difesa della Scuola nazionale a Roma l’11 febbraio 1950, forse una profezia.

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2 risposte a Il vento nuovo che soffia

  1. mauro ha detto:

    purtroppo è cosi\’ …la storia si ripete  non conosco i motivi e le ragioni sara\’ l\’inquinamento atmosferico che da alla testa oppure il capitalismo che vende illusioni e annebbia la vista con il gratta e vinci, ferrari in tv, telefonini, e pc, sparati su schermi al plasma che nessuno di noi coglioni   operai sottopagati potra\’mai  possedere  ,  sognare una manuela arcuri come moglie…e sperare di essere chiamati al grande fratello .la scuola è un diritto che nessuno puo\’ negare ,e tutti insieme bisogna lottare e far capire il valore di tutto questo alle generazioni future ,purtroppo o per fortuna non siamo tutti figli di papa\’!!! e la scuola è di tutti.

  2. Silvia ha detto:

    non si fermeranno no sta volta.
    perchè non si tratta più di ideali lontani, anche i ragazzini delle superiori sanno davvero di cosa stiamo parlando. e quasi nessuno più si rifà a che guevara. sanno e sappiamo di cosa si tratta e non ci fermeremo presto.
    belle queste agitazioni, belle le lezioni in piazza e le biciclettate in camice bianco per la città. tutto molto poetico.
    già così paghiamo abbastanza di tasse, perchè noi NON figli di medico siamo comunque in sesta fascia e paghiamo tutto senza borse di studio (solo perchè dichiariamo). ma nonostante ciò seguiamo le lezioni col culo a terra-quando e se un\’aula ce l\’abbiamo. il che è tutto molto folkloristico e in fondo non mi dispiace.
    ma cosa faremo se invece la cazzata si farà?
    e non mi viene da dire: ma si, tanto tra due anni avrò finito e saranno fatti degli altri…
     
    RESISTIAMO. E FERMIAMO QUESTO SCHIFO.

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