L’onda non s’arresta neanche alle provocazioni nere

 

di Marco Cedolinhttp://ilcorrosivo.blogspot.com/

 

 

Giornali e telegiornali stanno dando in queste ore il massimo risalto alla notizia che il fronte degli studenti impegnati a protestare contro il decreto Gelmini si sarebbe spaccato, dando origine a violenti scontri fra giovani di destra e di sinistra che non avrebbero resistito alla tentazione di anteporre le proprie rivalità all’interesse unitario della protesta. La cronaca delle varie testate giornalistiche vorrebbe far intendere che la responsabilità degli eventi sia da addebitarsi ora all’una ora all’altra parte politica, ma ciò che più conta è che tutto il circo dell’informazione stia puntando il dito sulle divisioni nel movimento studentesco, che confermerebbero come in fondo non sia cambiato nulla, e come i giovani continuino a dimostrarsi totalmente incapaci di condurre la protesta in maniera unitaria.

 

Alla luce di quanto è accaduto nella giornata di ieri e dell’enfasi con la quale i media hanno rappresentato sotto forma di scontri fra studenti delle opposte fazioni quella che in realtà è sembrata essere stata una vera e propria aggressione, tanto organizzata quanto strumentale nei confronti dell’intero corteo studentesco composto da giovani di ogni colore, mi piace ricordare di aver scritto, due giorni fa, un articolo nel quale rendevo merito al nascente movimento studentesco di avere impartito una vera “lezione”, consistente nell’avere intrapreso una strada che riuscisse a fare prevalere l’unità d’intenti rispetto alle differenze.

 

Una strada particolarmente sgradita a tutti coloro che da sempre continuano a strumentalizzare i giovani ed i movimenti, educandoli a quella strategia della tensione che risulta funzionale al mantenimento delle proprie posizioni di potere.

 

La possibilità che in questo Paese inizino a crescere i movimenti politici e di opinione che proprio facendo tesoro della trasversalità …

 

…riescano a risultare più incisivi e coinvolgenti spaventa da morire chi continua a gestire il potere ed ha fatto del "dividi et impera" la propria regola politica.

 

Spaventa perché maggiore partecipazione significa contestazioni più dure ed articolate. Spaventa perchè all’interno della trasversalità è presente in nuce il "germe" di una nuova sensibilità che potrebbe scalzare definitivamente la dicotomia "destra" – "sinistra", all’interno della quale intere generazioni di faccendieri politici hanno costruito le proprie fortune.

 

Spaventa perché se i giovani di destra e di sinistra smettessero di bastonarsi a vicenda e iniziassero a guardare alla realtà che li circonda verrebbe meno il controllo delle segreterie di partito. Spaventa perché movimenti trasversali ed organizzati potrebbero saldare alla protesta contro il decreto Gelmini altri temi altrettanto pregnanti e sentiti nel Paese, come la lotta contro il precariato, contro le grandi opere, contro le basi di guerra americane, contro la globalizzazione ed il neoliberismo dei banchieri.

 

E allora per scacciare la paura e “normalizzare” gli studenti che a questo punto non servono più a nessuno – dal momento che Berlusconi può ormai vantarsi di avere “sistemato” anche la scuola dopo la munnezza di Napoli, e gli alleati Veltroni e Di Pietro si apprestano a diventare gli unici depositari della contestazione attraverso un ridicolo referendum – non resta che seguire, magari non proprio alla lettera, gli insegnamenti portati qualche giorno fa da Francesco Cossiga, che candidamente suggeriva:

 

”Maroni dovrebbe fare quello che feci io quando ero ministro dell’Interno. In primo luogo lasciare perdere gli studenti dei licei, perche’ pensi a cosa succederebbe se un ragazzino di dodici anni rimanesse ucciso o gravemente ferito…”. ”Lasciar fare gli universitari. Ritirare le forze di polizia dalle strade e dalle universita’, infiltrare il movimento con agenti provocatori pronti a tutto, e lasciare che per una decina di giorni i manifestanti devastino i negozi, diano fuoco alle macchine e mettano a ferro e fuoco le citta”’. ”Dopo di che, forti del consenso popolare, il suono delle sirene delle ambulanze dovra’ sovrastare quello delle auto di polizia e carabinieri”, nel senso che le forze dell’ordine non dovrebbero avere pieta’ e mandarli tutti in ospedale. Non arrestarli, che tanto poi i magistrati li rimetterebbero subito in libertà, ma picchiarli e picchiare a sangue anche quei docenti che li fomentano”. ”Soprattutto i docenti. Non dico quelli anziani, certo, ma le maestre ragazzine si’.

 

Il sette in condotta lo merita una classe politica imbolsita e corrotta, sempre uguale a sé stessa anche nella sua reazione di fronte a qualsiasi novità.

 

Gli studenti? In TV e sulle pagine dei giornali stanno diventando i “soliti violenti”, facinorosi, fascisti e comunisti che spaccano tutto, invasati che cercano ogni pretesto per picchiarsi fra loro, come nel 68, come nel 77, come nel 2008, a meno che gli italiani un giorno decidano che è giunto il momento di dire basta al metodo Cossiga.

 

 

Ed ecco altre note dolenti del decreto Gelmini.

 

di Rita Gumapresidente Osservatorio sulla legalità e sui diritti ONLUS

 

Petizione al Capo dello Stato per affermare i principi costituzionali

 

Con l’approvazione del Senato, il ddl Gelmini è legge. Purtroppo essa non rimedia alla piena attuazione, già decisa da questo governo, della disciplina relativa alla determinazione dei posti di sostegno per gli alunni disabili di cui alla legge finanziaria 2008, cioè alla finanziaria varata dal precedente governo, che prevedeva il rapporto 1:2 fra docente di sostegno e alunni disabili a prescindere dalla gravità.

 

 Con il ridimensionamento del sostegno, l’Italia si muove in controtendenza non solo rispetto alla Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità, secondo cui "Gli Stati garantiranno la parità di accesso all’istruzione primaria e secondaria, alla formazione professionale, la formazione degli adulti e la formazione continua…

Agli allievi che lo richiedono deve essere fornito un sostegno educativo", ma anche rispetto ad altri Paesi UE, dove ci si sta concretamente adoperando per la piena integrazione scolastica dei ragazzi con handicap.

 

L’approvazione della legge rende dunque ancora più importante e urgente sottoscrivere la petizione dell’Osservatorio sulla legalità e sui diritti per il ripristino del rapporto 1:1 per il sostegno agli allievi con certificazione di gravità, al fine di sottoporre al presidente della Repubblica – che deve firmare la legge ed è garante della Costituzione – la conseguente violazione dei diritti costituzionali allo studio e allo sviluppo della personalità nonchè al diritto all’integrazione sancito dalla legge 104.

 

La petizione – già sottoscritta da giuristi, medici, psicologi e da centinaia di cittadini – puo’ essere firmata su

 

http://www.aaalegalitadiritti.it/appello.htm

 

Firmare non e’ una scelta di contrapposizione ideologica, ma di civiltà.

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