The Manchurian Candidate

 

Un film da vedere e rivedere a pochi giorni da quella messinscena globale che sono le elezioni yanqui.

 

Un film di Jonathan Demme. Con Denzel Washington, Meryl Streep, Liev Schreiber, Kimberly Elise, Vera Farmiga, Jon Voight, David Keeley, Jeffrey Wright, Sakina Jaffrey, Bruno Ganz. Genere Thriller, colore 132 minuti. – Produzione USA 2004

Mio voto: /10

 

Recensione di Roberto SilvestriIl Manifesto, 12 Novembre 2004

 

Perfetto remake di The Machurian candidate, a firma di Jonathan Demme, un thriller politico e «fantascientifico» epocale, che è la spiegazione-decostruzione lucida e perfetta dello «stato maggiore politico più pericoloso del dopoguerra», quello repubblican-Halliburton (cos’è, come funziona e che progetto ha). In gioco c’è non solo una presidenza, ma forse il futuro dell’umanità gravemente messo in discussione dalla versione neocon di cos’è la civiltà occidentale. Per chi non abbia visto il Manchurian candidate di John Frankenheimer, con Frank Sinatra nella parte dell’integerrimo e «sconvolto» tenente Bennett Marco (qui è Denzel Washington a portare disinvolto un cognome italiano fiammante) e Laurence Harvey, in quella del sergente Raymond Shaw (qui un Liev Schreiber altrettanto schizofrenico, elettrizzante e pericoloso, dolce e inquietante), genio di Harvard che una storia d’amore impossibile ha trascinato, volontario, sul fronte, ricordiamo che era un film del 1962 che raccontava la vicenda di una pattuglia statunitense che cade in un’imboscata durante la guerra di Corea. I soldati fatti prigionieri dai feroci comunisti vengono sottoposti a un trattamento psichiatrico super-pavloviano radicale. Sono non solo ipnotizzati, ma diventano controllabili a distanza, attraverso le carte da gioco: di particolare pericolosità operativa la «regina di picche». Tornati in patria i ragazzi si comportano normalmente, ma in realtà sono burattini nelle mani di Stalin e Mao: il sergente Shaw è l’oggetto di una attenzione speciale. Dovrà diventare presidente degli Stati uniti (e così li avrà in pugno). Shaw viene prima di tutto fatto passare per supereroe di guerra, attraverso testimonianze incontrovertibili di tutti i sopravvissuti, riceverà la legione d’onore del Congresso, onorificenza che «dal 1913 è stata assegnata solo 17 volte» (saranno 917, nel remake). Scalerà in fretta il vertice del partito e verrà imposto al riluttante establishment «moderato», come candidato alla vice presidenza. Sua madre, Angela Landsbury (comunista cinica, travestita da falco della destra maccartista) non si fermerà di fronte a niente, intrigo, calunnia, ricatto e perfino omicidio, facendo sì che il figlio assassini il più pericoloso rivale, troppo «progressista» anzi proprio «comunista e traditore» e sua figlia, che Shaw ha sempre amato e che sua madre, incestuosamente gelosa, ha sempre tenuto ben alla larga da lui.

 

Però il tenente Sinatra, sconvolto da strani incubi a ripetizione che gettano ombre e dubbi sul passato della pattuglia, e sull’efficienza dei metodi pavloviani, inizia a mettere in discussione la situazione (grazie all’aiuto di Janet Leight, una misteriosa e casuale conoscenza) finché lo stesso Harvey, spaccato a metà tra residui di libertà morale e schiavitù indotta, imbraccia un fucile che dovrebbe (alla Oswald) far fuori il suo partner alla presidenza, punta ma… Pochi giorni dopo il presidente Kennedy fu davvero assassinato e Sinatra, turbato, ritirò il film che aveva prodotto. Rimase davvero turbato, visto che poi passò ai repubblicani…

 

Ma nel remake di Jonathan Demme non si capisce se siamo alla convenzione democratica o repubblicana. Potrebbe essere una qualunque. I partiti sono molto simili. Hanno lo stesso cerimoniale, una simile geografia di falchi, moderati e perfino liberal. Quello che cambia tra i due film sono i cattivi, comunisti lì, multinazionali qui. E il lavaggio del cervello: qui si usa la criobiologia (la tecnica di conservazione di cellule viventi a temperature molto inferiori allo zero) e altre diavolerie biotecnologiche, di cui sono esperti scienziati sudafricani che erano pro-apartheid, dunque pazzi. Anche se Meryl Streep per attivare suo figlio all’azione – come nei vecchi film Hammer – userà il solito sistema dell’ipnotizzatore che ti chiama per nome e cognome.

 

Se c’è qualcuno che può legittimamente trovare il thriller esageratamente macchinoso è solo Berlusconi e compagni che però, per lavare i cervelli di mezza Italia ha dovuto cantare al momento giusto con il pianista nelle feste giuste; farsi coprire voragini bancari, organizzare la P2, vincere campionati di calcio (si può, senza che qualcuno fidato controlli le scommesse?), un presidente del consiglio socialista che faceva le leggi giuste, l’assassinio di Retequattro e della Mondadori, qualche strano fatto di cronaca tra Sindona e Calvi, formare un partito… Bé, in realtà non è stato poi così semplice. E mi sa che questo film proprio di noi parli. Mostra l’America di dentro. Il candidato della Machurian Global è l’uomo che Oriana Fallaci voterebbe subito. Che privatizzerà gli eserciti per darci sicurezza dentro e fuori la patria. Certo, rispetto al film kennediano di John Frankenheimer questo è meno bizzarro e «felice».

 

I tempi sono cambiati e allora si poteva tirare un sospiro di sollievo sulla fine dell’incubo maccartista e del fascismo fermato nella sua scalata. Ma oggi che grandi aziende e Congresso sono nelle stesse mani, possiamo solo contare su un tenente e un sergente «traditori». Perché tra compagni d’armi nasce sempre qualcosa di prezioso, quasi di tenero.

Questa voce è stata pubblicata in Luci dalle sale. Contrassegna il permalink.

3 risposte a The Manchurian Candidate

  1. mauro ha detto:

    Se c\’è qualcuno che può legittimamente trovare il thriller
    esageratamente macchinoso è solo Berlusconi e compagni che però, per
    lavare i cervelli di mezza Italia ha dovuto cantare al momento giusto
    con il pianista nelle feste giuste; farsi coprire voragini bancari,
    organizzare la P2, vincere campionati di calcio (si può, senza che
    qualcuno fidato controlli le scommesse?), un presidente del consiglio
    socialista che faceva le leggi giuste, l\’assassinio di Retequattro e
    della Mondadori, qualche strano fatto di cronaca tra Sindona e Calvi,
    formare un partito… Bé, in realtà non è stato poi così semplice. E mi
    sa che questo film proprio di noi parli. Mostra l\’America di dentro. Il
    candidato della Machurian Global è l\’uomo che Oriana Fallaci voterebbe
    subito. Che privatizzerà gli eserciti per darci sicurezza dentro e
    fuori la patria. Certo, rispetto al film kennediano di John
    Frankenheimer questo è meno bizzarro e «felice».

    I tempi sono cambiati e allora si poteva tirare un sospiro di sollievo
    sulla fine dell\’incubo maccartista e del fascismo fermato nella sua
    scalata. Ma oggi che grandi aziende e Congresso sono nelle stesse mani,
    possiamo solo contare su un tenente e un sergente «traditori». Perché
    tra compagni d\’armi nasce sempre qualcosa di prezioso, quasi di tenero.
    Da Il Manifesto, 12 Novembre 2004

  2. Chiara ha detto:

    Ma è quello che hanno trasmesso u paio di giorni fa,vero?Ne ho visto un pezzo,ma come tutti i thriller mi ha rotto in fretta.Mi spossa troppa azione e soprattutto troppe menate tipo strapanazzare il cranio e similari.Comunque ho acceso a film cominciato,un pezzo,poi finale.ho capito lo stesso,un\’altra cosa che mi rompe di sti film è che si capiscono troppo facilmente.e non t\’illudere che io abbia letto il tuo post,e non è per le tue illuminate recensioni,lo sai.Mi spiace per il pregnante cntenuto,ma è più forte di me

  3. Michele ha detto:

    Su questo punto sono d\’accordo: l\’eccessiva spettacolarizzazione svia dal contenuto, ma è un modo sempliciotto per attrarre gli aficionados da blockbuster. Deeto questo il messaggio è forte: democratici e repubblicani sono l\’astrazione delle stesse multinazionali, degli stessi interessi, degli stessi giochi di potere. Chi crede in un cambiamento con il risultato delle prossime elezioni si illude profondamente. A quando il primo presidente robot?

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...