Che Obama ce la mandi buona

 

“La democrazia è la forma di governo che sostituisce il voto dei molti incompetenti con l’elezione dei corrotti pochi”.

(George Bernard Shaw)

 

"Dopo che pianti un coltello nella schiena di qualcuno per nove pollici, e lo tiri fuori di sei pollici, non dici che stai facendo progressi".

(Malcolm X)

 

La sua vittoria era attesa in tutto il mondo (godiamoci finalmente il termine dell’ottennato del serial killer Bush), una specie di nuovo Messia: Obama il giovane, l’erudito, lo sportivo, il brillante politico che parla di futuro, di innovazione, di nuove tecnologie, di cambiamento, di ambiente, che ha trionfato partendo dal basso. E non si può che essere entusiasti di tutto ciò.

 

Ma cambierà davvero qualcosa? In politica estera sicuramente no. Era contro la guerra dell’Iraq, ma votò per gli stanziamenti che la resero possibile e ora vuole mantenere nel paese squassato 80mila soldati e una dozzina di megabasi. In Afghanistan e Pakistan Obama vuole addirittura un maggior numero di mercenari e bombe. Pessimi poi i concetti espressi sulla questione israelo-palestinese, al punto da essere il primo al mondo a sostenere l’ulteriore iniquità della Gerusalemme tutta quanta capitale di Israele.

Sul fronte interno le valutazioni sembrano un po’ più complicate, anche se sembra abbastanza improbabile che abbia il coraggio di inimicarsi le compagnie di assicurazione, con un sistema sanitario pubblico nazionale, i banchieri e finanzieri, con leggi più severe contro i corrotti, e le compagnie petrolifere ed energetiche, fautore della bufala del “carbone pulito”.

Altri aspetti negativi? Sostegno all’embargo contro Cuba, ma per fortuna sembra si voglia chiudere il teatro degli orrori di Guantanamo, e alla pena di morte; scelta di un autentico reazionario e guerrafondaio come Joe Biden a suo vice; ripristino della Leva obbligatoria per altri e nuovi episodi di “guerra infinita”; condivisione della necessità dello “scudo spaziale” per poter ammazzare dallo spazio.

 

Detto questo è inutile negare l’effetto simbolico straordinario dell’elezione di un nero alla Casa Bianca, per ciò che ha rappresentato la questione del colore della pelle in quel paese, dalla schiavitù fino a inizio 900, alla segregazione fino agli anni 70, alla ghettizzazione dei giorni nostri. Come detto, se i dubbi sono tantissimi sono anche forse maggiori le speranze. Per questo Obama non dovrà sprecare la grandiosa occasione che gli è capitata: rimodellare la società americana verso la redistribuzione dei redditi, la tassazione dei più ricchi e l’equità dello stato sociale, l’abbattimento dei muri e dei confini del razzismo, dell’emarginazione, dei pregiudizi e della cultura della discriminazione, la rimessa al centro dell’istruzione, la lotta contro gli sprechi energetici, la fine dell’illusione della crescita economica infinita.

Come si evince sono scettico sulla reale trasformazione che apporterà Obama alla nazione esportatrice di guerre, hamburger e capitalismo selvaggio, ma per una volta provo a non essere totalmente negativo e affermo che il futuro è suo: che lo utilizzi bene.

 

Ultima nota sulla politichina italiana: la destra ha cercato di salire sul carro del vincitore, una volta annusata l’aria che tirava, ma il vero pensiero lo esprime il disonorevole Gasparri.

 

 

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2 risposte a Che Obama ce la mandi buona

  1. mauro ha detto:

    ci auguriamo veramente una svolta nelle politiche sociali lo stop alle guerre (cosa molto improbabile)!!ma che si restituisca potere al popolo .

  2. Chiara ha detto:

    Avevi ragione: non hai prezzo!Quasi litigavo perché non mi sono fatta totalmente incantare dai bei discorsi.Comunque tra i due mali…il terzo è peggiore e modestamente ce l\’abbiamo noi!Il terrorismo lo fanno loro a dire quello che dicono e fare quello che fanno.A un futuro migliore?bmdshfgdsk(scaramanzia!)

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