Semaforo rosso per il “verde”

 

di Bianca Di Giovanni

 

Il decreto cosiddetto anticrisi si abbatte contemporaneamente sugli sgravi per le ristrutturazioni «ecologiche» e su quelli destinati alle imprese per ricerca e sviluppo. Ovvero: in un solo colpo (è lo stesso articolo) si danneggia sia la natura, sia lo sviluppo. Il contrario che combattere la crisi. La tesi sostenuta dal governo è semplice: per essere certi che quelle misure siano finanziate, si elimina l’automatismo e si mette un «tetto» agli aiuti pubblici. Nella pratica ci sarà un freno generalizzato: tempi lunghi significano meno spese per l’erario e meno sconti per i cittadini. I quali, tra l’altro, dovranno fare domanda all’Agenzia delle Entrate e aspettare 30 giorni. Se non riceveranno risposta, niente sconto. Primo caso al mondo di silenzio-diniego. Chi controlla che il silenzio non sia dovuto a ritardi della pubblica amministrazione?

 

 Che cosa accade ora? Per le ristrutturazioni «verdi» realizzate nel 2008 si stanziano 82,7 milioni di euro. Chi arriva prima, li prende (singolo cittadino o società). Lo sgravio previsto dal governo Prodi era del 55% sulle spese sotenute (fino a un massimo di 100mila euro) per istallare pannelli solari (quelli termici per produrre acqua calda, non i fotovoltaici che producono energia), impianti di riscaldamento ad alta efficienza energetica, pareti e cappotti isolanti, infissi, pavimenti. Chi ha ristrutturato nel 2008 potrà fare domanda all’Agenzia delle Entrate dal 15 gennaio al 27 febbraio. Se non si rientra nello sconto del 55%, solo per il 2008 (e solo per le persone fisiche) si può accedere a uno sgravio «di riserva» del 36% fino a un massimo di spese agevolate di 48mila euro (circa 16mila euro di risparmi). Nulla cambia, invece, per chi ha effettuato i lavori nel 2007: per loro lo sgravio è ancora integro e automatico.

 

Per gli anni futuri si prevede la stessa procedura: domanda all’Agenzia delle Entrate e speranza di rientrare nel plafond. per il 2009 si stanziano 185,9 milioni di euro; per il 2010 314,8 milioni. Negli anni futuri non è prevista la possibilità «di riserva», e le domande dovranbno essere presentate dal primo giugno al 31 dicembre. L’esaurimento degli stanziamenti deve essere pubblicato sul sito dell’agenzia delle Entrate (www.agenziaentrate.it). I contribuenti abilitati potranno utilizzare il modulo on-line, che sarà autorizzato dall’Agenzia entro 30 giorni dall’entrata in vigore del decreto.

 

Gli inganni del meccanismo. A questo punto è chiaro che si dovranno effettuare gli investimenti senza sapere se si avrà o meno lo sgravio. Primo freno all’ammodernamento «ecologico» del paese. Ancora: nel 2009 e 2010 il periodo sostanzialmente agevolato si riduce a 5 mesi, perché dopo scatta già la corsa al finanziamento. Siccome le domande devono essere fatte a consuntivo (non a preventivo), per quella data i lavori dovranno essere terminati.

 

Cosa resta delle norme Verdi Le due Finanziarie di Prodi avevano avviato una fitta serie di misure per favorire lo sviluppo sostenibile. Al cambio di maggioranza è stata subito eliminata la certificazione energetica da allegare per ottenere le concessioni edilizie. Resta ancora in piedi, invece, il bonus del 20% sull’acquisto dei frigoriferi a risparmio energetico, per un massimo di 200 euro. Attivo anche il «conto energia», uno strumento avviato dall’Europa che finanzia con una tariffa agevolata l’energia prodotta con panelli fotovoltaici, sia per usi privati che per attività economiche (in quel caso si vende l’energia al gestore). Resiste ancora anche la tassa sulle bottiglie di plastica dell’acqua minerale (5 centesimi a pezzo) versata dai produttori, per finanziare acquedotti e servizi idrici.

 Le reazioni politiche alle ultime decisioni del governo non si sono fatte attendere. «Investire in innovazione e ricerca è una leva straordinaria per lo sviluppo – ha detto il ministro ombra Matteo Colaninno – Il governo, nel cosiddetto decreto anti crisi, va esattamente nella direzione opposta soffocando una straordinaria norma moltiplicatrice di sviluppo, quella sulla maggiorazione del credito di imposta per le imprese che investono in ricerca e innovazione». E la ricerca e l’innovazione vanno a braccetto, si sa, proprio con l’ecologia e l’ambientalismo. nessuna reazione, su questi temi da parte di Confindustria. Anzi: in fatto di ambiente il collateralismo è fortissimo. Già da tempo gli imprenditori si sono schierati contro i vincoli di Kyoto. ma stavolta a perdere risorse saranno anche loro. Meno sconti vuol dire meno lavoro. E quindi meno affari. Cosa diranno i vertici confindustriali ai loro iscritti?

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Una risposta a Semaforo rosso per il “verde”

  1. Chiara ha detto:

    Metterei qualcuno dei nostri illuminati governatori piantato da qualche parte a bersi piogge acide,a respirare smog,magari adessere abbattuto per creare pascoli per il Mc Donald o spazio per uno dei loro adorati centri commerciali.Prima però dovrebbe abbrustolire a causa del buco dell\’ozono,poi vediamo come rivaluterebbero i protocolli

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