Riscattare la laurea? Solo per ricchi

 

di Francesco Margiocco Il SecoloXIX

 

In teoria più facile rispetto al passato, il riscatto delle lauree rimane in pratica un privilegio per pochi. La nuova normativa sul welfare (247/07) dovrebbe rendere più semplice, e più conveniente, il riconoscimento degli anni di studio all’università per fini pensionistici. Dovrebbe. «In realtà – spiega Giulio Dapelo, consulente del lavoro – continua ad essere complicato e costoso. Chi ha alle spalle una famiglia benestante può permetterselo. Ma la fascia media, per non parlare di quella povera, no».

 

Riscattare i cinque – o quattro, per chi si è laureato col vecchio ordinamento – anni di laurea, serve ad andare in pensione qualche anno prima, e con un importo più alto. Purtroppo, però, il riscatto costa. Per averlo occorre infatti versare all’Inps un contributo per ogni anno di studio esclusi quelli fuori corso, cioè per quattro o, nella maggior parte dei casi, cinque anni.

 

Fino al 2007 l’iter era particolarmente tortuoso. Il neolaureato doveva aspettare di trovare un lavoro prima di procedere all’avvio della pratica. Soprattutto: il contributo da pagare veniva suddiviso in cinque anni, con gli interessi. Oggi non è più così. Un neolaureato può chiedere il riscatto anche se non lavora ancora. E il contributo è suddiviso in 120 rate, senza interessi. Ecco spiegato il boom del fenomeno. Secondo i dati ufficiali, le richieste presentate in Liguria all’Inps erano 614 nel 2005; 683 nel 2007; mentre all’ottobre di quest’anno sono 1.500.

 

I dati forniti dall’Inps riguardano però le domande, non i riscatti veri e propri. «Che però – dice Dapelo – non sono aumentati. Anzi, secondo le nostre informazioni, il rapporto tra domande presentate e riscatti effettivi è addirittura diminuito. Su questo non esistono statistiche ufficiali. Ma le statistiche ufficiose della stessa Inps parlano chiaro: il riscatto della laurea continua ad essere élitario».

 

Il motivo? Nonostante le agevolazioni della nuova normativa, i costi rimangono alti. Per i neoassunti con contratto del tipo co.co.pro, il reddito imponibile è pari al minimale previsto per la “gestione commercianti”: 13.800 euro annui. Su quel reddito si applica l’aliquota del 33 per cento, il che significa 4.554 euro di contributi l’anno. Se la laurea è, come nella maggior parte dei casi, di cinque anni, il pagamento ammonta complessivamente a 22.770 euro. Il pagamento, è vero, può essere fatto fino a centoventi rate mensili e senza interessi. Ed è deducibile fiscalmente, sia dal neolaureato sia dai suoi genitori. Ma sono pur sempre 189, 75 euro al mese per dieci anni. «Un neoassunto che guadagna a malapena mille euro al mese e che magari deve pagarsi anche l’affitto, non ce la fa. A meno che non possa contare su qualche tesoretto di famiglia. O a meno che non paghi papà. Così – spiega il consulente del lavoro – la laurea finiscono per riscattarla soltanto i ricchi, che quindi potranno contare su una pensione anticipata e più ricca. I ricchi diventano ancora più ricchi e i poveri, che ormai comprendono anche la fascia media, sempre più poveri. È la sconfitta del welfare state».

 

Una cosa è certa: per l’Inps il riscatto agevolato è un potenziale affare. «La semplificazione della normativa – dice Dapelo – è un espediente per guadagnare. Grazie alle agevolazioni introdotte dalla 247, oggi l’Inps potrebbe riuscire a rimpinguare, seppure non di moltissimo, le sue casse. Incamerando i contributi dei laureati». Salvo poi doverli tradurre, tra trenta-trentacinque anni, in pensioni più ricche. «Ma quello è un problema che dovranno risolvere i posteri. È la solita miopia della politica italiana: fare cassa subito e rinviare la soluzione dei problemi alle generazioni che verranno».

Questa voce è stata pubblicata in Appena sfornata. Contrassegna il permalink.

2 risposte a Riscattare la laurea? Solo per ricchi

  1. Silvia ha detto:

    ahahahahahahahahahahahahahahahahahahahAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAH!!!puà ahahah i tuoi commenti mi piegano sempre!sei un fottutissimo genio!ahahahahahahahahahahahahahah!

  2. Chiara ha detto:

    Cose che voi umani non potete immaginare!Lo può saere la brillante qua sotto che con lo zufolo noi andiamo in pensione.Vai a dire queste cose agli universitari,vediamo quanti ne riangono…

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...