Palle di Natale

Ci occuperemo del contratto dei giornalisti anche se spesso sono birichini. E quindi qualche volta facciamo i birichini anche noi. 

 

In questi ultimi vent’anni abbiamo ereditato una situazione catastrofica. Dal raddoppio del debito pubblico ad una giustizia e una pubblica amministrazione che rallentano il Paese.

 

Le intercettazioni vanno assolutamente ristrette.

 

Il nucleare rappresenta la svolta energetica per il Paese. Purtroppo la sinistra ecologista e ambientalista hanno sempre remato contro.

 

Scandaloso il dato dell’evasione fiscale in Italia.

 

Troppe trasmissioni diffondono pessimismo e ansia

 

Berlusconi a tutto spiano sui sette mesi del suo governo di destra. Il presidente del Consiglio lancia novità, si arroga i successi internazionali sulla crisi finanziaria, sulla guerra in Georgia, e con la minaccia veto in Ue dell’Italia sulla questione dell’Ambiente. Soprattutto, no al dialogo.

 

da l’Unità 

 

Presidentissimo

Il presidente del Consiglio, a margine della conferenza, torna pure a parlare del suo desiderio che l’Italia diventi una Repubblica presidenziale e, su questo tema, fa una decisa apertura affinché «non si sia divisi» tra maggioranza e opposizione. «La riforma presidenziale – ha ricordato – è una cosa su cui avevamo lavorato nel ‘94, era inserita nel programma. Comunque è una cosa che tutti quelli che sono del settore sanno che è auspicabile. Ma questa – ha sottolineato il premier – è una cosa che si deve fare solo non divisi, c’è bisogno che ci sia il 100 per cento». Berlusconi è tornato anche a parlare dei pochi poteri che il premier ha a Costituzione vigente. «C’è – ha spiegato – una carenza di potere del presidente del Consiglio che è negativa, bisogna che abbia almeno i poteri che hanno gli altri presidenti: dovrebbe almeno poter dimissionare un suo ministro».

 

Crisi finanziaria

«Mi sembra che l’Europa», di fronte alla crisi economica internazionale, «abbia saputo reagire molto bene: il governo italiano ha prodotto uno sforzo che ha fatto da apripista per la soluzione, una soluzione condivisa da tutti e che ha dato autorevolezza in più al nostro paese», ha detto il presidente del Consiglio.

Berlusconi è convinto che la durata della crisi economica sta nelle mani dei cittadini d’Italia e d’Europa. E torna a puntare il dito contro i messaggi negativi che hanno provocato il calo dei consumi. «La profondità di questa crisi, che noi non neghiamo, la sua estensione temporale sta tutta nelle mani dei cittadini italiani ed europei», assicura il premier, spiegando che «proprio di questo si è parlato a Bruxelles» dove i capi di governo hanno deciso «di fare opera di informazione capillare e di consapevolezza, per iniettare quantità importanti di fiducia, di ottimismo e di speranza nel corpo dei cittadini elettori. Questa è la situazione reale». Tuttavia, «questa canzone della crisi ha portato» a non spendere «anche categorie che non hanno nulla da temere, come i 3.650.000 impiegati dello stato che non hanno alcun timore di essere licenziati e che anzi hanno potere d’acquisto superiore rispetto agli altri anni. Perché – argomenta Berlusconi – l’aumento che è stato dato loro quest’anno è superiore a quella che sarà l’inflazione, che andrà dall’1 all’1,4 per cento. E alcuni costi, come quello del barile del petrolio, sceso sotto i 50 dollari, porta a un minor esborso di circa 1000 euro a persona».

 

Editoria

Il governo si impegnerà per trovare un accordo sul contratto di lavoro dei giornalisti. «C’è l’impegno entro gennaio con il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Paolo Bonaiuti – ha detto Berlusconi -. Vedremo di chiamare gli editori e i giornalisti a un tavolo a palazzo Chigi e vedremo se, con l’intervento del governo, riusciremo finalmente a trovare un accordo». Giornalisti, ha aggiunto sorridendo, «cui vogliamo molto bene, nonostante siano certe volte birichini, ma lo siamo anche noi a volte, e fra birichini ci si intende quindi speriamo di trovare un’intesa».

 

Giustizia

«Abbiamo già ultimato una grande riforma della giustizia penale che ha come fulcro la separazione degli ordini dei magistrati giudicanti da quello dei pm, che chiameremo “avvocati dell’accusa” – ha annunciato il presidente del Consiglio -, che dovranno essere dislocati in altri uffici, che dovranno avere nei confronti dei giudici gli stessi doveri e gli stessi diritti che hanno gli avvocati della difesa». «Il ministro della Giustizia ha sentito tutte le categorie», ha ricordato il premier. Quanto alla giustizia civile, «oggi ha tempi infiniti», ha proseguito, ricordando i «tempi di attesa medi di 5 anni», fatto che ha «dissuaso molte aziende straniere a investire in Italia». La riforma ha l’obiettivo di «dimezzare i tempi della giustizia civile».

 

I successi all’estero

Il premier italiano ha nuovamente rivendicato un ruolo di primissimo piano nella gestione della crisi: l’Italia, insieme al presidente di turno dell’Unione europea, Nicolas Sarkozy, «ha svolto un ruolo determinante» nella crisi della Georgia. Secondo Berlusconi, « Abbiamo lavorato, sarkozy in stretto collegamento con me, per mettere giù i sei punti dell’accordo» che hanno scongiurato il ritorno alla guerra fredda». La versione di Putin sul conflitto con la Georgia «sta per essere confermato» dagli osservatori europei in Ossezia.

 

Nucleare

Per risolvere il problema dell’energia e dell’approvvigionamento da diverse fonti energetiche «dovremmo poi deciderci a programmare centrali anche in Italia». «Noi crediamo nei rigassificatori – ha ricordato Berlusconi -. Ne abbiamo già inaugurato uno e ce ne sono programmati altri». Il premier ricorda anche accordi su questo fronte con «Libia, Algeria e Albania», poi osserva: «In futuro occorrerà ricominciare con il nucleare». Al momento, conclude, ci sono vari investimenti all’estero, «ma dovremmo deciderci a programmare centrali anche in Italia».

 

Il gradimento

Secondo il premier, l’attività di governo ha portato a «un gradimento che ha superato di molto il voto che ci avevano dato. Per il presidente del consiglio il consenso è di nuovo al 72%» dopo una flessione dovuta alla «disinformazione della sinistra» sul provvedimento sulla scuola e sulla vicenda dell’Iva per Sky».

 

Ottimi i condannati

Silvio assolve se stesso e assolve i tanti parlamentari (25) condannati anche in via definitiva e la trentina di indagati che siedono in Parlamento. Anzi, fa capire di candidarli proprio perché hanno dei guai con la giustizia che, comunque, considera un’arma di battaglia politica. Il solo parlare di indagati è «una provocazione». «Quando abbiamo deciso di inserire nelle liste elettorali delle persone su cui esistevano indagini o procedimenti della magistratura lo abbiamo fatto sempre a ragion veduta. Cioè ascoltando e conoscendo queste persone».

Il premier fa capire quindi di avere offerto loro il protettivo ombrello parlamentare. E dà per scontato che ogni accusa dei magistrati sia «un’arma di battaglia politica contro l’avversario». Anche quando ad accusare sono dei camorristi. Naturalmente mette in prima fila se stesso, fra le «vittime» dei pm, ma «ho vinto le elezioni con 10 punti in più» quindi agli italiani non interessa, evidentemente.

 

Rapporti con Santa Sede sono i migliori da sempre

Quanto all’episodio che ha visto protagonista il presidente della Camera Gianfranco Fini che si era espresso in merito alla posizione della società italiana e della Chiesa Cattolica di fronte alle Leggi razziali, il premier ha detto: "Per quanto riguarda l’episodio in particolare, sto con la storia e sto con la verità".

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2 risposte a Palle di Natale

  1. mauro ha detto:

    palle grosse e fluorescenti ,complete di stelle comete….

  2. Chiara ha detto:

    Talmente tante palle che avrebbero potuto addobbarci il Pino,quello per eccellenza,quello di New York

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