La strage degli innocenti

 

di Francesca MarrettaLiberazione

 

Gerusalemme

Ieri è stata oltrepassata la linea rossa a Gaza. Dove per la popolazione non esiste scampo. Si muore nelle scuole, nelle moschee, a casa, in auto per strada. Almeno settantacinque i palestinesi uccisi. E’ stata una giornata di violenza spaventosa. Trenta civili inermi, in maggioranza donne e bambini, sono stati massacrati dove avevano cercavato protezione. Le famiglie di Jabalya, trecentocinquanta persone, si erano rifugiate nella scuola dell’Unrwa (agenzia Onu per i rifugiati palestinesi) al-Fakhura. Si credevano al sicuro sotto la bandiera blu delle Nazioni Unite. Invece il fuoco dei tank israeliani li ha investiti e uccisi. Oltre sessanta i feriti. Un massacro. Ma invece di chiedere perdono, l’esercito israliano ha chiarito attraverso la sua portavoce Avital Leibovich, che l’attacco è stato sferrato in risposta al fuoco di mortaio che arrivava dall’edificio. «Hamas si nasconde tra i civili». Lo dicono ogni giorno esponenti dei governo e militari israeliani. Ieri sera l’esercito israeliano ha comunicato del ritrovamento nella scuola Onu colpita i corpi di due militanti di Hamas, Imad e Hassan Abu Askar. Chi usa i civili per proteggersi è criminale. Resta da capire come definire chi spara ai miliziani armati, pur sapendo di fare strage di civili. La scuola di Jabalya, non è stata l’unica sede Onu attaccata dall’esercito israeliano, che ha colpito anche un centro di soccorso della Mezzaluna Rossa a Jabaliya, ferendo un operatore sanitario. Nella nella notte tra lunedì e martedì, un raid aereo ha colpito un’altra scuola dell’Unrwa nel campo profughi di Shati, a Gaza City dove sono morti tre civili. Dieci persone sono inoltre rimaste ferite in una struttura sanitaria dell’Onu al campo profughi di Boureij. Sette erano membri dello staff e tre pazienti.

Secondo i dati dell’Organizzazione Mondiale per la Sanità dall’inizio delle operazioni militari, lo scorso 27 dicembre, sono almeno sei gli operatori sanitari palestinesi uccisi. Anche ieri proiettili di artiglieria hanno colpito un’ambulanza. Un morto e due feriti. La foto del braccio con la manica di un vestitino rosso da cui si stringe una mano esanime di bambino, immortalata dall’agenzia France Press è l’istantanea di questa guerra. Bambini fatti a pezzi dalle cannonate. John Jing, responsabile dell’Unrwa a Gaza, ha ammonito ieri Israele al rispetto della Convenzione di Ginevra. Ha detto da Gaza che l’esercito israeliano aveva tutte le coordinate che indicavano precisamente la localizzazione delle sedi Onu. «Ci sono leggi che valgono nelle guerre» ha detto Jing, che chiede sia istituita una commissione di indagine internazionale per i crimini che si stanno compiendo a Gaza, per cui dovranno essere trovati dei responsabili. Ma la Convenzione di Ginevra vale ormai solo per quello che se ne legge sui libri di scuola. Non si giustificherebbe altrimenti la carneficina di Gaza. Jing denuncia una situazione disperata, catastrofica. Ma se Israele, deve essere chiamato alle sue responsabilitá, il dito va puntato anche contro la comunitá internazionale. Il coro che si leva a livello di diplomazie internazionali sulla pena per i civili di Gaza sta diventando insopportabile per i palestinesi. Perchè non è seguito da alcuna azione concreta. Da nessuna sanzione. Jing ha detto ancora che quello che sta accadendo a Gaza è il risultato del fallimento della comunitá internazionale. Le Nazioni Unite hanno chiesto inoltre nuovamente, ieri, a Israele ed Egitto di aprire i valichi di frontiera ai civili che vogliano lasciare la Striscia di Gaza: «Parliamo di proteggere famiglie, donne e bambini, parliamo di salvare vite», ha dichiarato il portavoce dell’Unhcr, Ron Redmond. Se Israele è "il nemico", gli egiziani, si presentano ai palestinesi come fratelli arabi. Ma la frontiera la tengono chiusa come gli israeliani.

Mentre i morti dall’inizio dell’oprazione Piombo Fuso sono almeno seicentotrentacinque, di cui oltre un terzo civili, (tra i quali andrebbero contati anche i morti impiegati nei servizi di sicurezza pubblica, oltre cento, che non sono miliziani) e i feriti oltre duemilanovecento, la battaglia per Gaza continua. Sei soldati israeliani sono stati uccisi, almeno tre da "fuoco amico". Decine sono rimasti feriti.

Anche ieri razzi da Gaza hanno raggiunto Israele, Uno è caduto a Gedera, 30 chilometri da Tel Aviv, ferendo leggermente una neonata di tre mesi. Altri razzi sono caduti a Eshkol e Netivot senza causare danni. Hamas vanta succssi nella battaglia. Kamikaze contro i tank, respingimento dell’offensiva. Non si rendono conto che come gli israeliani, dovranno dare conto dei palestinesi uccisi per questa guerra assurda.

Questa voce è stata pubblicata in Guerra e massacri. Contrassegna il permalink.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...