Resistere Insistere Informare

 

"Giornalismo è diffondere quello che qualcuno non vuole che si sappia, il resto è propaganda"

H. Verbitsky

 

 

Alcuni pacati titoli dei principali quotidiani on-line:

  • Corriere.it: "Di Pietro attacca Napolitano. E’ bufera. Il Colle: offensivo"
  • Repubblica.it: "Di Pietro attacca Napolitano. Colle: espressioni offensive"
  • L’Unità: "Di Pietro insulta Napolitano. Il silenzio è da mafiosi"
  • Giornale.it: "Giustizia, Di Pietro attacca Napolitano. Il Colle: frasi pretestuose e offensive".

 

 

di Roberta Lerici http://www.bambinicoraggiosi.com/?q=node/790

 

Si è detto di tutto oggi, sulla manifestazione a piazza Farnese e, come era già successo a piazza Navona, i giornali hanno preferito prendersela con Di Pietro, distorcendo il significato delle sue parole , invece di riportare i bellissimi interventi dei rappresentanti dell’Associazione Familiari Vittime della Mafia.Paolo Borsellino, Sonia Alfano, la figlia di Antonio Longo, la madre di Attilio Manca e altri si sono alternati sul palco raccontando la loro tragica esperienza, parlando della mafia per come la conoscono e come sono stati costretti a viverla.Alcuni interventi sono stati molto brevi, rotti dall’emozione, come quello della madre di Manca, altri più lunghi e articolati, mentre altri ancora rabbiosi e decisi, come quello di Salvatore Borsellino, scagliatosi senza remore contro uno stato occupato dalla criminalità organizzata. Anche a piazza Navona si parlò solo di Sabina Guzzanti, eppure l’intervento di Rita Borsellino era stato drammatico e struggente insieme, un vero atto di accusa nei confronti delle istituzioni che piangono suo padre, dopo che tutto è già avvenuto. In un articolo ho letto che i titoli dei quotidiani online circolavano già prima che Di Pietro cominciasse a parlare, eccoli: "Di Pietro eversivo", "Di Pietro è un alleato scomodo per il PD", "Di Pietro attacca Napolitano, IL Colle si infuria" , "Di Pietro offende il Quirinale, ecc.ecc.

 

                              VORREI CHE TUTTI SAPESSERO

 

che l’informazione è falsa e parlare di Di Pietro è solo un modo per non parlare della punizione al magistrato Luigi Apicella, del caso De Magistris, di Clementina Forleo, di quanto hanno detto i familiari delle vittime della mafia, Travaglio, Grillo, Pardi e tutti quelli che a Piazza Farnese, oggi, hanno testimoniato con la loro presenza, solidarietà a questi magistrati, colpiti solo perchè stavano facendo il loro dovere.

 

Ecco la parte dell’intervento per il quale Di Pietro viene crocifisso da tutti i giornali di destra e di sinistra, ormai uniti in un coro e un pensiero unico, quasi fossero stati anche loro "riformati" dalla Gelmini:

 

"Signor Presidente, ancora una volta ci stanno facendo lo scherzo di Piazza Navona. Io penso che in una civile piazza dei cittadini italiani abbiano il diritto manifestare. Si può non essere d’accordo su quel che abbiamo fatto e stiamo facendo… Ma è un nostro diritto, garantito dalla Costituzione, poter dire che ciò che fanno determinate persone non ci convince?

E possiamo permetterci, signor Presidente della Repubblica, di accogliere in questa piazza anche qualcuno di noi che non è d’accordo su alcuni suoi silenzi? (applausi e fischi) Possiamo permetterci o no? O siamo degli eversivi?

Siamo dei cittadini normali che ci permettiamo di dire a lei, signor Presidente della Repubblica, che dovrebbe essere l’arbitro, che a volte il suo giudizio ci appare poco da arbitro e poco da terzi, lo possiamo dire o no? Noi la rispettiamo, noi abbiamo un senso delle istituzioni, noi vogliamo essere tranquilli".

 

Poi, riferendosi allo striscione fatto levare (Napolitano dorme, il popolo insorge – nota di me stesso): "Perchè non c’è possibilità di manifestare, senza bastoni, senza nulla? Stiamo semplicemente dicendo che non siamo d’accordo sul fatto che si lasci passare il lodo Alfano, non siamo d’accordo sul fatto che si criminalizzano le persone che fanno il loro dovere, non siamo d’accordo sull’oblio che le istituzioni hanno sui familiari delle vittime (…) Lo possiamo dire o no? Rispettosamente. Ma il rispetto è una cosa, il silenzio un altro. Il silenzio uccide, il silenzio è mafioso, il silenzio è un comportamento mafioso".

 

 

http://www.artefatti.it/dblog/

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