No alla scuola privata del pubblico

 

Fonte: ForumInsegnanti

 

SCUOLA PRIVATIZZATA? NO GRAZIE!

 

NO AL DDL APREA

 

Ma che razza di scuola è?

 

– Una scuola che si “governa” tramite un consiglio di amministrazione, diretto e gestito con poteri assolutistici dal dirigente scolastico e formato da 11 persone tra rappresentanti di docenti, genitori, studenti (nelle superiori con voto consultivo), degli enti locali, delle realtà culturali, produttive (che condizionerebbero la vita della scuola secondo i propri interessi, soprattutto se sono tra i finanziatori) e nessuna rappresentanza del personale ATA.- Una scuola che può essere trasformata in fondazione e soggetta al condizionamento di chi la finanzia e la gestisce con la presenza nel consiglio di amministrazione, come se si trattasse di una SpA.

– Una scuola regionalizzata con il trasferimento a tali enti delle risorse umane (docenti e ATA) e dei beni e delle risorse finanziarie.

– Dove si lavorerà per chiamata diretta come in una ditta privata, senza la garanzia di un pubblico concorso nazionale, ma con un concorso di istituto.

– In cui i docenti non decidono neanche dell’offerta formativa, perché il piano elaborato dal collegio dovrà subire l’approvazione dell’onnipotente consiglio e dovrà soddisfare la richiesta prevalente delle famiglie.

– Con i docenti inquadrati per gradi come in un corpo militare e promossi al grado superiore, se lo vorrà il dirigente e il ministro delle finanze, che concederà i soldi.

– Con capi sottocapi e caporali.

– Sottoposti a periodica valutazione sull’attività svolta, documentata nel loro portfolio.

– Dove tra due insegnanti, a parità di ore lavorate ed anzianità di servizio, potranno esserci consistenti differenze di retribuzione, sulla base di un presunto merito attribuito da una commissione interna presieduta dal dirigente, con tutti i probabilissimi risvolti clientelari del caso.

– Dove il precariato sarà una condizione lavorativa permanente di tutti.

– Senza rappresentanza sindacale di istituto, le cui mansioni sarebbero svolte da più compiacenti associazioni professionali.

 

Quest’ obbrobrio non è la scuola della Costituzione!

 

Eppure tutto ciò, per quanto incredibile e orribile, è contenuto in un disegno di legge presentato da Valentina Aprea (viceministro dell’ istruzione), attualmente in discussione in Parlamento.

 

il DDL Aprea è un colpo mortale alla Scuola Pubblica e ai diritti dei lavoratori

 

– Destruttura il carattere pubblico dell’istruzione statale.

– Elimina la libertà d’insegnamento

– Attacca la Costituzione.

– Infrange l’unicità della funzione docente istituendo gerarchie di ruolo, giuridiche e funzionali.

– Viola le regole generali per il reclutamento dei dipendenti pubblici.

– Svilisce il contratto nazionale.

 

Bisogna disinnescare subito questo pericolosissimo progetto attraverso una massiccia opera di controinformazione ed una mobilitazione generale e diffusa nelle Scuole e nel Paese

 

Contro la privatizzazione dell’istruzione bene comune di tutti i cittadini firma e diffondi questo appello

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