Sparisse lui dalla circolazione?

 

Fonte: Liberazione

 

Questa volta se l’è presa con i desaparecidos. E ha provocato l’ennesimo incidente diplomatico. Perché, se in Italia molti sono probabilmente assuefatti allo spirito di patate del premier, all’estero c’è chi ancora non se ne capacita, e reagisce. Il ministero degli Esteri argentino ha convocato l’ambasciatore italiano a Buenos Aires, Stefano Ronca, e per bocca del capo di gabinetto ha espresso «profonda preoccupazione» per alcune frasi sui "voli della morte" pronunciate da Silvio Berlusconi in chiusura della campagna elettorale sarda. Il fatto, denunciato ieri dal Clarin con un articolo di mezza pagina, è avvenuto venerdì al Palasport di Cagliari. Il premier, come d’abitudine nei tanti comizi anti Soru delle ultime settimane, esibisce un ampio repertorio autocelebrativo prima di lasciare il microfono (e quel che resta dell’attenzione del pubblico) al candidato Cappellacci. La sinistra, sostiene, lo insulta: lo chiamano l’orco di Arcore, dicono che è come Hitler, come Mussolini, come «quel dittatore argentino che faceva fuori i suoi oppositori portandoli in aereo con un pallone, poi apriva lo sportello e diceva: "c’è una bella giornata fuori andate un po’ a giocare"».

Testuale. Chi vuole verificare di persona può consultare il filmato disponibile su youtube. La "battuta" è accolta da diffusa ilarità, tanto che il premier insiste: «fa ridere ma è drammatico». Per poi rivendicare tra gli applausi: «Senza ironia, senza capacità di saper trarre il bene dal male non si va da nessuna parte».

Quale bene si possa trarre dall’eliminazione di migliaia di giovani oppositori narcotizzati e gettati vivi in mare da aerei militari, i famigliari delle vittime se lo domandano ancora oggi, a oltre trent’anni dall’inizio della "guerra sporca" condotta senza esclusione di colpi dalla dittatura argentina. E vorrebbero che Berlusconi lo spiegasse. A protestare, insieme alla storica presidente delle Nonne di Plaza de Mayo, Estela Carlotto, sono state ieri Angela ‘Lità Boitano e Vera Jarach, cittadine italiane madri di desaparecidos. «Scherzare sui desaparecidos e i voli della morte non è ammissibile», ha detto Jarach, ricordando che si tratta di «delitti di lesa umanità commessi dal terrorismo di Stato» tra il 1976 e il 1983. Jarach, nata a Milano, è madre di Franca, desaparecida quando aveva 18 anni. Boitano, di famiglia veneta, madre di due figli (Miguel Angel e Adriana) scomparsi, si è detta «indignata» e «sorpresa» dalle dichiarazioni del premier, precisando di aver chiesto con Jarach un incontro di chiarificazione all’ambasciatore italiano.

L’articolo del Clarin , basato su un passaggio di poche righe della cronaca pubblicata sabato da L’Unità a firma dell’inviato a Cagliari Marco Bucciantini, ha causato grande clamore in Argentina, rimbalzando su televisioni e siti on line. Può darsi che Berlusconi neghi tutto, com’è abituato a fare in occasione delle sue gaffe, ma in questo caso tace, scrive Julio Algañaraz sul quotidiano di Buenos Aires.

Per ora in effetti c’è solo la cauta risposta dell’ambasciatore, che ha dichiarato al governo argentino di essere assolutamente certo che da parte di Berlusconi non vi sia stato «alcun intento offensivo», ma semmai «una netta presa di distanza dalla dittatura».

Il diplomatico si è comunque impegnato a verificare i fatti.

A casa nostra, invece, è iniziata – sia pure a scoppio ritardato – la solita rincorsa alla dichiarazione antiberlusconiana. «Una gaffe indecente, che suona gravissima offesa alle migliaia di ragazze e ragazzi rapiti, torturati e uccisi negli anni di una delle più sanguinose dittature dell’America Latina», ha detto Fassino, augurandosi che Berlusconi eviti in futuro «di procurare ulteriori pessime figure al popolo italiano».

Analoga richiesta dall’Italia dei Valori, che intima al ministro Frattini di riferire immediatamente alla Camera.

In serata la reazione di palazzo Chigi: un comunicato che definisce l’episodio un «attacco calunnioso e assolutamente ingiustificato, che provoca indignazione». Secondo la ricostruzione del governo le parole del presidente del Consiglio «sono state completamente stravolte e addirittura rovesciate»: era chiarissimo che «stava sottolineando la brutalità dei voli della morte».

 

 

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Una risposta a Sparisse lui dalla circolazione?

  1. mauro ha detto:

    secondo me sta cercando di inserire nei libri di storia, per le generazioni future, che anche un pagliaccio puo\’ comandare una nazione..

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