Incontri romvicinati del terzo tipo

 
Fermata dell’ autobus. Impresa titanica attendere un paio di fari che sbuchino nella nebbia. Dall’altra parte della strada spunta la protagonista di “Prendi questa mano, zingara” nell’interpretazione dell’infaticabile e insaziabile amante Iva Zanicchi. Giovane bruna, vestiti tzigani, denti brillanti. Attraversa e viene a sedersi sul marciapiede tirando fuori scatole di fiammiferi e accendini. Si volta, mi vede, il suo viso si illumina come un piccola galassia che non avevo visto mai e fa un cenno di avvicinarmi. Prende 12 fiammiferi da una tasca invisibile della gonna, li dispone sul marciapiede (come in figura) e mi dice: “Spostane tre e tre soltanto, e cerca di ottenere 3 quadrati uguali. Se ci riesci mi renderai felice”.
 
 

Mentre i neuroni infiacchiti provano a lanciarsi in una corsa a perdifiato, si avvicina l’archetipo moderno del rondista che mi urla: “Torna a tu piè brut capelun barbun zengher”. Provo a instaurare un dialogo col leghista, ma non comprende l’italiano (ci vorrà sicuramente una classe ponte per insegnargli ad esprimersi). Provo coi gesti, ma anche qui i risultati languono. Ricorro al codice Morse conseguito con le scoregge comunicandogli che il prode Borghezio è stato assalito da feroci squatters vicino all’Arsenale, il leghista guaisce e si affretta a dirigersi in soccorso del padrone in estremo pericolo. Oltrepassato l’ostacolo padano mi restano le seguenti alternative: a) Seguo l’esempio di Adriano e allungo anch’io la mano all’incrocio b) Imito lo straordinario Wall-E e pronuncio l’unica parola che vale la pena pronunciare: “Ivaaaaaaaaaaaaaa” c) Partecipo alla trasmissione di Gerry Scotti come nel meritatamente pluripremiato “The Millionaire” per raccontare la storia di una popolazione, che spesso è giustamente criticata per comportamenti censurabili ma che ha subito e continua a patire persecuzioni e angherie terribili d) Risolvo l’enigma e) Me ne torno malinconicamente a casa roteando l’ombrello in mezzo alla strada.

 

Come? Non c’è un finale? Tantomeno happy? Il bello delle novelle è che chiunque può sbizzarrirsi per trovare un finale alternativo e più credibile.

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