Io baaallo … la balla del mattone

 

di Massimo PasquiniSegreteria di Roma e del Lazio dell’Unione inquilini

 

Con il Piano Berlusconi si potrà procedere ad ampliamenti fino al 35% della volumetria, oppure ad abbattere e ricostruire palazzi. Le stime parlano di 5/6000 alloggi in Italia. E detto questo potremmo chiudere qui. Come fa a chiamarsi pomposamente "Piano casa" un intervento che riguarda 5.000 alloggi? In Italia sono 630.000 le famiglie in graduatoria per una casa popolare

 

 

Berlusconi ha parlato, ha tracciato la linea, il piano casa si farà. Subito i suoi sottoposti si sono affannati in affermazioni impegnative "è un fatto concreto", " sarà un volano della ripresa economica" ed ancora "noi concreti, opposizione parolaia e catastrofista".

Giudizi positivi anche da artigiani e architetti, giudizi positivi non casuali.

Con il Piano Berlusconi si potrà procedere ad ampliamenti fino al 35% della volumetria, oppure ad abbattere e ricostruire palazzi.

Le stime parlano di 5/6000 alloggi in Italia. E detto questo potremmo chiudere qui. Come fa a chiamarsi pomposamente Piano casa un piano che riguarda 5.000 alloggi ?

 

Destinati poi a chi? A coloro che "poverini" vivono in ville e che hanno lo spazio per allargarsi? A quella rendita immobiliare che acquista o detiene immobili in degrado e che potrà costruire il 35% in più mettendo dei doppi vetri?

 

Ma allora in Italia non c’è precarietà abitativa, allora non è vero che 630.000 famiglie sono in graduatoria ed attendono una casa popolare, così come è una pura invenzione della sinistra che l’80% degli sfratti siano per morosità ( ma lo dice anche il Ministero dell’interno), catastrofisti?

 

No la realtà è quella che conosciamo, solo che Berlusconi ha deciso che il piano straordinario degli ex Ministri Ferrero e Di Pietro non andava bene e che quelle risorse, 550 milioni derivanti dalla lotta all’evasione e all’elusione, dovevano essere usati meglio: per allargare ville e sostenere la rendita immobiliare che in questo momento è in difficoltà (!!)

 

Ma il Piano casa straordinario – predisposto dagli ex Ministri Ferrero e Di Pietro, con l’assenso di Comuni e Regioni e il sostegno esplicito dei sindacati degli inquilini- che Berlusconi ha inteso smantellare cosa prevedeva?

Il Piano straordinario varato durante il Governo Prodi era derivato dalla legge 9 del 2007. La legge prevedeva che attraverso un tavolo di concertazione nazionale, presenti tutte le realtà interessate, si definisse un documento con le proposte per attivare finalmente politiche abitative degne di tale nome.

 

Le proposte inserite nel documento conclusivo, firmato da tutti i partecipanti prevedevano tra l’altro un piano straordinario indirizzato prioritariamente al passaggio da casa a casa per gli sfrattati e successivamente la predisposizione di un piano strutturale triennale.

 

Il Piano straordinario fu finanziato con 550 milioni di euro derivanti dal famoso tesoretto creato dalla lotta all’evasione e doveva servire a finanziare interventi di Comuni e Iacp/ Ater/Aler per recuperare o acquistare o costruire alloggi di edilizia sovvenzionata ( case popolari pubbliche a canone sociale).

 

I Comuni e gli Iacp /Ater/Aler, di concerto con le Regioni definirono un piano che prevedeva la realizzazione di 12.000 alloggi, di questi il 75% sarebbero derivati dal recupero di alloggi di proprietà di Iacp/Ater/Aler e di Comuni inutilizzati e in degrado.

 

Quindi con il Piano straordinario non si avviava nessuna cementificazione del territorio bensì l’utilizzo pieno dell’esistente ma lasciato sfitto nonostante si trattasse di case popolari.

 

Per un dovere di trasparenza, nonché per espressa richiesta dell’allora Ministro Ferrero, il sito del Ministero della solidarietà sociale pubblicò l’elenco completo con l’indicazione della città, della via, del numero di alloggi e del costo del recupero degli alloggi interessati dal piano straordinario.

 

Si trattava – pur con numeri ridotti e ancora in maniera largamente insufficiente – della ripresa di un intervento pubblico nel settore abitativo, in particolare con un piano destinato esclusivamente ad ampliare l’offerta di alloggi di edilizia residenziale pubblica a canone sociale.

 

Per sottolineare l’importanza basta ricordare che in Italia nel 1984 si costruivano 36.000 case popolari mentre dal 2004 queste erano circa 2000 all’anno. Il Piano straordinario ne prevedeva il recupero di 12.000 in un anno.

 

La bontà del piano straordinario, di fatto bloccato con l’avvento del Governo Berlusconi, partiva dal dare nuova centralità al pubblico nel settore abitativo, recuperando e non costruendo ne cementificando il territorio, il tutto con un assenso e una condivisione all’interno di un percorso partecipato con tempi precisi dettati dalla legge 9/2007 che furono pienamente rispettati.

 

Oggi tutto quel lavoro è stato azzerato, il Governo Berlusconi avendo bloccato il Piano straordinario dei Ministri Ferrero e Di Pietro non ha avuto a disposizione alloggi per garantire il passaggio da casa a casa per gli sfrattati ed è stato costretto ad una nuova proroga degli sfratti.

 

Ma le proroghe sfratti non rappresentano il diritto alla casa, neanche il Piano casa di Berlusconi rappresenta il diritto alla casa.

 

Oggi mentre continuano ad esserci in Italia oltre 20.000 case popolari chiuse e in degrado ( 2500 solo a Milano), 630.000 famiglie in graduatoria, e un aumento considerevole delle richieste di esecuzioni di sfratto, 65.000 nei primi sei mesi del 2008, e degli sfratti eseguiti, oltre 12.000 sempre nel primo semestre 2008 ( fonte Ministero dell’interno), qualcuno pensa che con l’allargamento delle ville e con 5/6000 alloggi di privati si rilancia l’economia e si da casa…

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3 risposte a Io baaallo … la balla del mattone

  1. Chiara ha detto:

    Tornare alle famiglie allargate a coltivare la terra e razzolare pollame! Estremismi a parte,almeno chi non si sposa e/o non ha un c… da fare potrebbe evitare di andre "troppo a vvivere dda ssolo" e lasciare spazio agli altri. Comunque a tronare a coltivare come dico io vedi come si ridistribuisce la popolazione. Il punto è che anche a voler costruire,credo non ci sia più posto.Vedi la nostra bella (come il cul della padella) Trofarel che è diventata una metropoli,vedi in Sardegna che tra poco ci sono più case per villeggianti che mare (sempre perché chi ha la villa non ha abbastanza spazio),vedi che tutto dove rimane un pò di terreno brado costruiscono palazzi e magari quelli abbandonati(avrei in mente un paio di posti concreti)li lasciano lì a far rovina…Berlusconi funzionerà male,ma funziona anche proprio male a monte

  2. Chiara ha detto:

    No,scusa,non ti avevo scritto che è un titolo da oscar

  3. Michele ha detto:

    Modestamente nacqui intitolato🙂.Condivido in toto il tuo ragionamento, essendo la mia famiglia fuoriscita proprio da aia e bestiame. Proprio nei giorni scorsi si rivangava (che termine appropriato) sul fatto che le due famiglie di una coppia di sposi avessero storie incrociate e destini comuni da tempo immemore. E questo succedeva perchè molte famiglie di una zona vivevano tutte assieme e vi era una visione più solidaristica sella società. Ora si fa fatica a riconoscere i propri vicini di casa.Tornando al mattone invece di restaurare e rimettere in sesto edifici cadenti o di redistribuire quelli abbandonati o che puzzano di vuoto, si pensa ancora una volta a cementificare o ad aumentare il valore dei villoni dei papponi.Chi ha diritto al tetto continuerà a non averlo, chi possiede il villaggio dei puffi continuerà a godere.

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