Buone novelle da Sud

 

Fonte: http://www.giannimina-latinoamerica.it/index.php

 

 

Salvador, trionfa il Fronte Mauricio Funes, giornalista di professione e rappresentante del partito della ex guerriglia salvadoregna, il Frente Farabundo Martí per la liberazione nazionale (FMLN) sarà, a partire dal primo di giugno, il primo presidente di sinistra della storia di El Salvador. Il FMLN, che ha strappato, in queste elezioni, il potere al partito di destra che aveva governato consecutivamente per venti anni, apre un nuovo capitolo.

Durante il suo discorso, Maurizio Funes ha anche ricordato il messaggio profetico di Monsignor Oscar Arnulfo Romero e ha indicato che la “scelta preferenziale dei poveri” dell’arcivescovo martire sarà “la strada” del suo governo. Ha detto: “Lavorerò per il benessere di tutti, cercando di favorire, nell’esercizio pubblico, principalmente quei settori popolari poveri ed esclusi”. Chissà se per questo, il vescovo ausiliare di San Salvador, Gregorio Rosa Chávez, ha elogiato il presidente eletto, dichiarando: “Avere un presidente che invoca monsignor Romero come guida di un cammino, e promette di vivere per quello che gli ha insegnato, è un cambio radicale”.

 

 

Uruguay, passa il Testamento Biologico La Camera dei deputati del Parlamento uruguayano ha definitivamente approvato a grande maggioranza la legge sul testamento biologico. Nessun paziente potrà essere obbligato a vivere contro la propria dignità. Ogni persona potrà esprimere per iscritto di “non accettare trattamenti che prolunghino la vita a discapito della qualità della stessa”.

 

 

Cuba, finirà finalmente l’embargo? È finita la moda di isolare Cuba. Con l’annuncio di El Salvador e Costarica dell’imminente ristabilimento di piene relazioni diplomatiche ed economiche con l’isola, nessun paese latinoamericano accetta più l’ideologia dell’isolamento dell’Isola grande voluta dagli Stati Uniti. El Salvador e Costarica erano gli ultimi due paesi a non aver ancora ristabilito relazioni a 50 anni dalla rottura del 1959. E con la fine dell’isolamento decade anche la costruzione artificiale dei capi dell’opposizione, ai quali piace farsi fotografare con personalità straniere a partire dall’incaricato d’affari statunitense che (durante il governo di George Bush lo faceva apertamente) versa loro faraonici stipendi.

Non solo, la BBC testimonia che nessuna delle personalità internazionali che negli ultimi 15 mesi ha visitato Cuba ha voluto incontrare i leader della dissidenza, cosa che prima era un must di qualunque rappresentante politico che si recasse a Cuba. Neanche Michelle Bachelet, la presidente cilena, che pure in passato aveva avuto parole aspre verso la Rivoluzione, ha voluto vedere i capi dissidenti. In compenso si è fatta fotografare con Fidel Castro e suo fratello Raúl. Cristina Fernández, presidente argentina, non si è posta neanche il problema. Il presidente del Costa Rica, e premio Nobel per la Pace, Oscar Arias, non ha speso neanche una parola per loro nel discorso col quale annunciava il ristabilimento delle relazioni e il Commissario Europeo Louis Michel, incaricato delle negoziazioni tra UE e Cuba, non risponde neanche al telefono. Ora si spera che anche Obama ripensi all’antistorico e indegno blocco economico.

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