Poveri politici

 

di Ida RotanoAprileOnLine

 

I redditi dei parlamentari. Il più ricco è sempre Berlusconi (14 mln), anche se dichiara dieci volte di meno. Nel Pd, a sorpresa Veltroni, che con un guadagno di oltre 477mila euro, "doppia" Franceschini. Abitano nel Pdl i leader più ricchi, ultimi Bossi e Casini, mentre è Tremonti il ministro più ricco. Frattini dichiara zero. Un vero latifondista, quasi d’altri tempi, è il deputato pidiellino Nicola Cosentino il re degli immobili: in sede di redditi 2007, il sottosegretario denuncia infatti ben 84 proprietà tra fabbricati e terreni.

 

 

Da questa mattina sono consultabili presso la Camera e il Senato i redditi del 2007 dei parlamentari. Oggetto delle maggiori attenzioni è, come sempre, la dichiarazione del presidente del Consiglio che, però, riserva una strana sorpresa: il reddito di Silvio Berlusconi, infatti, rispetto alla precedente dichiarazione è diminuito del 90 per cento, passando dai circa 140 milioni di euro del 2006 a poco più di 14 milioni e mezzo. Berlusconi resta, comunque e senza sorprese, il leader più ricco.

 

Al secondo posto della classifica dei leader politici più ricchi si piazza Walter Veltroni con 477.778 euro dichiarati.

 

Il leader politico con il reddito più basso risulta invece il presidente della Camera Gianfranco Fini con 105.633 euro, più o meno la metà di quanto ha dichiarato il leader del Pd Dario Franceschini con 220.419 euro. Ha un reddito inferiore a Franceschini il leader dell’Udc Pier Ferdinando Casini che ha dichiarato 142.130 euro, superando di poco il reddito del leader del Carroccio Umberto Bossi che ha dichiarato 134.450 euro. Più alte le entrate del leader dell’Italia dei valori Antonio Di Pietro che si attesta su 218.080 euro.

 

Case e motori. Nel dettaglio, il bollettino delle dichiarazioni patrimoniali, mostra poi che il premier ha pagato un’imposta lorda di 6.242.161 euro e una a credito di 399.169 euro, che possiede a Milano 5 appartamenti, due ad uso abitazione, due box, la comproprietà al 50% di un altro appartamento e la proprietà di un terreno ad Antigua.

Per quanto riguarda i beni mobili, il premier è proprietario di una Mercedes 600 Sel del 1992, di una Audi A6 del 2006 e di tre imbarcazioni: il San Maurizio, del 1977, il Principessa vai via, del 1965 e il Magnum 70 del 1990.

Il presidente del Consiglio risulta inoltre proprietario di 5.174.000 azioni della Dolcedrago, 4.294.342 azioni della Fininvest, 2.548.000 azioni della Holding Italiana Prima Spa, 2.199.600 azioni della Holding Italiana Seconda Spa, 1.193.400 della Holding Italiana Terza e 1.144.000 azioni della Holding Italiana Ottava oltre a 200 azioni della Banca Popolare di Sviluppo, un deposito amministrato dalla Banca di Sondrio di 896.000 azioni e 3 depositi gestiti direttamente dalle banche che provvedono autonomamente all’acquisto e alla vendita di titoli, alla Banca Popolare di Sondrio alla Banca Agricola Mantovana e alla Banca Arner Italia Spa.

Silvio Berlusconi certifica poi di essere presidente del consiglio di amministrazione della Fondazione Luigi Berlusconi Onlus e di essere stato, fino all’8 maggio 2008, presidente del Cda del Milan Calcio.

 

Non risulta invece proprietario di immobili, auto o pacchetti azionari l’ex segretario del Pd Walter Veltroni, mentre Franceschini ha dichiarato la proprietà di un appartamento a Roma, di 100 azioni della Cassa di risparmio di Ferrara e di due utilitarie: una Suzuki e una Fiat Idea.

 

Il leader dell’Italia dei valori Antonio Di Pietro, risulta invece proprietario della casa di Curno (Bergamo) dove risiede, di un altro appartamento a Bergamo città, un altro a Roma, metà appartamento a Bruxelles.

 

Di Pietro ha dichiarato poi la proprietà della casa dei genitori a Montenero di Bisaccia, dove ha anche una casa colonica e un’azienda agricola. Il leader Idv risulta inoltre proprietario del 100% della An.To.Cri. spa, che possiede un appartamento a Milano, di un pacchetto azionario Enel da 17.500 azioni e di una Hyunday Santafè.

 

Massimo D’Alema, ha dichiarato 171.044 euro, mentre il primo inquilino di Palazzo Madama un imponibile di 159.809 euro, meno di Emma Bonino con 180.235 euro, Domenico Nania con 175.273 e Vannino Chiti che dichiara 164.880.

 

Tra i politici anche qualche nullatenente come Barbara Contini (Pdl) e Mirella Giai (Udc-Svp-Aut).

 

I membri del governo. Dopo Silvio Berlusconi, è Giulio Tremonti il più ricco tra i ministri con 4 milioni e mezzo di euro. Il più povero invece è il titolare della Farnesina, Franco Frattini, che si dichiara nullatenente. Almeno per il fisco italiano: nel 2007 era vicepresidente della Commissione europea e ha pagato le tasse in Belgio. Frattini risulta comproprietario di un fabbricato a Roma e ha una nuda proprietà a Piglio. Possiede una Fiat 500 del 1999 e una Aixan.

 

Il ministro dell’Economia ha dichiarato nel 2008 un reddito imponibile di 4.536.164 euro. Lo segue al terzo posto, il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, che dichiara 490.188 euro. Al quarto posto tra i ministri c’è Renato Brunetta, ministro della Pubblica amministrazione e Innovazione, con 228.313 euro. Quinto il ministro per la semplificazione normativa, Roberto Calderoli, con 223.199 euro, seguito a brevissima distanza dal collega di partito Roberto Maroni, titolare del Viminale, che dichiara un imponibile di 220.125 euro. Settimo il ministro dello Sviluppo Economico, Claudio Scajola, con 216.026 euro dichiarati nel 2008. Ottava Giorgia Meloni, ministro della Gioventù, che ne dichiara 183.948. Al nono posto Luca Zaia, titolare del ministero dell’Agrocultura, con un imponibile di 153.999 euro. Chiude la top ten del governo Berlusconi, il ministro dell’Ambiente, Stefania Prestigiacomo, con 153.384 euro.

All’undicesimo posto si piazza il ministro delle Infrastrutture, Altero Matteoli, con 137.580 euro, seguito da Maria Stella Gelmini, titolare dell’Istruzione, che dichiara 136.611 euro.

Tredicesimo Umberto Bossi, ministro delle Riforme, che ha dichiarato nel 2008 un imponibile di 134.450 euro. Al quattordicesimo posto Raffaele Fitto, ministro per gli Affari Regionali, con 133.897 euro, seguito da Mara Carfagna, ministro per le Pari Opportunità, con 133.561 euro. Gianfranco Rotondi si piazza al sedicesimo posto con un reddito imponibile di 129.542 euro, diciassettesimo invece è Maurizio Sacconi, ministro del Welfare, con 127.935 euro. Al diciottesimo posto c’è Sandro Bondi, ministro dei Beni culturali, con un reddito imponibile di 126.313 euro seguito da Elio Vito, ministro per i rapporti con il Parlamento, con 125.600 euro. Ventesimo Andrea Ronchi, ministro per le Politiche Ue, che dichiara 124.714. Penultimo è il Guardasigilli Angelino Alfano con un imponibile di 123.939 euro.

 

Decisamente più ricchi della gran parte dei ministri sono i sottosegretari alla presidenza del Consiglio. Primeggia Gianni Letta con 1.154.962 euro. Di poco staccato Guido Bertolaso con 1.013.822 euro. Poi c’è Rocco Crimi con un reddito imponibile di 473.198 euro, quindi Michela Brambilla con 311.499 euro. La segue Gianfranco Miccichè con 228.696 euro. Il portavoce del governo Paolo Bonaiuti dichiara 195.838 euro. Carlo Giovanardi 148.369 euro. Il leghista Maurizio Balocchi dichiara nel 2008 un imponibile di 84.914.

 

Sfogliando le dichiarazioni dei redditi dei componenti del governo emerge che alcuni ministri sono anche discreti proprietari terrieri e immobiliari: Tremonti possiede tre fabbricati a Pavia e uno a Lorenzago di Cadore; Fitto, invece, possiede otto fabbricati tra Lecce, Otranto e Maglie, una casa a Roma, un uliveto e due castagneti incolti. La Prestigiacomo possiede sette fabbricati tra Siracusa e Priolo, la Gelmini possiede quattro proprietà a Padenghe in provincia di Brescia.

 

L’oscar degli investimenti immobiliari, tuttavia, va al sottosegretario all’Economia Nicola Cosentino che, nella sua terra natale, possiede 84 proprietà tra terreni e fabbricati. Insomma, un vero latifondista, quasi d’altri tempi: la maggior parte in comproprietà, quasi tutti in provincia di Caserta in particolare nei comuni di Aversa e Casal di Principe, mentre in proprietà il sottosegretario possiede 16 fabbricati sempre nella stessa zona, due a Roma e due a Gaeta. Il reddito imponibile dichiarato dal Sottosegretario è 156mila euro.

 

Tra gli appassionati di automobili spiccano Matteoli con la sua Porsche e il sottosegretario alla Salute Ferruccio Fazio con le sue sette automobili di cui cinque storiche. Scajola possiede tre automobili, due Alfa e una Lancia Y, e due moto, una Bmw e una Triumph. Mentre Maroni si scopre appassionato velista: è proprietario per un terzo di una barca a vela di 16 metri. Solo un gommone, invece, per Fitto.

 

In pochi si avventurano negli investimenti in Borsa: Tremonti punta sulla banche della sua terra con 9.800 azioni della Popolare di Sondrio e 2.171 del Credito Valtellinese. Il ministro dell’Economia possiede quasi 2mila azioni di Enel e 17.200 azioni della Immobiliare Crocefisso, di cui è anche amministratore seppure sospeso.

 

I "porta" più ricchi delle loro voci. Da portavoci a deputati. Stessa esperienza e stesso approdo: Piero Martino e Roberto Rao hanno varcato la soglia di Montecitorio da onorevoli all’inizio della XVI legislatura, dopo anni passati come addetti stampa, o meglio "portavoci", di due leader di partito. Dario Franceschini il primo, Pier Ferdinando Casini il secondo.

Una vita di comunicati e dichiarazioni, spesso all’ombra dei loro datori di lavoro. Di cui però nel 2007, quando non erano ancora onorevoli, hanno guadagnato di più. Scorrendo le dichiarazioni dei redditi, si scopre che Martino ha denunciato 223.693 euro contro i 220.419 di Franceschini. E che Rao ha un imponibile di 190.321 euro, mentre Casini si ferma a 142.130. Sia il segretario del Pd che il leader dell’Udc non dichiarano proprietà, mentre Martino denuncia un appartamento di 125mq e Rao due proprietà immobiliari.

 

Redditi Senato. Il classico "mattone", ma anche le partecipazioni azionarie in società.

Dalle dichiarazioni dei redditi 2008 si scopre che i senatori della XVI legislatura non disdegnano gli investimenti. E così viene fuori che la senatrice Pd, Maria Leddi,(che dichiara un reddito imponibile nel 2007 di 158.102 euro) ha partecipazioni in 34 società tra cui Unicredit, Generali, L’Oreal, Intesa, Pirelli, Luxottica, Unicem, Eni, Telecom, Parmalat, Lottomatica.

 

Da segnalare anche il caso dell’esponente Pdl e presidente della commissione Istruzione, Guido Possa (reddito di 198.665) che dichiara 12 partecipazioni azionarie nelle seguenti società: Eni, Finmeccanica, Mediobanca, Fondiaria, Caltagirone, Saras, Enel, Terna, Telecom, Nokia, Acea, Generali.

 

Punta tutto sul mattone invece l’ex presidente della Regione Sicilia e attuale senatore Udc, Salvatore Cuffaro (reddito dichiarato 246.657): a lui risultano intestati 4 fabbricati tra Palermo e Aragona, mentre alla moglie sono intestati 32 terreni e 5 fabbricati tra i comuni siciliani di Grotte, San Michele di Ganzaria, Mazzarino e Palermo. Segue l’esempio (e anzi lo batte) l’esponente Pdl, Vincenzo Galioto, con 28 fabbricati tra Palermo, Enna e Bagheria e 48 terreni e 10 fabbricati (tutti intestati alla moglie) tra Enna e Palermo.

 

Sempre in casa Pdl, al reggino Vincenzo Speziali (con reddito di 108.247 euro) risultano intestati 22 fabbricati e 3 terreni (tutti in Calabria). Mentre il collega di partito Rosario Giorgio Costa (dottore commercialista di Lecce che dichiara 957.562 euro ed è presente in 19 collegi sindacali) risulta proprietario di 22 fabbricati e 4 terreni (alla moglie sono intestati 24 fabbricati e 19 terreni).

Segue il senatore piemontese del Pdl, Gilberto Pichetto Fratin (reddito di 221.013 euro e 19 incarichi in 16 società), che ha la proprietà di 18 fabbricati e 4 terreni.

 

In casa Pd, si distingue anche per le proprietà immobiliari Sergio Zavoli. Al presidente della commissione di Vigilanza Rai risultano 8 fabbricati tra Monte Porzio Catone (Roma), Rimini e nella provincia di Ravenna.

 

C’è infine chi punta su un mix tra borsa e mattone. E’ il caso della senatrice Pd, Mariangela Bastico che, con un reddito di 208.536 euro, ha partecipazioni in 18 società e 16 fabbricati e 3 terreni. Tra le azioni possedute dall’ex viceministro all’Istruzione sono da segnalare: Unicredit, Unipol, Telecom, Finmeccanica, Enel, Tiscali. Opta per il "mix" di investimenti anche l’esponente Pdl Marcello Dell’Utri (reddito dichiarato di 250.361 euro) che ha quote in cinque società ma anche la proprietà di 5 fabbricati e 3 terreni tutti nella zona di Como (alla moglie, che ha quote in due società, risultano intestati 7 fabbricati).

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