I punti di riferimento europei II: Green Party Inglese

 
 
 
 

di Paolo Gerbaudo Il Manifesto

 

 

La leader degli ecologisti britannici: La via verde contro la crisi

 

Le istituzioni del Regno unito attraversano una crisi storica, che sta incrinando l’autorevolezza di conservatori e laburisti, i grandi partiti che si sono palleggiati il controllo del paese in epoca moderna. E ad approfittare di questo sconquasso degli equilibri politici nelle prossime elezioni, non saranno solo i liberaldemocratici di Nick Clegg, gli xenofobi del British National Party di Nick Griffin e gli anti-europeisti dell’Uk Independence Party. Stando agli ultimi sondaggi, questa tornata elettorale potrebbe anche arridere alla sinistra, e potrebbe rappresentare una svolta storica per i Verdi. Questi ultimi sarebbero destinati, secondo gli ultimi sondaggi ad ottenere addirittura il 9% dei voti. Per Caroline Lucas, segretario del partito ecologista, la scadenza elettorale potrebbe rappresentare un trampolino di lancio per portare finalmente rappresentanti verdi al parlamento di Westminster, alle prossime elezioni nazionali.

 

Stando ai sondaggi questa tornata elettorale potrebbe essere un passaggio storico per il vostro partito. Ma quanto conta veramente l’Europa per portare avanti le politiche che vi stanno a cuore?

L’Europa ha un ruolo fondamentale nella lotta al cambiamento climatico e nello sviluppo di un’economia verde per uscire dalla crisi. Noi proponiamo un Green New Deal, una proposta di economia sostenibile, come soluzione all’attuale impasse economica e pensiamo che questo programma debba essere sviluppato a partire dal parlamento di Strasburgo. L’Unione europea dispone di possibilità di investimento molto più ampie delle singole nazioni, anche grazie alla sua possibilità di accesso ai fondi della Banca centrale europea. Questo e un programma che viene sostenuto non solo da noi verdi inglesi ma dal gruppo dei verdi al parlamento europeo.

 

Lei e veramente convinta che questo tipo di programma sia in grado da solo di fermare la crisi economica e creare nuovi posti di lavoro?

Il Green New deal e un riconoscimento del fatto che non stiamo affrontando una singola crisi ma ci troviamo di fronte a crisi molteplici. Oltre alla crisi economica, siamo di fronte ad una crisi ecologica ed una crisi energetica. Queste tre crisi sono profondamente correlate e se noi non le affrontiamo assieme rischiamo di non riuscire a risolverne nessuna. Il Green New Deal parte dall’idea che la maniera migliore per creare nuovi posti di lavoro e mantenere i posti di lavoro esistenti sia l’investimento in energie alternative, e la creazione di green collar jobs (lavori dei colletti verdi). Dato che il governo inglese sta mettendo tanti soldi nell’economia, noi siamo dell’idea che dovrebbe metterli nelle aree dove si potrebbero rivelare piu produttivi. Per questo motivo vorremmo vedere investimenti consistenti in energie rinnovabili ed in efficienza energetica. Questo perché l’energia alternativa e molto più efficace nella creazione di posti di lavoro di quanto sia la produzione di energia da carburanti fossili. Purtroppo i governi europei sembrano molto più interessati a far ripartire l’industria nucleare. Questa è una scelta sbagliata se l’obiettivo e creare posti di lavoro. Ci sono dati secondo i quali l’industria nucleare produrrebbe solo 70 posti di lavoro all’anno per Watt/ora mentre con le energie alternative il numero di posti di lavoro sarebbe tra 900 e 2000.

 

L’avvento della crisi economica sembra avervi spinto a riadattare le vostre proposte, mostrando anche l’aspetto positivo in termine economico di proposte ecologiste…

Sono cambiati i messaggi che noi adottiamo ed è mutato il linguaggio. Noi siamo più che mai convinti dell’importanza della lotta al cambiamento climatico, il quale – continuiamo a credere – rappresenta la più grande minaccia che ci troviamo di fronte. Ma quanto ai messaggi che riescono a raggiungere meglio il pubblico è meglio sottolineare l’importanza della lotta al cambiamento climatico per creare nuovi posti di lavoro piuttosto che come una cosa a se stante. Per molti il cambiamento climatico continua a rimanere una minaccia lontana e per questo motivo è importante sottolineare le conseguenze più immediate di una politica contro il cambiamento climatico.

 

Alla vigilia di queste elezioni lei ha spesso parlato di una maturazione dei Verdi inglesi. Ha in mente un processo simile a quello intrapreso dai Verdi tedeschi prima di salire al governo?

No, è un processo differente. Come risultato del loro processo di maturazione i Verdi tedeschi hanno modificato anche la loro piattaforma politica. Questo non e il nostro caso. Cambiare programma non e qualcosa che noi intendiamo fare. Noi manterremo il nostro programma e i nostri ideali ma allo stesso tempo intendiamo modificare la maniera con cui ci relazioniamo con la gente comune.

 

Mentre al parlamento europeo grazie al sistema proporzionale riuscite ad eleggere rappresentanti, in Gran Bretagna siete tenuti fuori dal parlamento a causa del sistema maggioritario. Qual e la vostra strategia per rispondere a questa situazione?

Quello che vogliamo fortemente e riuscire a entrare finalmente a Westminster. Ma certamente entrare nelle autorità locali, nei consigli comunali e nelle assemblee regionali è stata una parte importante della nostra strategia in questi anni. In particolare in Inghilterra dove i media sono cosi concentrati su quello che succede al parlamento nazionale, per avere un impatto sul dibattito pubblico e fondamentale fare breccia a Westminster. Alle prossime elezioni nazionali abbiamo tre collegi elettorali che speriamo di riuscire a portare a casa. Uno di questi college e quello di Brighton Pavillion dove io sono la candidata. A Brighton alle ultime elezioni locali siamo arrivati primi con oltre il 30 per cento dei voti. Osservatori indipendenti prevedono che otterremo la nostra prima vittoria in parlamento in quel collegio. Questa vittoria potrebbe essere una svolta fondamentale nella storia del nostro partito.

 

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