Circondato!

 

di Roberto Arduinil’Unità

 

Non ci abitueremo mai agli sproloqui di Silvio Berlusconi, anche se ormai si sente in grado di dire tutto e il contrario di tutto, tanto basta smentire o dire che è colpa dei giornalisti. E il convegno dei giovani di Confindustria a Santa Margherita Ligure offre al premier una nuova platea a cui dar prova delle doti sue e del più bel governo di destra che ci sia. Il premier è arrivato al convegno con oltre un’ora di ritardo. Alta tensione, intanto, fuori dall’albergo che ospita la convention con molti contestatori tenuti lontani dalla polizia, mentre i giornalisti che attendevano fuori il premier hanno dovuto letteralmente sfondare il cordone degli stessi poliziotti che non volevano farli rientrare in sala stampa. Nell’attesa, inoltre, un signore che aspettava sotto il sole si è sentito male ed è stato portato all’ospedale con l’ambulanza.

 

«Contro di me un progetto eversivo», quello di giudici e cacciatori di gossip. Tra le perle dispensate oggi da Berlusconi, questa è una delle più ghiotte. Ma non è da meno, e fa un po’ rabbrividire anche la considerazione che il premier ha del Parlamento italiano. A proposito della sua squadra di governo, «mi sembra di essere tornato indietro e di avere un consiglio di amministrazione validissimo – dice Berlusconi -, stiamo lavorando sull’Italia come fosse l’azienda Italia».

 

Il premier non accetta nemmeno le critiche da chi dovrebbe avere tutte le carte per farlo. E così risponde con la solita storiella alla presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, che gli aveva tirato un po’ le orecchie dicendo: «Servono 100 giorni di concretezza che permettano alle nostre imprese di avere una svolta. Il governo deve velocizzare e cambiare passo». Appena salito sul palco, ecco, la versione di Berlusconi sulla crisi economica: non c’è, non è mai esistita ed è tutta un’invenzione della sinistra e dei giornali. «Normalmente sono molto critico verso la mia attività – spara Berlusconi -, ma quest’anno devo dire che mi sento questa volta orgoglioso per quel che abbiamo fatto e ottimista per quel che faremo». «In Italia ci sono pochissime persone che a causa della crisi sono a rischio. Nessuno ha il timore di morire di fame», ha sottolineato il presidente del Consiglio. Poi l’accusa: «Bisognerebbe non avere una sinistra e dei media che cantano ogni giorno la canzone del pessimismo. Anche voi dovreste fare di più», dice ributtando la palla nel campo dei giovani imprenditori. Soprattutto, non date retta ai disfattisti, secondo lui: «Non dovreste dare pubblicità a chi si comporta così». «Saper trarre da ogni male un bene- ha tirato le somme il premier – , il vero imprenditore sa trarre vantaggio anche dai momenti di crisi. Voi avete il mondo da conquistare, avete le possibilità per poter fare di più, siete giovani, belli, anche abbronzati, qualcuno forse è stato un po’ troppo al mare… Continuate così».

 

Poi, naturalmente, la sequenza delle perle. «Questa notte ho scoperto di avere più di trentacinque anni, mi sono alzato stamane e avevo – racconta – quella che si chiama artrosi cervicale». Il risultato delle elezioni amministrative è stato «un cataclisma» per l’opposizione. Silvio Berlusconi spiega la sua «politica del cucù» e la difende dalle critiche di chi «si scandalizza. Ma nella politica – assicura perentorio il premier – è come nella vita: se hai un cliente originale, come Gheddafi, lo devi prendere per il verso giusto». Il premier racconta del suo passato di presidente di Publitalia e mima diverse scenette di “corteggiamento” dei clienti. Poi spiega ancora: «Nella politica è come fare la corte alle ragazze: non gli puoi dire usciamo sabato, gli devi dire venerdì o sabato, così hanno la possibilità di scegliere e non ti possono dire di no». E ancora, ricordando il “cucù” alla Cancelliera tedesca: «Non c’è nulla di diverso quando tratti con i colleghi, se li devi raggiungere al telefono devi instaurare un rapporto così. La Merkel è una funzionaria che viene dal pubblico, è nata nella Germania Est. Poi con la cura a cui è stata sottoposta, di simpatia e di affetto, è cambiata, ora ci telefoniamo, “Silvio”, “Angela” e ci mettiamo d’accordo. Anche per il rapporto con Blair, Aznar, Bush, sono convinto di poterli annoverare tra i miei amici e penso di essere annoverato. È importante che io sia un “tycoon”, perché c’è verso di me il rispetto di cui godeva Agnelli».

 

C’è, infine, lo spazio per il complotto di tutti i suoi nemici, uniti per farlo cadere. «Su quattro calunnie messe in fila, veline, minorenni, Mills e voli di Stato, è stata fatta una campagna che è stata molto negativa per l’immagine all’estero», ha detto il presidente del Consiglio. «È stato un comportamento colpevole, ed anche un comportamento eversivo – ha concluso Berlusconi -. Volevano far decadere il presidente del Consiglio per mettere un’altra persona non eletta dagli italiani: se questa non è eversione ditemi cosa è?».

 

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