Colpo di Stato in Honduras

 

Obama doveva cambiare la linea yankee sul versante Sud America? La flebile condanna al golpe hondureno dimostrerebbe il contrario.

 

 

di Redazione A Sudhttp://www.asud.net/index.php?option=com_content&view=article&id=652%3Ahonduras-colpo-di-stato-allombra-di-washington&catid=7%3Amondo&Itemid=38&lang=it

 

Dopo giorni di tentativi, pare sia riuscito ieri il colpo di stato in Honduras contro il presidente Zelaya, orchestato dalle destre politiche con l’appoggio delle forze armate.  Il presidente è stato sequestrato dall’esercito. La tensione nella capitale Tegucigalpa stava montando da giorni dopo che il presidente Zelaya aveva annunciato un progetto di modifica della Costituzione, sfidando così il potere dell’esercito e del Congresso. Secondo le prime indiscrezioni, Zelaya era stato portato in una base militare, mentre l’esercito continua a tutt’oggi a presidire la sua casa.

 

Una nota di questa mattina informa cche attualmente il presidente si troverebbe invece in Costa Rica, dove avrebbe chiesto asilo politico. "Sono stato vittima di un rapimento, di una cospirazione", sono state le prime parole di Zelaya alla tv locale Telesur al suo arrivo nel Paese, "e’ stato un colpo di Stato", ha aggiunto. Il presidente ha raccontato che le sue guardie del corpo "hanno combattuto con i soldati per mezz’ora".

 

Nel frattempo in Honduras è stato nominato capo di governo golpista Roberto Micheletti, che ha dichiarato che reggerà il mandato fino alle nuove elezioniche saranno indette per novembre.

 

Zelaya ha rivolto un appello ai suoi concittadini a manifestare contro il colpo di stato "pacificamente, senza violenza" e chiesto a "tutti i settori" della societa’ di pronunciarsi controil golpe. "Gli autori del colpo di Stato "rimarranno soli e usciranno pieni di vergogna" da questa vicenda, ha proseguito Zelaya, che ha chiesto "il ritorno immediato" allo Stato di diritto, "che e’ stato violentato".

 

Nel frattempo. i mezzi corazzati e i cecchini presidiano le vie della capitale, Tegucigalpa, mentre la pagina web del governo è stata oscurata.

 

Si parlava di imminenti tentativi di golpe già da giorni, e giovedì pareva fosse stato sventato. Secondo il COPINH – Consiglio Civico delle Organizzazioni Popolari e Indigene dell’Honduras, che il 24 giugno scorso aveva  denunciato i tentativi di destabilizzazione del paese “si tratta dell’ultimo colpo di coda di una destra sconfitta che cerca di frenare la volontà popolare e la ricerca di vie democratiche per la trasformazione del

paese".

 

Da mesi la destra reazionaria cerca freneticamente di impedire la Consultazione Nazionale che era in programma per il 28 giugno e nella quale il popolo dell’Honduras sarebbe stato chiamato a esprimersi sulla convocazione di un’Assemblea Nazionale Costituente incaricata di elaborare una nuova costituzione e che aveva in progetto, tra l’altro, di eliminare la norma che stabilisce l’ineleggibilità del capo di Stato per più di una volta.

 

Mercoledì notte, il Presidente della repubblica Zelaya, di fronte al rifiuto del capo delle forze armate a distribuire il materiale elettorale, lo aveva destituito. Da lì in poi si erano innescate una serie di dimissioni a catena, scatenando una tempesta mediatica. Giovedì mattina, la giudice di alta istanza della magistratura aveva puntualmente sfornato una sentenza fatta su misura dai committenti golpisti annullando la destituzione dell’alto capo militare.

 

Dopo la destituzione del capo di stato maggiore, i cittadini erano scesi in piazza, con a capo lo stesso presidente, per recuperare le urne e le schede che i militari si rifiutavano di distribuire nelle circoscrizioni elettorali.  Il popolo honduregno si era riversato nelle strade anche per difendere il presidente e il processo di cambiamento messo in moto attraverso, ad esempio, l’adesione all’Alba e alla Petrocaribe e la convocazione dell’Assemblea costituente.

 

L’offensiva golpista è stata pianificata e eseguita in maniera articolata dal Congresso Nazionale, i mezzi di comunicazione e i loro propietari, gli imprenditori e le Forze Armate.  Secondo le notizie arrivate, l’esercito avrebbe assunto un ruolo simile a quello ricoperto negli anni ’80, quando era nient’altro che uno strumento in mano ai poteri forti per garantire ordine e seminare repressione.

 

Inutile sottolineare come questo golpe rappresenti un atto di aggressione contro il popolo dell’Honduras, realizzato di comune accordo dalle gerarchie della chiesa avangelica e cattolica con le frange golpiste, con l’ingerenza del governo degli Stati Uniti e la sua ambasciata in Honduras che, informati previamente dei fatti, hanno abbandonato il paese invitando i funzionari della Banca Mondiale e del FMI a fare lo stesso.

 

Il silenzio mantenuto dagli Stati Uniti nelle ore successive al golpe fa riflettere sulla portata reale del tanto declamato “cambio di strategia” degli Usa in America Latina.

 

Impossibilitati, dai processi in atto, ad incidere profondamente sulle sorti dell’America del Sud, non hanno forse valutato più conveniente, nel frattempo, tornare a ingerire – come fu costume negli anni 70 e 80 – sulle sorti dei più prossimi e gestibili paesi dell’America centrale?

 

C’è anche da considerare che sul 2010, anno prossimo a venire, la preoccupazione è tanta. La data è altamente simbolica, e in Messico qualcosa di grosso si prepara. A 200 anni dall’indipendenza e 100 dalla rivoluzione zapatista, il monito del popolo messicano che si prepara a riprendere in mano le redini del proprio destino preoccupa non poco le stanze dei bottoni oltrefrontiera. 

 

È palese, anche ad un osservatore poco attento, che questo Washington non può permetterlo, anche a costo di lastricare la strada per Città del Messico di “momenti preparatori” come quello del golpe – se non aiutato, quanto meno auspicato – di ieri.

 

 

 

Fonte: http://it.peacereporter.net/articolo/16406/Golpe+in+Honduras.+Il+presidente+legittimo+protetto+dall%27Alba+non+si+arrende

 

Con l’arrivo del presidente legittimo dell’Honduras, Manuel Zelaya, in Nicaragua, è iniziata questa notte la riunione straordinaria dell’Alba, convocata dopo il golpe orchestrato dalla Corte Suprema e effettuato dall’esercito che ha costretto Zelaya a rifugiarsi all’estero e ha imposto quale capo di stato Roberto Micheletti. La ragione sarebbe evitare il referendum previsto per ieri che avrebbe portato a un’assemblea costituente che avrebbe profondamente cambiato il paese. Ma la Corte Suprema si giustifica: Zelaya voleva far sì di venire rieletto per la seconda volta, per questo doveva essere destituito. I capi di stato presenti al summit, intanti, hanno ratificato il loro impegno per la democrazia e lo stato di diritto.

"sono vivo per grazia di Dio", ha dichiarato Zelaya, raccontando l’assalto alla casa presidenziale ieri mattina da a parte di alcuni militari golpisti, che lo hanno condotto in Costa Rica.

 

Alle 5.30 locali di domenica (11.30 GMT) circa ottocento soldati armati fino ai denti hanno fatto irruzione in casa. "Se avete l’ordine di sparare, sparate – ha gridato a quel punto il presidente – perché ciò che state facendo oggi è un offesa per il popolo".

"Ho tutta l’autorità morale per e tutto l’appoggio internazizonale, dell’Organizzazione degli Stati americani e tutto il diritto costituzionale" di riprendere il potere in Honduras, ha quindi precisato davanti all’assemblea degli Stati dell’Alba il presidente hondureno, spiegando che appena l’Alba lo deciderà, lui sarà pronto a riprendersi le redini del paese. "Qui c’è un solo presidente e sta davanti a voi", ha esclamato, accusando alcune cupole militari del colpo di stato, precisando "i soldati sono del popolo".

Quindi Zelaya ha voluto ringraziare il presidente Daniel Ortega per l’invito al summit straordinario dell’Alba e l’intera comunità internazionale per la solidarietà, che ha mostrato il netto rifiuto del governo di Roberto MIcheletti.

"Siamo riuniti stanotte di fronte alla tragedia di un popolo fraterno, il popolo dell’Honduras. Siamo convinti che gli honduregni e le nazioni latinoamericane non vogliono che si tinga con il sangue dei fratelli la patria di Morazan", ha quindi dichiarato Ortega. Intanto Hugo Chavez, che da subito si è schierato in difesa del presidente democraticamente eletto, minacciando persino un intervento militare contro i golpisti, ha aggiunto "questo golpe è destinato al fallimento". Ha quindi invitato i popoli di tutto il continente americano a non limitarsi a condannare le zioni avvenute in Honduras, ma a esprimere la loro solidarietà alla nazione e a Zelaya. "Il Venezuela è pronto a dare una lezioni agli oligarchi" che hanno orchestrato il colpo di stato, ha sottolineato.

Anche il presidente dell’Ecuador, Rafael Correa, ha voluto intervenire in favore di Zelaya, invitando, sulla scia di Chavez, il popolo dell’Honduras a reagire contro "queste cupole di corrotti" che si sono unite per mettere a segno il golpe: "Liberate definitivamente il paese", ha detto. Quindi ha aggiunto: "Il presidente del Parlamento Roberto Micheletti (che ha preso il posto di Zelaya per manu militari) si sta mettendo in ridicolo con il mondo intero". Poi una rassicurazione al presidente legittimo: "Tu trionferai", e ancora "questi codardi devono essere sanzionati, per evitare l’impunità".

 

Dalle primissime ore della mattina la capitale dell’Honduras, Tegucigalpa, è sorvolata da elicotteri e aerei militari, mentre gran parte della città sta soffrendo interruzioni di energia elettrica e delle comunicazioni.

I canali di televisione e radio sono stati totalmente posti sotto silenzio per ore, dietro ordine del presidente golpista Roberto Micheletti. Questo non ha comunque impedito che centinaia di seguaci del presidente legittimo, Zelaya, si riunissero davanti al palazzo presidenziale, circondata da un impenetrabile cordone militare, per esigere il ritorno del capo di stato. Numerosi gli striscioni con gli slogan "militari golpisti".

 

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2 risposte a Colpo di Stato in Honduras

  1. Chiara ha detto:

    Daiiiii,fai dei riassunti!

  2. Michele ha detto:

    Proporrò al borioso curatore dello spazio una versione bignami e scritta con alfabeto complementare all’ebraico: solo vocali😀.

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