L’uomo in rivolta

 

Albert Camus (Mondovi, 7 novembre 1913 – Villeblevin, 4 gennaio 1960) è stato un romanziere, filosofo e drammaturgo francese. Merita di essere considerato uno dei padri dell’esistenzialismo ateo novecentesco accanto a Sartre. Nato in Algeria, Camus era il secondogenito di un modesto fornitore di uva per un vinaio locale.

Nel 1933 aderisce al movimento antifascista Amsterdam-Pleyel e nel 1934 aderisce al partito comunista, più in risposta alla guerra civile spagnola che per un reale interesse alle teorie marxiste; questo atteggiamento distaccato nei confronti dell’idea comunista lo portò spesso al centro di discussioni con i colleghi e lo rese oggetto di critiche fino al punto di distaccarsi completamente nel 1937 dalle azioni del partito, considerate "di parte" e quindi non adatte ad un discorso di unità delle genti.

Camus si sposta così in Francia dove nel 1940 è segretario di redazione al Paris-Soir grazie all’aiuto di Pascal Pia: sono gli anni dell’occupazione nazista e lo scrittore, prima da osservatore e poi da attivista, cerca di contrastare la presenza tedesca ritenendola atroce.

Negli anni della resistenza si affilia alla cellula partigiana Combat per la quale curerà numerosi articoli per l’omonimo giornale che circola clandestinamente.

Finita la guerra, il suo impegno civile rimane costante e non si piega di fronte a nessuna ideologia, criticando tutto quello che poteva allontanare l’uomo dalla sua dignità: lascia il posto all’UNESCO a causa dell’entrata nell’ONU della Spagna franchista così come è tra i pochi a criticare apertamente i metodi brutali del Soviet in occasione della repressione di uno sciopero a Berlino Est.

 

 

 

Caligola: Ma non sono pazzo e posso dire perfino di non essere mai stato così ragionevole come ora. Semplicemente mi sono sentito all’improvviso un bisogno di impossibile. Le cose così come sono non mi sembrano soddisfacenti. […] È vero, ma non lo sapevo prima. Adesso lo so. Questo mondo così com’è fatto non è sopportabile. Ho bisogno della luna, o della felicità o dell’immortalità, di qualcosa che sia demente forse, ma che non sia di questo mondo.

Elicone: È un ragionamento che sta in piedi. Ma, in generale, non lo si può sostenere fino in fondo, non lo sai?

Caligola: È perché non lo si sostiene mai fino in fondo che non lo si sostiene fino in fondo. E non si ottiene nulla. Ma basta forse restare logici fino alla fine. (atto I, scena IV)

 

 

Le grandi idee arrivano nel mondo con la dolcezza delle colombe. Forse, se ascoltiamo bene, udiremo, tra il frastuono degli imperi e delle nazioni, un debole frullìo d’ali, il dolce fremito della vita e della speranza. (citato in Selezione dal Reader’s Digest, giugno 1963)

 

 

C’è la bellezza e ci sono gli umiliati. Qualunque difficoltà presenti l’impresa, non vorrei mai essere infedele né ai secondi né alla prima.

 

 

Ho capito una sera con lei che tutta la mia ricchezza era di questo mondo.

 

 

Nel bel mezzo dell’inverno ho infine imparato che vi era in me un’invincibile estate.

 

 

Non essere amati è una semplice sfortuna; la vera disgrazia è non amare

 

 

Perché bisognerebbe amare raramente per amare molto?

 

 

Non voglio essere un genio: ho già problemi a sufficienza cercando di essere solo un uomo.

 

 

Vivere è far vivere l’assurdo.

 

 

Quanti delitti commessi semplicemente perché i loro autori non potevano sopportare di aver torto.

 

 

Se la Natura condanna a morte l’uomo, che almeno l’uomo non lo facesse.

 

 

Gli errori sono allegri, la verità è infernale.

 

 

I martiri non costruiscono le chiese, bensì sono punti di riferimento oppure un alibi. Sono seguiti da preti e da bigotti.

 

 

Il futuro è l’unico tipo di proprietà che i padroni concedono liberamente agli schiavi.

 

 

Quello che conta tra amici non è ciò che si dice, ma quello che non occorre dire.

 

 

Una persona che conoscevo divideva gli esseri umani in tre categorie: quelli che preferiscono non avere niente da nascondere piuttosto che essere obbligati a mentire, quelli che preferiscono mentire che non aver niente da nascondere e gli ultimi quelli che amano sia mentire sia nascondere.

 

 

Sono un uomo semplice, io. Deve essere per questo che sono un incompreso.

 

 

L’opera d’arte nasce dalla rinuncia dell’intelligenza a ragionare il concreto.

 

 

Viene sempre il momento in cui bisogna scegliere fra la contemplazione e l’azione. Ciò si chiama diventare un uomo.

 

 

Voglio che mi sia spiegato tutto o nulla. E la ragione è impotente di fronte a questo grido del cuore. Lo spirito, risvegliato da questa esigenza, cerca e non trova che contraddizioni e sragionamenti. Ciò che io non comprendo è senza ragione. Il mondo è popolato da questi irrazionali, ed esso stesso, di cui non capisco il significato unico, non è che un immenso irrazionale.

A questo punto del proprio sforzo, l’uomo si trova davanti all’irrazionale e sente in sé un desiderio di felicità e di ragione. L’assurdo nasce dal confronto fra il richiamo umano e il silenzio irragionevole del mondo.

 

 

La bellezza, senza dubbio, non fa le rivoluzioni. Ma viene un giorno in cui le rivoluzioni hanno bisogno della bellezza.

 

 

Insomma, per diventare famosi, basta ammazzare la portinaia.

 

 

La simpatia… un sentimento da presidente del consiglio: si ottiene a buon mercato dopo le catastrofi.

 

 

Quando scoppia una guerra, la gente dice: "Non durerà, è cosa troppo stupida". E non vi è dubbio che una guerra sia davvero troppo stupida, ma questo non le impedisce di durare.

 

 

Chiamo imbecille chi ha paura di godere.

 

 

Non conosco che un solo dovere: quello di amare.

 

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4 risposte a L’uomo in rivolta

  1. Chiara ha detto:

    che belle parole…caspita…sicuramente frutto di una mente illuminata,farò come facevo da ancor più giovanissima,una in ogni pagnina di diario per rileggere,ripensare,riprovare emozioni

  2. Michele ha detto:

    E\’ un\’abitudine che non dovresto perdere …

  3. Chiara ha detto:

    Diciamo che aspettavo la giusta occasione per riprenderla

  4. Michele ha detto:

    Ho avuto la prova che l\’occasione giusta è arrivata

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