Retate e arresti in attesa degli 8 briganti

 

Fonte: http://www.carta.org/campagne/diritti+civili/18015

 

Cariche, arresti e perquisizioni: questura e prefettura scelgono il pugno di ferro davanti alle azioni di disturbo degli studenti e degli attivisti No G8. 26 le persone fermate, dieci quelle arrestate per danneggiamenti e blocco stradale. Alle 17, manifestazione cittadina a piazza Barberini.

 

Una mattina di ordinaria follia segna l’inizio delle contestazioni romane contro il G8. E’ di 26 fermi e 10 arresti il bilancio della caccia all’uomo messa in campo dalle forze dell’ordine e, in particolare, dai reparti della guardia di finanza. A nulla sono valse le parole del prefetto Caruso che ieri, a sorpresa, aveva mostrato una certa freddezza, se non contrarietà, davanti all’operazione di polizia che ha messo agli arresti 21 studenti dell’Onda di diverse città [Torino, Padova, Napoli]. A ventiquattro ore dall’inizio del summit, la città si sveglia blindata per i primi arrivi dei leader mondiali. Circa 15 mila gli uomini messi in campo tra militari e forze dell’ordine. Dopo l’occupazione del rettorato della Sapienza, questa mattina si annunciavano azioni da parte degli attivisti della Rete contro il G8. Alle 10 in punto, un gruppo di oltre cinquanta persone ha bloccato per mezz’ora la tangenziale est, all’altezza della autostrada Roma-L’Aquila. Tutte le persone indossavano caschetti gialli in solidarietà ai terremotati dell’Abruzzo e tenevano in mano i ritratti giganteschi dei “responsabili della crisi”, gli ex otto grandi da oggi riuniti nella caserma di Coppito. Prima dell’arrivo della polizia, sono state montate alcune tende e issati due striscioni con su scritto “Roma-L’Aquila NO G8” e “Il G8 è un terremoto – siamo tutti aquilani”. Nelle stesse ore, nella zona di Ostiense e Testaccio, un piccolo corteo di oltre cento persone, ha bloccato le strade del quartiere fino al piazzale antistante la stazione Piramide. All’improvviso, un plotone di finanzieri in assetto antisommossa ha deciso di inseguire i manifestanti fin dentro i vicoli di Testaccio. Una parte degli attivisti si è rifugiata nella palazzina occupata ieri dagli studenti di Roma Tre che sorge accanto alla facoltà di architettura. La polizia ha circondato l’edificio e ha operato un vero e proprio rastrellamento, con 26 fermi e 10 arresti. Gli imputati [tra cui anche un minorenne] dovranno rispondere di blocco stradale, danneggiamenti, incendio e possesso di oggetti contundenti atti ad offendere. Tra i fermati ci sono nove stranieri, di cui quattro svedesi, due tedeschi, uno svizzero, un francese e un polacco. Poco dopo giunge la notizia di una perquisizione al centro sociale Acrobax di Ponte Marconi, in perfetta continuità con le altre iniziative di carabinieri e Digos che ieri avevano fatto irruzione al centro sociale Askatasuna di Torino e al festival di radio Sherwood a Padova. La notizia degli arresti fa il giro dello città in pochi minuti; gli studenti della Sapienza decidono di uscire dalle facoltà con un corteo spontaneo che blocca le vie attorno alla città universitaria. All’altezza di piazzale Aldo Moro, i manifestanti vengono circondati da polizia e finanzieri e per qualche minuto si teme il peggio, ma per fortuna non succede nulla. Verso le 15, gli studenti e la Rete contro il G8 convocano una conferenza stampa per ricostruire le tappe di una giornata di ordinaria follia. “Siamo davanti a un’operazione di polizia preventiva – dice uno studente – che punta a soffocare le contestazioni contro il G8. Ma non ci riusciranno”. Appuntamento per tutti alle 17 a piazza Barberini, battezzata per oggi “piazza della [non] accoglienza”. Intanto, non si fermano le proteste in diverse città italiane contro gli arresti decisi dalla procura di Torino. A Padova, poche ore fa, una delegazione dell’Onda si è incontrata con il rettore dell’università a cui è stata chiesta una presa di posizione ufficiale sui provvedimenti a carico degli studenti. Nel tardo pomeriggio è in programma un sit-in davanti al carcere, dove risulta essere ancora trattenuto Max Gallob, attivista del centro sociale Pedro, arrestato ieri all’alba dalla Digos.

 

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