Mele di mare

 

Juan Vicente Piqueras nato il 17 dicembre 1960 a Los Duques de Requena, piccolo paesino della provincia di Valencia, è attualmente professore dell’Instituto Cervantes.

 

 

 

Ho sbagliato vita e quella che conduco

è scritta da nessuno

in una lingua che io non capisco.

Chiudo il libro e gli occhi,

per non veder la luce di quel che mi è negato.

Come chi sbaglia treno in un libro diverso

ho sbagliato la vita

e non so dove mi conduce

questa teoria di errori

 

 

 

 

 

Quegli oggetti toccati dalle tue mani,

quello che pensi, dici, taci o sogni,

quei luoghi dove stai senza di me,

quello che desidero, quello che mi occorre.

Ed essere il tuo là, il tuo alito sospeso

 

 

 

 

 

Amo guardare i tuoi occhi da dentro di te.

Vaghiamo sulla sabbia di quello che proviamo

Mai sarò così mio come mia sei tu. Mai sarai così tua come tuo sono io.

Io non ho più parole. Le ho tutte seminate dentro di te.

 

 

 

 

 

Io sarei il maschio e tu la femmina

vestita di tormenta.

Dormiresti

nella culla del mare più impensato,

diadema d’altra luce sui capelli,

nelle mani remote

la sabbia fuggitiva

di noi due, desertici e felici.

 

E vivremmo lontano, dimentichi

del tempo, dell’ora, in cui fummo schiavi

della nostra paura, di questo assurdo

mondo, sicario assoldato dalla morte.

 

L’isola è in noi

ad aspettare

che la rabbia maturi e ci rapisca.

 

Io sarei il maschio e tu la femmina.

E la mela sarebbe la memoria.

 

 

 

 

 

Tutto è pronto: la valigia,

le camicie, le mappe, la fatua speranza.

 

Mi spolvero le palpebre.

Ho messo all’occhiello

la rosa dei venti.

 

Tutto è pronto: il mare, l’atlante, l’aria.

 

Mi manca solo il quando, il dove,

un diario di bordo, le carte

di navigazione, venti a favore,

il coraggio e qualcuno che mi ami

come non so amarmi io.

 

La nave che non c’è, le mani attonite,

lo sguardo intento, le imboscate,

il filo ombelicale dell’orizzonte

che sottolinea questi versi sospesi…

 

Tutto è pronto. Sul serio. Invano.

 

 

 

 

 

Né meraviglie d’Asia fra le mani.

Né ciliegie a gennaio.

Né arcobaleni in camera da letto.

Né mari in fiamme voglio.

Ma il tuo amore. Ogni giorno.

Chiaro. Semplice. Vero

 

 

 

 

 

Nasciamo dalla sete. Siamo palme

che crescono a forza di perdere

i propri rami. I tronchi sono ferite,

cicatrici rimarginate dal vento e dalla luce,

quando il tempo, quello che fa e quello che trascorre,

occupa il cuore e lo trasforma in nido

di perdite, ne erige la sua aspra colonna.

 

E per questo le palme sono allegre

come coloro che hanno saputo soffrire in solitudine

e ora si cullano nell’aria, spazzano nubi

e dalle loro chiome consegnano

inni alla luce, fonti di fuoco,

ventagli a dio, addio a tutto.

Tremano, testimoni di un miracolo

che conoscono soltanto loro.

 

Siamo come la sete delle palme

e ogni ferita aperta verso la luce

ci fa sempre più alti, più felici.

Perdite sono i nostri tronchi. È trono

il nostro dolore. Non è bello

soffrire ma bisogna aver sofferto

per sentire, come un intimo nido,

la meraviglia dei sopravissuti

che ringraziano l’aria, e poi scoppiano

per l’alta gioia in mezzo al deserto.

 

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4 risposte a Mele di mare

  1. Chiara ha detto:

    oh oh,nel senso di oibò,o di ah però. Versi in fondo semplici,quasi spontanei,che non nascondono la genuinità delle sue emozioni, e probabilmente la limpidezza con cui le vive e le lascia trapelare. "Tutto è pronto: la valigia,le camicie, le mappe, la fatua speranza…",questa mi ha colpito in particolare,magari domani la rileggerò e mi rimangerò questo commento,ma ora la sensazione di stare al confine tra immaginazione e realtà,volontà e rassegnazione,oppure volontà e attesa di qualcuno che ti salvi è molto forte.

  2. Michele ha detto:

    Anche questo commento può essere raffigurato come un alito sospeso…

  3. Chiara ha detto:

    Sarà che quel sospiro sconfitto,ma invocante,triste,ma ancora vagamente speranzoso l\’ho emesso parecchie volte…

  4. Michele ha detto:

    Sono importanti anche quelle situazioni che il respiro te lo tolgono

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