Una cosa di bellezza è una cosa per sempre

 

John Keats (Londra, 31 ottobre 1795 – Roma, 23 febbraio 1821) è stato un poeta inglese, uno dei principali esponenti del romanticismo.

 

 

 

A mio fratello Giorgio

Molti prodigi ho veduto stamane:

il sole, che col primo bacio terse le lacrime

dagli occhi dell’aurora; le corone d’alloro

degli eletti, chine sull’aureo manto della sera;

l’oceano, verdeazzurro, sterminato,

e scogli, navi, grotte, aneliti e terrori;

e la sua voce arcana che, a chi l’ode,

fa meditare quello che sarà o è stato.

E anche ora, Giorgio, che ti dedico il verso,

Cinzia fra coltri di seta appena si profila,

come fosse una sposa alla sua prima notte,

e lascia intravedere le amorose giostre.

Ma che sarebbero i prodigi in mare e cielo

senza averti compagno al mio pensiero.

 

 

 

Sulla Gloria

Quale febbre ha mai l’uomo! Che guardare

ai suoi giorni mortali con il sangue

temperato non sa, che tutto sciupa

le pagine del libro della vita

e deruba virtù al suo buon nome.

È come se la rosa si cogliesse

da sé; o quand’è matura la susina

la sua scura lanugine raschiasse;

o a guisa di un folletto impertinente

la Naiade oscurasse la splendente

sua grotta di una tenebra fangosa.

Ma sullo spino lascia sé la rosa,

che vengano a baciarla i venti e grate

se ne cibino le api: e la susina

matura indossa sempre la sua veste

bruna, il lago non tocco ha di cristallo

la superficie. Perché dunque l’uomo,

importunando il mondo per averne

grazia, deve sciupar la sua salvezza

in obbedienza a un rozzo, falso credo?

 

 

 

Le stagioni umane

Quattro stagioni fanno intero l’anno,

quattro stagioni ha l’animo dell’uomo.

Egli ha la sua robusta Primavera

quando coglie l’ingenua fantasia

ad aprire di mano ogni bellezza;

ha la sua Estate quando ruminare

il boccone di miel primaverile

del giovine pensiero ama perduto

di voluttà, e così fantasticando,

quanto gli è dato approssimarsi al cielo;

e calmi ormeggi in rada ha nel suo Autunno

quando ripiega strettamente le ali

pago di star così a contemplare

oziando le nebbie, di lasciare

le cose belle inavvertite lungi

passare come sulla siglia un rivo.

Anche ha il suo Inverno di sfiguramento

pallido, sennò forza gli sarebbe

rinunciare alla sua mortal natura.

 

 

 

O amami davvero! O mormora parole di fuoco!

 

 

 

Se la poesia non viene naturalmente come le foglie vengono ad un albero, è meglio che non venga per niente.

 

 

 

Lascia sempre briglie sciolte alla fantasia, il piacere non è mai in casa nostra.

 

 

 

Oh se solo potessi avere una vita di sensazioni invece di una vita di pensieri!

 

 

 

Senza di te

Non posso esistere senza di te.

Mi dimentico di tutto tranne che di rivederti:

la mia vita sembra che si arresti lì,

non vedo più avanti.

Mi hai assorbito.

 

In questo momento ho la sensazione

come di dissolvermi:

sarei estremamente triste

senza la speranza di rivederti presto.

Avrei paura a staccarmi da te.

 

Mi hai rapito via l’anima con un potere

cui non posso resistere;

eppure potei resistere finché non ti vidi;

e anche dopo averti veduta

mi sforzai spesso di ragionare

contro le ragioni del mio amore.

 

Ora non ne sono più capace.

Sarebbe una pena troppo grande.

Il mio amore è egoista.

Non posso respirare senza di te.

 

 

 

Che mi ami tu lo dici

Che mi ami tu lo dici, ma con una voce

Più casta di quella d’una suora

Che per sè sola i dolci vespri canta,

Quando la campana risuona –

Su, amami davvero!

 

Che mi ami tu lo dici, ma con un sorriso

Freddo come un’alba di penitenza,

Suora crudele di San Cupido

Devota ai giorni d’astinenza –

Su, amami davvero!

 

Che mi ami tu lo dici, ma le tue labbra

Tinte di corallo insegnano meno gioia

Dei coralli del mare,

Mai che s’imbroncino di baci –

Su, amami davvero!

 

Che mi ami tu lo dici, ma la tua mano

Non stringe chi teneramente la stringe;

È morta come quella d’una statua

Mentre la mia brucia di passione –

Su, amami davvero!

 

Su, incendiamoci di parole

E bruciandomi sorridimi, stringimi

Come devono gli amanti, su, baciami,

E l’urna, poi, delle mie ceneri seppelliscila nel tuo cuore –

Su, amami davvero!

 

 

 

Fulgida stella

Fulgida stella, come tu lo sei

fermo foss’io, però non in solingo

splendore alto sospeso nella notte

con rimosse le palpebre in eterno

a sorvegliare come paziente

ed insonne Romito di natura

le mobili acque in loro puro ufficio

sacerdotale di lavacro intorno

ai lidi umani della terra, oppure

guardar la molle maschera di neve

quando appena coprì monti e pianure.

 

No, eppure sempre fermo, sempre senza

mutamento sul vago seno in fiore

dell’amor mio, come guanciale; sempre

sentirne il su e giù soave d’onda, sempre

desto in un dolce eccitamento

a udire sempre sempre il suo respiro

attenuato, e così viver sempre,

o se no, venir meno nella morte.

 

 

 

La vittoria ha moltissimi padri, la sconfitta è orfana.

 

 

 

Le note dell’amore fanno l’amore più grande.

 

 

 

Non sono certo di nulla tranne che della santità degli affetti del cuore, e della verità dell’immaginazione.

 

 

 

Preferirei morire che non essere tra i grandi.

 

 

 

da Ode all’usignolo

Andarsene, andarsene. E arrivare da te,

Non portato da Bacco e dai suoi leopardi,

Ma sulle ali della poesia, invisibili,

Anche se la mente, lenta, ha perplessità e indugi:

E lì, con te, subito la notte è tenera

Con la sua luna regina sul trono

E le fate stellate tutt’intorno:

Qui, invece, adesso, non ce n’è più di luce, niente.

Se non quella che dal cielo è soffiata

Giù dal vento, nel buio verde e tortuoso di muschio.

 

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2 risposte a Una cosa di bellezza è una cosa per sempre

  1. Silvia ha detto:

    "L\’amore è un DRAMMA, l\’unico possibile, e va vissuto e accettato nella congiunzione come nella dispersione. Ed è l\’atto creativo più grande che possiamo concederci; sta a noi fermarlo nel tempo almeno due volte: al culmine della sua presenza e alla ricostruzione del ricordo" Roberto VecchioniSenza di te…

  2. Chiara ha detto:

    Notte tenera,fate stellate,vento,buio,verde tortuoso muschio… Manpolare elementi così semplici in maniera così fantascientifica,ma reale allo stesso tempo è veramente straordinario.Pare di vedere quella luna,di toccare quel muschio.Mancano solo i grilli che fanno cri cri,poi per me è perfetta🙂

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