Passo falso

 

di Francesco Scommihttp://www.aprileonline.info/notizia.php?id=12953

 

La maggioranza, attraverso un emendamento approvato dalla Commissione finanze del Senato, allarga le maglie della norma che consente, dietro il pagamento di un’imposta, il rientro dei capitali illecitamente trattenuti all’estero. Non ci sarà protezione per i reati penali, ma rimane per molti infrazioni societarie e tributarie, tra cui il falso in bilancio. Protestano duramente il Pd e l’Italia dei valori

Le commissioni Bilancio e Finanze del Senato hanno approvato una nuova versione dell’emendamento Fleres sullo scudo fiscale. Salta il "salvacondotto" per la sfera penale, ma lo scudo fiscale (ovvero la possibilità, per coloro che hanno capitali illeciti all’estero, di farli rientrare in Italia dietro il versamento di un’imposta) votato dalla maggioranza offre protezione per una serie di reati tributari tra cui il falso in bilancio. Rispetto al vecchio emendamento Fleres, sono esclusi dallo scudo i procedimenti in corso alla data di entrata in vigore della legge di conversione del decreto (5 agosto 2009). Resta la modifica sui tempi con la possibilità di chiedere il rientro dei capitali entro il 15 dicembre 2009.

 

Il provvedimento passa ora all’esame dell’Aula, ma l’opposizione è sulle barricate. Il senatore del Partito democratico Giovanni Legnini è "indignato" e parla di "una grossa depenalizzazione di alcuni reati che riavviano la stagione delle impunità". Elio Lannutti dell’Idv la ritiene una "sanatoria tombale" per i reati commessi dai colletti bianchi: "Anche i banchieri – sottolinea Lannutti – hanno di cui brindare".

 

Nell’emendamento Fleres riformulato e approvato dalle commissioni Bilancio e Finanze del Senato è confermato il non obbligo da parte degli intermediari di segnalare capitali sospetti. Infine arriva la possibilità di effettuare il rimpatrio anche alle imprese estere controllate ovvero collegate in paesi che consentono un adeguato scambio di informazioni. Soddisfatto il relatore Antonio Gentile (Pdl) che chiede all’opposizione di evitare "il muro contro muro" visto che molte condizioni da loro poste sono state accolte.

 

Per Lanfranco Tenaglia, responsabile giustizia del Pd, "questa maggioranza non si smentisce mai e approva una ennesima norma vergogna che costituisce uno schiaffo ai cittadini onesti e ai contribuenti che pagano regolarmente le tasse. I colpevoli di una serie di gravi reati fiscali saranno impuniti sotto il profilo penale e avranno liberamente e senza vergogna evaso le tasse. La certezza del diritto in Italia è oramai una chimera".

 

Il testo dell’emendamento infatti prevede che "l’effettivo pagamento dell’imposta comporta, in materia di esclusione della punibilità penale, limitatamente al rimpatrio ed alla regolarizzazione di cui al presente articolo, l’applicazione della disposizione di cui al già vigente articolo 8, comma 6, lettera c), della legge 27 dicembre 2002, numero 289, e successive modificazioni; resta ferma l’abrogazione dell’articolo 2623 del codice civile" disposta dalla Finanziaria 2006.

 

Fuori dai tecnicismi, in sostanza si esclude la punibilità penale in caso di reati tributari come la dichiarazione fraudolenta, l’infedele dichiarazione, l’omessa dichiarazione, l’occultamento o la distruzione di documenti contabili, quest’ultimo reato fortemente connesso con i reati societari. Ed ecco come si arriva al falso in bilancio: il salvacondotto vale anche per i reati societari, tra cui il falso in bilancio, quando questi siano stati commessi per eseguire od occultare reati tributari. Tra questi ci sono: false comunicazioni sociali in danno della società, dei soci e dei creditori, falsità materiale commessa da privati, falsità ideologica commessa da privati in atto pubblico, falsità in notificazioni in scrittura privata, uso di atto falso, soppressione di istruzione o occultamento di atti veri.

 

Per tutti coloro che, per spostare i capitali all’estero, hanno commesso questi reati, la norma varata dalla maggioranza garantisce l’impunità. Giuliano Barbolini, capogruppo del Pd in Commissione Finanze, rileva: "Questa misura senza andare troppo per il sottile mira solo a fare cassa. I principi di correttezza ed equità vengono spesso evocati da questo governo e dalla sua maggioranza ma non sono mai praticati". Barbolini sottolinea poi che "l’emendamento è stato approvato senza alcun parere della Commissione Giustizia e, date le sue implicazioni, è assurdo. Tra l’altro la formulazione dell’emendamento pone dei grandi dubbi interpretativi da cui deriverà inevitabilmente un contenzioso che farà sì discutere ma, nel contempo, aprirà a tanti furbetti una scappatoia".

 

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