Nonostante intralci e intimidazioni AnnoZero andrà in onda

 

 

di Wanda MarraIl Fatto Quotidiano

 

Un direttore di rete che dice di un suo programma, mentre lo presenta: “Ne farei volentieri a meno”. Sembra uno scherzo, invece è accaduto davvero, ieri, in conferenza stampa. In viale Mazzini è andato in onda uno show surreale. Il conduttore del programma di punta di Rai2, Michele Santoro risponde per le rime, e dà del “bugiardo” al direttore della sua rete. E Massimo Liofredi, al suo fianco, si spinge fino a dire: “Anno zero non è di mio gusto”.

Il sorprendente litigio si celebra in pubblico durante la conferenza stampa di presentazione di Anno zero. Un evento tanto affollato quanto infuocato. Volano epiteti, emergono proteste, si scambiano avvertimenti, arringhe, spiegazioni più o meno ufficiali. Cose mai viste come sintetizza il consigliere d’Amministrazione Rai, Nino Rizzo Nervo, in quota Pd: "Quello che è accaduto oggi è il simbolo dell’anomalia italiana dove un direttore di rete presenta una trasmissione che di fatto non condivide". L’occasione è la partenza del programma di Michele Santoro, fissata per stasera in prima serata

su Rai2. L’oggetto del contendere, ancora una volta, è il contratto di Marco Travaglio, che a oggi non è stato siglato. Motivazione? Una multa inflitta dall’Agcom, l’Autorità per le Telecomunicazioni per una puntata di Che tempo che fa del maggio 2008. All’epoca Travaglio, presente come ospite, rivelò che il presidente del Senato, Renato Schifani “aveva avuto rapporti con persone poi condannate per mafia”. L’Agcom ricordò in quell’occasione che in caso di “colpa grave” le multe alla Rai possono arrivare fino al 3% del fatturato aziendale. Ovvero 90mila euro. Ma la Rai non ha agito contro Travaglio, anzi ha presentato ricorso al Tar contro l’Agcom: e quindi per viale Mazzini, la multa è illegittima, dunque sospesa fino a sentenza definitiva. Peccato che da allora il giornalista sia stato presente per un’intera stagione di Anno zero, che il richiamo in ogni caso non riguardasse il programma di Santoro, e che una censura preventiva non possa certo essere affidata al giudizio di una Authority. Alla luce di tutto ciò, la spiegazione reale sembra una sola: la Rai di Mauro Masi Travaglio non lo vuole. Punto e basta. Ma invece di dirlo chiaramente mette i bastoni tra le ruote secondo una tattica ormai consolidata. Michele Santoro però avverte subito: “Travaglio giovedì ci sarà”. È drammaturgico lo svolgimento della conferenza stampa, ha tempi quasi televisivi, una liturgia teatrale. C’è Santoro in mezzo, alla sua destra Sandro Ruotolo, alla sinistra il direttore di rete. A Liofredi spettano gli onori di casa. Ma si capisce subito che aria tira: “Ho pensato lungamente a cosa dire stamattina . . .”. Lo dice con l’aria dimessa di chi non ha trovato una soluzione.

Molto più in partita Santoro, che invece chiarisce la sua posizione invitando Travaglio al tavolo dei relatori. Poi passa all’attacco: “Lui ci sarà. Con o senza contratto, in bicicletta o in altra maniera. Perché se non c’è Travaglio non c’è Anno zero”. Da quel momento i toni si arroventano. C’è un Santoro in veste di tribuno, che denuncia i continui ostacoli subiti dal suo programma. Interviene con tutto il peso della sua popolarità e orgogliosamente elenca i suoi successi (quasi il 18% di share per 34 prime serate, un budget in attivo grazie agli introiti pubblicitari). “Che cos’è allora? – si chiede – il gioco della concorrenza? Di cosa si tratta, di censura preventiva? Posso garantire che non c’é alcuna legge che affidi all’Agcom una qualche possibilità in questo senso”. E c’è un Liofredi che mantiene un profilo bassissimo, che definisce “ospite” il programma di Santoro (“ma che siamo, dei rifugiati?”ribatte subito il conduttore) e oppone un muro di gomma ad ogni appassionata obiezione: “ Annozero non è il centro del mondo. Io ne farei anche a meno di una trasmissione come questa. Mi piacerebbe invece vedere un bel programma di politica”.

Liofredi ricorre insistentemente al tu, quasi ad annullare il conflitto abissale che invece è palpabile: "Tu fai un certo tipo di televisione, una specie di inquisizione mediatica, che a me non piace. Ma non è un fatto personale". Lo scontro a un certo punto diventa ineludibile, quando Santoro si lamenta del fatto che le troupe sono state rese disponibili solo tre giorni fa e Liofredi risponde che il giornalista aveva chiesto troupe particolari e operatori esterni.

“Bugiardo – gli urla contro Santoro – se vuoi puoi querelarmi". E Liofredi: "Io non querelo nessuno". Santoro allora ricorda che in una riunione di circa due mesi fa era stato deciso che la trasmissione potesse essere fatta solo con risorse esterne: "Non querelare perché tanto non ti conviene”. Travaglio, dal canto suo si dice “mortificato”. Ma non rinuncia ad attaccare: "Oggi in tv entrano assassini, stupratori e canari: nessuno ha spiegato a me cosa ho fatto di male. Almeno aspettino che io faccia qualcosa. Mi hanno trattato peggio di Vallanzasca”.

Al momento, comunque, le posizioni sono chiare: Travaglio non ha contratto. Oggi dovrebbero incontrarsi il dg della Rai, Masi e il presidente dell’Agcom, Corrado Calabrò per discutere la questione. Ma stamattina c’è un consiglio dell’Autorità in cui la questione non è all’ordine del giorno. Contratto o no, quel che è certo è che Travaglio nella prima puntata ci sarà. Magari come ospite. Questo per la Rai potrebbe essere un boomerang: per contratto, il giornalista deve comunicare il suo intervento il giorno prima; da ospite può dire quello che vuole. E visto che il suo intervento verterà sul caso Tarantini, ci sarà da divertirsi.

Santoro esordisce con una puntata che è tutta un programma. Si intitola “Farabutti”, parafrasando la definizione data dal presidente del Consiglio ai giornalisti.

 

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Una risposta a Nonostante intralci e intimidazioni AnnoZero andrà in onda

  1. Unknown ha detto:

    Un articolo dell\’occidentale che descrive il teatrino avvenuto tra Michele Santoro e Massimo Liofredi.http://www.loccidentale.it/articolo/per+sparare+sul+mucchio+santoro+ha+bisogno+di+travaglio.0078536 E commenta la situazione che si è creata intorno al contratto di Marco Travaglio, che pur non avendolo ieri si trovava ad anno zero.Naturamente l\’articolo è molto ostile nei confronti del duo Santoro-Travaglio, ma offre comunque spunti di riflessione…"Insomma, a uno come Travaglio non si rinuncia facilmente. E tutto sommato, la Rai farà bene a dare carta bianca anche stavolta alle richieste di Santoro. Solo così, probabilmente, Berlusconi troverà una sponda perfetta per continuare a portare avanti la tesi dell’anti-italianità dei suoi avversari, politici o giornalisti che siano."Che ne pensate?

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