Una poesia al giorno toglie la mediocrità di torno: Rimbaud (7)

 

Son più di mille anni che la sua dolce follia mormora una romanza alla brezza della sera.

 

 

 

Prima serata

 

– Ella era ben poco vestita

E degli alberi grandi e indiscreti

Flettevano i rami sui vetri

Con malizia, vicino, vicino…

Seduta sul mio seggiolone,

Seminuda, giungeva le mani.

Al suolo fremevano lieti

i suoi piccolissimi piedi.

– Io guardavo, colore di cera,

un piccolo raggio di luce

sfarfallare nel suo sorriso

e sul suo seno, – mosca al rosaio.

– Le baciai le caviglie sottili.

Ebbe un ridere dolce e brutale

Che si sciolse in un limpido trillo,

Un ridere grazioso di cristallo.

I suoi piedini sotto la camicia

Si salvarono: "Beh, vuoi finirla?"

– La prima audacia era stata permessa,

Ma ridendo fingeva di punirla!

– Baciai, palpitanti al mio labbro,

I suoi timidissimi occhi;

– Lei ritrasse la sua testolina

Esclamando: "Ma questo è ancor

meglio!…

Signore, ho qualcosa da dirvi…

" Tutto il resto gettai sul suo seno

In un bacio, del quale ella rise

D’un riso che fu generoso…

– Ella era ben poco vestita

E degli alberi grandi e indiscreti

Flettevano i rami sui vetri

Con malizia, vicino, vicino…

 

(Arthur Rimbaud)

 

 

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Una risposta a Una poesia al giorno toglie la mediocrità di torno: Rimbaud (7)

  1. Silvia ha detto:

    Come sempre la tua scelta è stata la migliore…

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