Una poesia al giorno toglie la nostalgia di torno: Vallejo (4)

 

Considerato a freddo, imparzialmente

 

Considerato a freddo, imparzialmente,

che l’uomo è triste, tosse, e tuttavia

si compiace d’avere un petto rosso;

che tutto ciò che fa è esser composto

di giorni;

che è un fosco mammifero e si pettina…

 

Considerato che

l’uomo procede dolcemente dal lavoro

e riecheggia capo, suona subordinato;

che il diagramma del tempo

è sempre un diorama di medaglie

e a metà aperti i suoi occhi studiarono

fin da lontani tempi

la formula famelica di massa…

 

Compreso senza sforzo

che l’uomo a volte si mette a pensare,

come volendo piangere,

e destinato a stendersi da oggetto

si fa buon falegname, suda, uccide

e dopo canta, pranza, s’abbottona…

 

Considerato inoltre

che l’uomo in verità è un animale

e tuttavia, girando, m’urta nel capo con la sua tristezza…

 

Esaminati infine

le sue carte in contrasto, il suo cesso,

la sua disperazione al terminare del giorno atroce,

che lo annienta…

 

Compreso

ch’egli sa che lo amo,

che l’odio con affetto e m’è, in definitiva, indifferente…

 

Considerato i suoi documenti d’insieme

e guardato con lente l’attestato

che prova ch’egli nacque piccolino…

 

gli faccio un cenno,

viene,

e io gli do un abbraccio, mi commuovo.

Che importa! Mi commuovo… Mi commuovo…

 

(Cesar Vallejo)

 

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