L’autostrada dell’esperienza

 

da Altri LibertiniPier Vittorio Tondelli

 

Così è restato cattivo sangue anche se al Posto Ristoro ci si dimentica piano piano di tutto perché la vita è davvero vita cioè una porcheria dietro l’altra e allora è come sbattere giù merda ogni giorno che poi ti dimentichi che ti fa schifo, e ne diventi magari goloso.

 

 

 

Dopo nessuno ci ha più sonno e andiamo a far tardi per la campagna, ma siamo un pò spompati tutti quanti lo si vede che non facciamo altro che cantar canzoni di dieci anni fa Lucio Battisti e Luigi Tenco e Fabrizio de Andrè, insomma torniamo ragazzini, le prime festicciole, i bacetti, le scampagnate in bicicletta, i primi intorti, le gnoccate là in quel posto vicino alla bonifica e ai mulini e le prime strette al culo e i pattinaggi vicino sulle piste delle balere, tutto prima del liceo, della politica, dei concerti; ahhhhhh che regressioni lo sballo in questa notte di luna…

 

 

 

Agosto è bello starsene a casa con la città vuota nessun rompiballe in giro, magari  arrivi che senti la tua solitudine farsi pesante ma è un gioco diverso ed esser soli  fa molto più male in mezzo alla gente, allora si che è doloroso e pungono le ossa e il respiro è davvero brutto, come vivere un trip scannato e troppo lungo.

Ma Agosto è bello starsene soli in città, prendere l’ auto e girare fino a mattino spingendosi pieni di alcool verso la montagna che è uno scenario disteso e silenzioso e passi col rombo dell’auto come al cinema, uscendo dal quadro un attimo dopo esservi entrato e non si rovina nulla.

 

 

 

Ma il cineocchio mio amerà, oooohhh se amerà la fauna di questi scassati e tribolati anni miei, certo che l’amerà. L’occhiocaldo mio s’innamorerà di tutti, dei freak dei beatnik e degli hippy, delle lesbiche e dei sadomaso, degli autonomi, dei cani sciolti, dei froci, delle superchecche e dei filosofi, dei pubblicitari ed eroinomani e poi marchette, trojette, ruffiani e spacciatori, precari, assistenti e supplenti, suicidi anco ed eterosessuali, cantautori et beoni, imbriachi, sballati, scannati, bucati e forati. E femministe, autocoscienti, nuova psichiatria, antipsichiatria, mito e astrologia, istintivi della morte e della conoscenza, psicoanalisi e semiotica, lacaniani, junghiani e profondi. Eppoi tutti quanti gli adepti di Krishna, di geova, del Guru, del Brahamino, dello Yogi. Indi ogni discendenza, bambini di Dio, figli di Dioniso Zagreo, nipotini di Marx, illegittimi di Nietzshe, pronipoti del Marchese, figlioletti delle stelle, sorelline di Lilitrh luna nera e fratellini di prometeo incatenato, anche bastardini di Frankestein, abortini di Caligari, goccioline di Nosferatu. E ancora tutti quanti i transessuali, i perversi, i differanti, i situazionalisti, gli edipici, i preedipici e i fissati, i masturbatori e i segaioli, i corporali, i biologici, i macrobiotici, gli integrali, gli apocalittici, i funamboli, gli animatori, i creativi, i performativi, i federativi, i lettristi, i brigatisti, i seminaristi, i fiancheggiatori, i mimi e gli istrioni, i funerei, i piagnoni, i mortiferi e i bestemmiatori, i blasfemi, i boccaloni, i grafomani e gli esibizionisti e i masochisti e tutta quanta quell’altra razza di giovani Holden e giovani Törless, giovani Werther e giovani Ortis, giovani Heloise  giovani Cresside, giovani Tristani, giovani Isotte, giovani Narcisi e Boccadori, giovani Cloridani e Medori, giovani Euriali e giovani Nisi, Romei e Giuliette. Eppoi nuovi trimalcioni e nuovi Hidalgo, autori da giovani, da cuccioli e da scimmiotti, oppiomani, morfinomani, spinellatori, travoltini, trasversali, macondisti, marginali, baleromani, jazzisti e reggomani, depressi, angosciati, nostalgici, dipendenti, studenti e figli. Nonché stupratori viziosi e incannatori. E questi caromio, saranno i personaggi e le figure del nuovo cinema mio, il Rail Cinema, il DRUNK, very-drunk, CINEMA, ok?

Io li filmerò. Filmerò i di loro amori, le lacrime, i sorrisi, le acque, gli umori, i colori e le erezioni, i mestrui, le sifilidi, le croste, gli amplessi, i coiti e le inculate, i pompini e i ditalini. Quindi i culi e le tette e anco i cazzi filmerò : insomma, ok ?

 

 

 

Solo questo vi voglio dire credete a me lettori cari. Bando a isterismi, depressioni scoglionature e smaronamenti. Cercatevi il vostro odore eppoi ci saran fortune e buoni fulmini sulla strada. Non ha importanza alcuna se sarà di sabbia del deserto o di montagne rocciose, fossanche quello dell’incenso giù nell’India o quello un pò più forte tibetano o nepalese. No, sarà pure l’odore dell’arcobaleno e del pentolino pieno d’ori, degli aquiloni bimbi miei, degli uccelletti, dei boschi verdi con in mezzo ruscelletti gai e cinguettanti, delle giungle, sarà l’odore delle paludi, dei canneti, dei venti sui ghiacciai, saranno gli odori delle bettole di Marrakesh o delle fumerie di Istanbul ah buoni davvero buoni odori in verità, ma saran pur sempre i vostri odori e allora via, alla faccia di tutti avanti! Col naso in aria fiutate il vento, strapazzate le nubi all’orizzonte, forza, è ora di partire, forza tutti insieme incontro all’avventuraaaa!

 

 

 

 

 

Altri libertini ha avuto fin dagli inizi una vita avventurosa: pubblicato nel 1980, sequestrato per oscenità e poi assolto dal tribunale (“con formula ampia”), è stato contemporaneamente giudicato dalla critica una delle opere migliori degli ultimi anni e ha imposto Tondelli tra i nuovi autori italiani più letti anche all’estero. I sei episodi, storie di gruppi più che di individui, legittimano l’adozione di una vera e propria soggettività plurale, di un Noi narrativo che fa del romanzo un ritratto generazionale: sullo sfondo della fauna scatenata che si muove nelle pagine di Tondelli c’è l’irrequietezza dell’ambiente studentesco bolognese, che al “realismo” della borghesia e alla rassegnazione del sottoproletariato oppone un vitalismo non eroico, ma disinibito e contagioso. Sia la disinvoltura con la quale Altri libertini, aggressiva opera prima, affronta vecchi tabù sia l’ironica diffidenza con la quale tratta mitologie culturali e politiche testimoniano dell’intima appartenenza dell’autore a una letteratura nuova e combattiva.

 

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2 risposte a L’autostrada dell’esperienza

  1. mauro ha detto:

    molto bello .scorre leggero piacevole .approfondiro\’l\’argomento

  2. Michele ha detto:

    Le tematiche di questo libro sono, come anticipato, molto forti

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