Fiume mistico

 

da L’abito di piume Banana Yoshimoto

 

L’acqua che senza sosta ti scorre davanti agli occhi non torna più indietro. Il vento soffia e la vista cambia a seconda dell’ora, di poco ma continuamente. Fissi gli erigeroni ai tuoi piedi e tocchi quei petali simili a fili. La brezza ti accarezza il viso e anche i pensieri si rischiarano. L’intensità delle sensazioni che provi in quei frangenti non affievolisce mai, anzi si rinnova costantemente.

Immagino che osservando a lungo una qualsiasi altra cosa presente sulla Terra, si arrivi a provare le stesse emozioni, nel mio caso però è stato un fiume a farmele conoscere.

Quando mi alzo in piedi e con le mani mi strofino il sedere ormai ghiacciato, sento che il significato del mondo mi è un po’ più vicino.

A volte ho addirittura la certezza che non ci sia una grandissima differenza tra i processi vitali che avvengono sotto la mia pelle e tutto ciò che si estende all’infinito davanti ai miei occhi.

Sia i pensieri nobili che le preoccupazioni meschine, tutto esiste alla stessa stregua di quella vista, con semplicità, ma anche secondo un ordine ben stabilito. E noi, trepidando, capiamo che al di là di quel mondo visibile, ne esiste un altro, molto, molto più grande.

Semplicemente fissando la corrente del fiume, senza bisogno di fare nient’altro, ho l’impressione di uscirne arricchita.

Tutto quello che mi riesce di vedere sulle sue rive trasmette energia al mio corpo e alla mia anima e avverto la sensazione fisica di ricaricarmi. I sassi, il colore del cielo, le luci delle case, le auto e le altre cose in lontananza, il vigore delle attività umane, il colore dell’erba, le piccole creature viventi, le nuvole enormi che si rincorrono all’orizzonte, quel suono flebile che risuona nelle orecchie… forse tutti quelli che come me in qualsiasi angolo della Terra riescono a trarre dall’ambiente quel tipo di conforto, speciale e ordinario insieme, si rendono conto di vivere questo mondo.

 

 

 

Se non si riesce a vedere da angolazioni diverse anche nelle pieghe più profonde del carattere dell’altro, si cade nella trappola della ‘storia esemplare’ e ci si auto convince di avere trovato un confidente fuori dall’ordinario.

 

 

 

Si trattava di una sorta di stato patologico in cui ero precipitata subito dopo essere rimasta sola. Durante la giornata non vedevo nessuno, prima di andare a letto, però, avevo la testa piena di facce e di voci. Non facevo nessun tipo di attività fisica, eppure mi sentivo stremata. I momenti di silenzio erano molto duri da sopportare, la musica però mi riportava alla mente troppi ricordi. I programmi televisivi, invece, più erano stupidi, più era facile seguirli. In quei frangenti diventavo come un insetto praticamente senza cervello, con il corpo a imbuto e gli occhi incollati allo schermo. Avevo così poche forze da credere che quello pseudo attività, piuttosto che starmene a letto al buio, fosse già un successo.

 

 

 

L’insieme delle emozioni di quel momento non lo si sarebbe potuto descrivere soltanto con il termine "felicità". La mia consapevolezza di essere viva, ormai, aveva raggiunto un’estensione infinita.

 

 

 

Che strano. Ero stata giù di morale tutta la giornata, ma quando si era fatta sera il mio umore era mutato. Esposto alla luce del tramonto che si avvicinava sempre più, era cambiato senza che me ne rendessi conto. Come quando ci si sveglia al mattino e ci si sente rinfrancati. Come quando la notte diluvia e l’aria si purifica. Una cosa del genere.

Davanti alla natura sentivo quello che provavo dopo avere fatto del buon sesso. Trascinata dalla sua energia incommensurabile, intravedevo qua e là delle forme sensuali, quasi celate: i boccioli cilindrici dei fiori di ciliegio, le linee rette delle foglie di giunco, le spirali dei mulinelli che si formavano nell’acqua intorno ai sassi. La sola vista di ciò bastava a farti provare un piacere fisico.

 

 

 

Pensai che la gentilezza disinteressata delle persone, le loro parole spassionate, fossero come un abito di piume. Avvolta da quel tepore, finalmente libera dal peso che mi aveva oppresso fino a quel momento, la mia anima stava fluttuando nell’aria con grande gioia.

 

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