Una poesia al giorno toglie la reclusione di torno: Hikmet (8)

 

Amo l’azione, amo il pensiero, amo la mia lotta

 

 

 

Il mattino

 

Ti svegli

Dove sei?

A casa.

Non hai potuto ancora abituarti:

al tuo risveglio

trovarti a casa.

Ecco quel che ti lasciano

tredici anni di carcere.

 

Chi c’è nel letto, accanto a te?

Non è la solitudine, è tua moglie.

Dorme coi pugni chiusi, come un angelo.

Le dona, essere incinta.

Che ore sono?

Le otto.

Possiamo dunque star tranquilli

fino a sera.

E’ l’uso,

la polizia non fa irruzione in pieno giorno.

 

(Nazim Hikmet)

 

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