Una poesia al giorno toglie la sobrietà di torno: Baudelaire (5)

 

Lo zampillo

 

Sono stanchi, mia povera amante,

 

i tuoi begli occhi! Rimani così

 

senza riaprirli, indefinitivamente

 

nella languida posa abbandonata

 

come il piacere ti ha lasciata.

 

Nel cortile lo zampillo che mormora

 

e non sta zitto nè notte nè giorno,

 

intrattiene dolcemente l’estasi

 

in cui stasera l’amore mi ha immerso.

 

 

 

Il getto sbocciato

 

in mille fiori

 

che accende Febea

 

dei suoi colori

 

in pioggia fluente

 

di lacrime scende.

 

 

 

Così la tua anima incendiata

 

dal lampo ardente delle voluttà

 

si lancia e si precipita impavida

 

verso i grandi cieli incantati.

 

Poi ricade e morendo s’effonde

 

in un fiotto di triste languore

 

che per un invisibile pendio

 

scende fino in fondo al mio cuore.

 

 

 

Il getto sbocciato

 

in mille fiori

 

che accende Fedea

 

dei suoi colori

 

in pioggia fluente

 

di lacrime scende.

 

 

 

O tu che la notte fai così bella,

 

come mi è dolce, proteso sui tuoi seni,

 

ascoltare il lamento interminabile

 

che singhiozza nelle fontane.

 

Luna, acqua sonora, notte amica,

 

alberi che stormite tutt’intorno,

 

la vostra pura malinconia

 

è lo specchio del mio amore.

 

 

 

Il getto sbocciato

 

in mille fiori

 

dei suoi colori

 

in pioggia fluente

 

di lacrime scende.

 

(Charles Baudelaire)

 

Questa voce è stata pubblicata in Poesie. Contrassegna il permalink.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...