Una poesia al giorno toglie la sobrietà di torno: Baudelaire (6)

 

Conversazione

 

Tu sei un bel cielo d’autunno, chiaro e rosa. Ma la tristezza

monta in me come il mare e lascia, rifluendo, sul mio

labbro corrucciato, il ricordo cocente del suo fango amaro.

 

La tua mano scivola invano sul mio petto che si strugge;

ciò che cerca, amica, è un luogo devastato dall’unghia

e dal dente feroce della donna – Non cercare più il mio cuore: le belve

l’hanno divorato.

 

Il mio cuore è un palazzo lordato dalla folla: ci si ubriaca,

ci si ammazza, ci si tira per i capelli. Un profumo

ondeggia attorno al tuo seno nudo.

 

Beltà, dura frusta delle anime, tu lo vuoi. Con i tuoi

occhi di fuoco, splendenti come feste, tu bruci i brandelli

che le belve han risparmiato.

 

(Charles Baudelaire)

 

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