Una poesia al giorno toglie l’oscurità di torno: García Lorca (2)

 

Il madrigale appassionato

 

Vorrei restare nelle tue labbra

Per estinguermi nella neve

Dei tuoi denti.

 

Vorrei restare nel tuo petto

Per dissolvermi in sangue.

 

Vorrei fra i tuoi capelli

D’oro per sempre sognare,

Che il cuore si facesse

Tomba del mio che soffre,

Che la mia carne fosse la tua carne,

Che la mia fronte fosse la tua fronte.

 

Vorrei che l’intera anima mia

Entrasse nel tuo corpo minuto,

Ed essere io il tuo pensiero,

Ed essere io la tua veste bianca,

Perché tu t’innamori di me

Con passione così ardente

Da consumarti mentre mi cerchi

Senza ormai più potermi trovare.

 

Perché tu te ne vada gridando

Il mio nome verso i tramonti,

Domandando di me all’acqua,

Bevendo triste le amarezze

Disseminate lungo il sentiero

Dal mio cuore nell’amarti.

 

E intanto io penetrerò

Nel tuo dolce e fragile corpo,

Divenendo, oh donna, te stessa,

E restando per sempre in te,

Mentre tu invano mi cercherai

Da Oriente fino a Occidente,

Finché in ultimo, ci arderà

La grigia fiamma della morte.

 

(Federico García Lorca)

 

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