101 domande per il No B Day

 

Fonte: http://lerane.wordpress.com/2009/12/02/caro-papi-natale-2/

 

 

 

E’ on line Caro Papi Natale, l’instant book per il No B Day con le 101 domande del popolo della rete al Reticente del Consiglio. Scaricalo e fallo girare. Qui sotto c’è l’introduzione al libro e i link sia al testo completo che alle 100 domande + domandone finale.

Caro Papi Natale,

anche quest’anno non ho assunto stallieri, non ho subìto 106 processi, non sono stata nella dacia di Putin e nemmeno nella escort di Tarantini, non ho avuto Capezzone come portavoce, non ho costruito il Ponte sullo Stretto, il Mose e quattro centrali nucleari (se è per quello nemmeno Lei), non ho fatto lifting e tricotrapianti, non ho sei tv, non mi sono iscritta alla P2, non ho pagato tangenti, non ho evaso il fisco e non me ne faccio nulla di scudo fiscale, lodo, processo breve, legittimo impedimento e immunità parlamentare, non ho creato un milione di posti di lavoro (intendeva dire in meno?), non ho raccomandato veline e piazzato velinari alla direzione del Tg1, non ho tagliato le tasse (Lei invece sì?), non ho corrotto avvocati e non ho 100 avvocati, non sono perseguitata dalle toghe rosse, dalla stampa rossa e dalle rosse, non ho fondato un partito insieme a Dell’Utri (che è un organizzatore di primo grado), non ho tenuto minorenni sulle ginocchia, non sono stata unta dal signore, non mi sono fatta da sola e non mi sono fatta neanche in compagnia, non ho palpato operaie russe, non ho fatto le corna a una foto di gruppo (a dire il vero sì, ma era in terza elementare!), non sono stata la migliore statista italiana degli ultimi 150 anni, non ho fatto sesso tre ore a notte (purtroppo) e non ho cantato con Apicella (per fortuna), non ho lanciato editti bulgari, non ho nominato Bondi ministro, non ho messo la Carfagna alle Papi Opportunità dopo un esame scritto (il calendario?) e la Gelmini all’Istruzione dopo un esame orale (…), non ho rischiato di vincere il Nobel per la Pace (perché, Lei sì?), non ho una squadra di calcio e non prendo a calci la Costituzione…

Non voglio tediarLa oltre: lo so, sono stata una buona a nulla. E non avendo fatto e detto tutto quello che ha fatto e detto Lei non posso aspirare non dico alla Presidenza del Consiglio, ma nemmeno a un posticino di assessore al municipio di Baranzate. Però, siccome Lei è buono, mi permetto comunque di chiederle un regalo per Natale. Qui ci sono 101 domande per Lei. Risponda! Permetterà (forse) a me e a noi tutti di capire come ha fatto a diventare Silvio Berlusconi e come l’Italia possa essersi consegnata a Lei!

(clicca qui per scaricare la versione integrale del libro Caro Papi Natale, con gli interventi di Bossi, Feltri, Belpietro Vespa e Minzolini, oppure clicca qui per andare direttamente alle 101 domande. E fai girare il più possibile in rete le domande a Berlusconi)

Caro Papi Natale, 101 domande al Reticente del Consiglio

 

Domande 1-20 Papino. Il cantante, le scope elettriche, il miracolo italiano

1 Lei vendeva scope elettriche porta a porta e poi, improvvisamente, ha creato un impero immobiliare. Ci può dire il numero esatto di scope elettriche che ha venduto per riuscire a mettere da parte i soldi necessari alla costruzione di Milano2?

2 La sua prima azienda, la Edilnord spa, la fonda nel 1963 e vede tra i suoi soci Carlo Rasini (titolare dell’omonima banca in cui lavorava Suo padre) e il commercialista svizzero Renzo Rezzonico che Le fornisce il denaro attraverso la finanziaria svizzera Finanzierungsgesellschaft für Residenzen AG di Lugano. Gli anonimi capitali della finanziaria svizzera vengono in parte depositati presso l’International Bank di Zurigo, quindi arrivano alla Edilnord attraverso la Banca Rasini. E’ frutto solo di una singolare coincidenza il fatto che la Banca Rasini, stando alle dichiarazioni di Michele Sindona, fosse la banca milanese della mafia e che tra i suoi clienti più illustri avesse Pippo Calò, Totò Riina, Bernardo Provenzano?

3 Da dove deriva l’ottimismo che spinge una banca e una finanziaria elvetica a mettere nelle mani di un giovane di 27 anni, che fino a quel momento aveva accumulato solo lavoretti saltuari senza realizzare niente di economicamente rilevante o interessante, cospicue somme di denaro?

4 Il 26 settembre 1968 la sua società – l’Edilnord Sas – acquista dal conte Bonzi l’area dove Lei costruirà il quartiere di Milano2. Lei pagò l’area circa 4.250 lire al metro quadrato, per un totale di oltre 3 miliardi. Questa somma, nel 1968 quando lei aveva appena 32 anni e nessun patrimonio familiare alle spalle, è di enorme portata (oggi equivarrebbe a oltre 25 milioni di euro). Dopo l’acquisto Lei aprì un gigantesco cantiere edilizio, il cui costo arriverà a sfiorare 500 milioni al giorno, che in circa 5 anni porterà all’edificazione di Milano2. Gli oltre 30 miliardi per comprare l’area, chi glieli diede? Che garanzie offrì e a chi per ricevere tale ingentissimo credito? Chi Le fornì il denaro per avviare e portare a conclusione il supercantiere?

5 Perché dalla costruzione di Milano2 in avanti, e fino al 1975, tutte le Sue società saranno coperte da una selva di sigle e di prestanome?

6 Sempre relativamente ai Suoi esordi immobiliari può chiarire il ruolo svolto dalle misteriose finanziarie svizzere – amministrate dall’avvocato di Lugano Renzo Rezzonico – che le hanno elargito capitali a piene mani per sostenere le sue attività? Chi c’era dietro? Di chi erano i soldi? Da dove arrivavano? Perché e in cambio di cosa hanno affidato proprio a Lei somme estremamente cospicue? Perché i soliti suoi detrattori parlano di riciclaggio di denaro e addirittura di mafia?

7 Nel 1973 acquista da Annamaria Casati Stampa di Soncino, ereditiera minorenne e orfana dal 1970, la settecentesca Villa di Arcore, con quadri d’autore, parco di un milione di metri quadrati, campi da tennis, maneggio, scuderie, due piscine, centinaia di ettari di terreni. La Casati è assistita da un tutore, l’avvocato Cesare Previti, che è pure un Suo amico, figlio di un suo prestanome (il padre Umberto) e dirigente di una società del gruppo (la Immobiliare Idra). Grazie alla fortunata coincidenza, Lei riesce a pagare la favolosa villa con annessi e connessi circa 500 milioni di lire: un prezzo irrisorio. E, per giunta, non in contanti, ma in azioni di alcune società immobiliari non quotate in borsa, così che, quando la ragazza si trasferisce in Brasile e tenta di monetizzare i titoli, si ritrova con una carrettata di carta straccia. A questo punto, Lei e Previti vi offrite generosamente di ricomprare le azioni, ma alla metà del prezzo inizialmente pattuito. Alla bambina Annamaria Casati Stampa di Soncino avete rubato anche le caramelle?

8 Il 2 febbraio 1973 Lei fonda un’altra società, la Italcantieri Srl. Il 18 luglio 1975 questa sua piccola impresa diventa una Spa con un aumento di capitale a 500 milioni. In seguito, quei 500 milioni diventeranno 2 miliardi e lei farà in modo di emettere anche un prestito obbligazionario per altri 2 miliardi. Il denaro in contanti per queste operazioni finanziarie chi glielo diede?

9 Il 22 maggio 1974 la sua società Edilnord Centri Residenziali Sas compie un aumento di capitale che così arrivò a 600 milioni di lire (circa 2 milioni di euro di oggi). Il 22 luglio 1975 la medesima società esegue un altro aumento di capitale passando dai suddetti 600 milioni a 2 miliardi di lire. Da dove e da chi sono arrivati queste forti somme di denaro in contanti?

10 Nel 1974 nasce la Immobiliare San Martino, amministrata da Marcello Dell’Utri e capitalizzata da due fiduciarie del parabancario Bnl: la Servizio Italia (diretta dal piduista Gianfranco Graziadei) e la Saf (Società Azionaria Finanziaria, rappresentata da un prestanome cecoslovacco, Frederick Pollack, nato addirittura nel 1887). A vario titolo e con vari sistemi e prestanome, figlieranno una miriade di società legate a Lei e ai suoi cari: a cominciare dalle decine di “Holding Italiana” che controllano il gruppo Fininvest. Secondo il dirigente della Banca d’Italia Francesco Giuffrida e il sottufficiale della Guardia di Finanza Giuseppe Ciuro (consulenti tecnici della Procura di Palermo al processo contro Marcello Dell’Utri per concorso esterno in associazione mafiosa) queste finanziarie hanno ricevuto fra il 1978 e il 1985 almeno 113 miliardi (pari a 502 miliardi di lire e 250 milioni di euro di oggi), in parte addirittura in contanti e in assegni mascherati, dei quali si ignora la provenienza. La Procura di Palermo sostiene che sono i capitali mafiosi investiti nel Biscione dalle cosche legate al boss Stefano Bontate. Un suo consulente tecnico, il professor Paolo Jovenitti, ammette l’anomalia e l’incomprensibilità di alcune operazioni dell’epoca. Può chiarire Lei dov’è l’anomalia?

11 La Fininvest nasce in due tappe. Partiamo dalle seconda: l’8 giugno 1978 lei fonda a Roma la Finanziaria d’Investimento Srl – in sigla Fininvest – dotandola di un capitale di 20 milioni di lire e di un amministratore che rispondeva al nome di Umberto Previti, padre di Cesare. Il 30 giugno 1978 il capitale sociale di questa sua creatura viene portato a 50 milioni, il 7 dicembre 1978 a 18 miliardi. In 6 mesi, quindi, Lei passa dall’avere avuto in tasca 20 milioni per fondare la Fininvest Srl a Roma, a 18 miliardi. Come ci è riuscito?

12 La Fininvest, che fino al luglio del 1979 non ha nemmeno un dipendente, con tutti quei soldi in cassa, viene trasferita a Milano. Poco prima, il 26 gennaio 1979, era stata fusa con un’altra sua società dall’identico nome: la Fininvest Spa di Milano, anch’essa fondata a Roma il 21 marzo del 1975 come Srl, l’11 novembre dello stesso anno trasformata in Spa con 2 miliardi di capitale, e quindi trasferita nel capoluogo lombardo. Dopo la fusione il capitale sociale verrà ulteriormente aumentato a 52 miliardi. Anche in questo caso potrebbe fornire nomi e cognomi degli amici che le hanno consentito questi straordinari aumenti di capitale?

13 Perché il capitale Fininvest è stato affidato a decine di “Holding Italiane”? In passato Lei ha spiegato che la ragione di tale castello societario sta nell’aver inventato un meccanismo per pagare meno tasse allo Stato e che l’inventore del marchingegno finanziario fu Previti. Dunque voleva solo pagare un po’ meno tasse. Però può spiegare perché parte dei suoi capitali transitarono nella società fiduciaria denominata ParMaFid, fondata da due commercialisti (Roberto Massimo Filippa e Michela Patrizia Natalini) e domiciliata in via Sant’Orsola 3 a Milano? Risulta infatti che quote diverse delle suddette Holding siano state intestate da Lei alla ParMaFid. Nel dettaglio: il 10% della Holding Italiana Seconda, Terza, Quarta, Quinta, Ventunesima e Ventiduesima, più il 49% della Holding Italiana Prima, la quale – in un perfetto gioco di scatole cinesi – a sua volta detiene il 100% del capitale della Holding Italiana Sesta e Settima e il 51% della Holding Italiana Ventiduesima. Potrebbe chiarire per conto di chi la ParMaFid ha gestito questa grande fetta del Gruppo Fininvest e perché decise di affidare proprio a questa società tale immensa fortuna?

14 La ParMaFid è la medesima società fiduciaria che ha gestito esattamente nello stesso periodo tutti i beni di Antonio Virgilio. Lei è conoscenza del fatto che Virgilio è stato uno dei principali riciclatori di Cosa Nostra, lavorando al servizio dei clan di Giuseppe e Alfredo Bono, Salvatore Enea, Gaetano Fidanzati, Gaetano Carollo, Carmelo Gaeta e altri boss di area corleonese e non, attivi nel traffico di stupefacenti e nei sequestri di persona?

15 A chi finivano gli utili della Fininvest relativi alle quote delle Holding in mano alla ParMaFid? Per conto di chi la ParMaFid incassava i dividendi e gestiva le quote in suo possesso? Chi erano i Suoi soci nascosti nella fiduciaria di via Sant’Orsola 3?

16 Il 24 ottobre 1979 Lei riceve la visita di tre ufficiali della Guardia di Finanza nella sede dell’Edilnord Cantieri Residenziali. Si spaccia per un “un semplice consulente esterno” addetto “alla progettazione di Milano2”. In realtà è il proprietario unico della società, intestata a Umberto Previti. Ma i militari abboccano e chiudono in tutta fretta l’ispezione, sebbene abbiano riscontrato più di un’anomalia nei rapporti con i misteriosi soci svizzeri. Faranno carriera tutti e tre. Si chiamano Massimo Maria Berruti, Salvatore Gallo e Alberto Corrado. Berruti, il capopattuglia, lascerà le Fiamme Gialle pochi mesi dopo per andare a lavorare per la Fininvest come avvocato d’affari (società estere, contratti dei calciatori del Milan, e così via). Arrestato nel 1985 nello scandalo Icomec (e poi assolto), tornerà in carcere nel 1994 insieme a Corrado per i depistaggi nell’inchiesta sulle mazzette alla Guardia di Finanza, poi verrà eletto deputato per Forza Italia e condannato in primo e secondo grado a 8 mesi di reclusione per favoreggiamento. Gallo risulterà iscritto alla loggia P2. Pensa che siano vittime della persecuzione delle toghe rosse?

17 Sul finire del 1979 incarica Adriano Galliani di girare l’Italia per acquistare frequenze tivù. Adriano Galliani, chissà perché, inizia dal Sud, dalla Sicilia, il tour per garantire il controllo di diverse emittenti. Sull’isola entra in società con i fratelli Inzaranto di Misilmeri (frazione di Palermo) nella loro Retesicilia Srl, che dal 13 novembre 1980 vedrà nel proprio consiglio di amministrazione Galliani in persona a fianco di Antonio Inzaranto. Lo sa che all’epoca Giuseppe Inzaranto, fratello di Antonio nonché suo partner, è marito della nipote prediletta di Tommaso Buscetta, super boss che nel ‘79 è ancora braccio destro di Pippo Calò e amico intimo di Stefano Bontate, il capo dei capi della mafia siciliana?

18 Trova che sia un’altra singolare coincidenza il fatto che Misilmeri sia il luogo d’origine dei soci siciliani della nobile famiglia Rasini che assieme alla famiglia Azzaretto fondò nel 1955 la Banca Rasini di Milano?

19 Suo padre Luigi Berlusconi, funzionario della Banca Rasini, le ha mai parlato di Giuseppe Azzaretto e di suo figlio, Dario Azzaretto, che erano – con i Rasini – i suoi diretti superiori?

20 Marcello Dell’Utri è uno dei padri di Forza Italia. Lei, anche alla luce della condanna in primo grado di Dell’Utri per concorso esterno in associazione mafiosa, ritiene di poter escludere infiltrazioni di Cosa Nostra nel suo partito?

 

Domande 21-40. Chi ha incastrato Papi Rabbit: la teoria dell’eterno complotto

21 Lei ha parlato di un progetto eversivo che la minaccia. Può garantire di non aver usato né di voler usare intelligence e polizie contro testimoni, magistrati, giornalisti?

22 Ma Lei si prende sul serio quando sostiene che c’è un complotto internazionale contro di Lei?

23 Il disegno di legge sul processo breve presentato da Pdl e Lega s’intitola Misure per la tutela del cittadino contro la durata indeterminata dei processi. Perché un titolo così neutro? Non sarebbe stato meglio mettere direttamente nome e cognome di quel cittadino?

24 Continua a sostenere che l’accanimento giudiziario nei suoi confronti è iniziato soltanto dopo la sua discesa in campo. Come mai siamo convinti che le inchieste su Fininvest abbiano preceduto la sua discesa in campo?

25 Si era detto pronto a lasciare la vita politica se verrà dimostrato un rapporto mio o della Fininvest o di una società del gruppo col signor Bettino Craxi, diverso da quello della pura amicizia! L’amicizia con Bettino era forte al punto da riuscire a ottenere da lui ben due “decreti Berlusconi”, per salvare le tv finite sotto inchiesta e minacciate di sequestro dai magistrati?

26 La Corte di Cassazione, confermando la prescrizione del reato di finanziamento illecito nel processo sulla sua società off-shore All Iberian, ha ritenuto che Lei versò illegalmente a Bettino Craxi, tra il 1990 e il 1992, ben 21 miliardi estero su estero. Un prestito tra cari amici? Glieli ha mai restituiti? O ha saldato il debito con un invito a cena ad Hammamet?

27 Lei ha dichiarato che Publitalia non ha mai emesso fatture false. Per quale motivo, allora, i massimi dirigenti di Publitalia, a partire dal presidente fondatore Marcello Dell’Utri, hanno patteggiato condanne per decine di miliardi di false fatture e frodi fiscali?

28 Sa qualcosa in merito agli omicidi mafiosi di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino?

29 Come ha fatto a far cambiare idea a Umberto Bossi che, fino al 1999, la definiva mafioso?

30 I parlamentari per Lei sono inutili. Sono un po’ meno inutili quando approvano le leggi ad personam?

31 Lei stesso afferma di essere stato sottoposto a ben 106 processi. Lasciamo stare le leggi civili e penali e affidiamoci solo alla legge dei grandi numeri: non crede che qualche accusa a sua carico potrebbe essere fondata?

32 Cosa le ricorda il numero 1816? E’ il numero della sua tessera di affiliazione alla P2?

33 Al Tribunale ha dichiarato: non ricordo la data della mia iscrizione alla P2, ricordo comunque che è di poco anteriore allo scandalo. Non ho mai pagato una quota di iscrizione, né mi è stata richiesta. Allora perché in quel processo è stato condannato per falsa testimonianza?

34 Non trova che diverse sue scelte di Governo tendano casualmente a combaciare con gli obiettivi della P2?

35 Il suo legale, Niccolò Ghedini, ha detto che Lei non può partecipare ai processi perché la presenza in aula le sottrarrebbe troppo tempo. Non potrebbe recuperare ore preziose rinunciando alle telefonate in cui raccomanda veline alla Rai, alle cantate con Apicella, alle partite del Milan, alle feste di compleanno delle 18enni, ai Topolanek-party…?

36 Come mai Lei, Gianni Letta e Angelino Alfano siete andati a cena con Luigi Mazzella e Paolo M. Napolitano – giudici della Consulta – prima che la Corte Costituzionale si pronunciasse sul Lodo Alfano?

37 Se lei avesse saputo che, prima della sentenza Mills, Antonio Di Pietro e Dario Franceschini erano stati a cena dalla giudice Gandus cosa avrebbe fatto e detto?

38 Il giorno della sentenza Mills ha detto che quando troverà un po’ di tempo riferirà in Parlamento. Quando troverà un po’ di tempo?

39 Sono responsabile di molta sofferenza. Vivo in uno stato di tormento, ho lasciato un’eredità di vergogna. Sono le parole di Bernard Madoff, prima della condanna a 150 anni di carcere per una delle più grandi frodi finanziarie della storia. Non pensa che se avesse vissuto e operato negli Stati Uniti quelle parole potrebbe averle pronunciate Lei.

40 Perché non ha approvato il lodo Alfano subito, nel 1994? Lei si salvava e non rompeva le scatole al Paese con le leggi su falso in bilancio, bancarotta fraudolenta, intercettazioni, scudo fiscale…

 

Domande 41-60. Il Papi quotidiano: i complicati rapporti tra Cav e stampa

41 Ha più volte ribadito che tutte le accuse dei media nei suoi confronti sono solo spazzatura. A che categoria merceologica appartiene, invece, il materiale che il Giornale di sua proprietà ha pubblicato e che ha portato alle dimissioni di Paolo Boffo, direttore di Avvenire?

42 Ha definito la stampa estera sotto-tappeto della sinistra italiana. Pensa davvero che la il Pd sia in grado di orientare gli editoriali di Le Monde, New York Times, Financial Times o Daily Telegraph?

43 Lei ha detto che l’assenza di libertà di stampa in Italia è una barzelletta della minoranza comunista e cattocomunista, che detiene la proprietà del 90% dei giornali. Può aiutarci a fare i conti per bene e a capire dove sta questo 90% di quotidiani comunisti e cattocomunisti?

44 Sulla scorta della sua grande esperienza nelle tv e nei giornali potrebbe definire di sinistra e antigovernative le seguenti testate: Rai1, Rai2, Rete4, Italia1, Canale5, Il Tempo, Il Giornale, Il Foglio, Libero, Il Mattino, Il Sole 24 Ore, La Padania, Il Secolo d’Italia…?

45 Ricorda il cosiddetto editto bulgaro dell’aprile 2002? Disse: L’uso che Biagi… Come si chiama quell’altro? Santoro… Ma l’altro? Luttazzi, hanno fatto della televisione pubblica, pagata coi soldi di tutti, è un uso criminoso. E io credo che sia un preciso dovere da parte della nuova dirigenza di non permettere più che questo avvenga? Secondo Lei come mai, dopo quella dichiarazione, la Rai cacciò Biagi, Santoro e Luttazzi?

46 A dicembre dell’anno scorso, in pubblico, si sfogò contro alcuni giornali critici nei suoi confronti sul caso Sky. I giornali mi hanno attaccato in modo indegno, La Stampa, il Corriere. Ma che vergogna! I direttori, tutti dovrebbero andare a casa. E’ stata una coincidenza che, nel giro di breve, La Stampa e il Corriere della Sera abbiano cambiato direttore?

47 Fino a prova contraria era Lei che andava a puttane. Allora perché accusa la stampa straniera di sputtanare l’Italia imbeccata da giornali italiani?

48 Riferendosi alle esternazioni di Marco Travaglio ad Anno Zero ha accusato questa tv pubblica di essere indegna di un Paese civile. Cos’è degno di un Paese civile? Il Grande Fratello? L’Isola dei Famosi? La Fattoria?

49 Siamo d’accordo con Lei: Anno Zero è di sinistra e va in onda una volta a settimana. Non pensa che sia abbondantemente controbilanciato da Porta a Porta, che va in onda tutti i giorni?

50 A proposito di tv pubblica: come mai circola questa grossa bugia che sarebbe stato Lei a imporre Augusto Minzolini alla direzione del Tg1? E’ il Presidente del Consiglio a scegliere i direttori dei telegiornali?

51 Vede mai il Tg4 di Emilio Fede?

52 Come giudica la multa Ue di alcune centinaia di migliaia di euro che il nostro Paese, ovvero le nostre tasse, paga giornalmente per consentire alla sua Rete4 di occupare le frequenze di Europa7?

53 Sa spiegarsi spiegare perché il direttore del Tg1, Augusto Minzolini, ha fatto solo editoriali che la difendono? E come mai il Tg1 ha trattato con dovizia di particolari il caso Marrazzo, mentre lo stesso Minzolini aveva dichiarato in diretta sulla rete ammiraglia di avere scelto una posizione prudente sull’ultimo gossip del momento: le famose cene, feste o chiamatele come vi pare, nelle dimore private di Silvio Berlusconi?

54 Un’intercettazione telefonica riporta un suo dialogo con Agostino Saccà. Chiede al manager Rai di far lavorare Evelina Manna e Elena Russo. Ricorda quante veline ha raccomandato e perché?

55 Gira la voce che agli inizi della sua scalata tv Lei avesse trovato il modo di taroccare i dati Auditel. A chi aveva in casa il rilevatori d’ascolti pare che Lei promettesse megatelevisori in cambio dell’impegno a tenere il vecchio apparecchio acceso fisso sui suoi canali. Si tratta di una leggenda metropolitana?

56 Il Tribunale Civile di Milano ha condannato a risarcire le spese processuali un cittadino che l’aveva citata in giudizio per non aver rispettato il contratto con gli italiani in quanto “le dichiarazioni resa da Silvio Berlusconi nel contratto con gli italiani non hanno valore contrattuale”. Premesso questo, secondo Lei perché Bruno Vespa, che sapeva che quel

documento era carta straccia, si è volentieri prestato al gioco?

57 Può spiegare la sua possibilità di tenere sotto controllo la maggior parte dei mass media mentre è il Presidente del Consiglio? La nostra libertà d’informazione dove l’ha messa?

58 Giuseppe Ciarrapico, senatore Pdl, ha 5 condanne definitive per sfruttamento di lavoro minorile, per ricettazione fallimentare (3 anni), per bancarotta fraudolenta (4 anni e 6 mesi), per truffa pluriaggravata (1 anno e 8 mesi), per falso in bilancio e truffa (1 anno). Cosa l’ha spinta a ritenere necessaria la presenza di Ciarrapico in Parlamento? Forse il suo ruolo di editore di una serie di giornali locali?

59 E’ fiero di aver finanziato coi soldi pubblici il flop del film Barbarossa solo per fare un regalo a Bossi?

60 Indro Montanelli La conosceva bene e di Lei diceva: Silvio Berlusconi è un mentitore professionale: mente a tutti, sempre anche a se stesso, al punto da credere alle sue stesse menzogne. Ma dai? Ma davvero ci crede anche Lei?

 

Domande 61-80. Il Pap(p)one: Noemi, Sabina Began e altre veline

61 Qual è la ragione che l’ha costretta a non dire la verità per due mesi, fornendo quattro versioni diverse sulle circostanze in cui ha conosciuto la famiglia Letizia?

62 E’ vero che ha promesso a Noemi di favorire la sua carriera nello spettacolo o in politica?

63 Veronica Lario ha detto che lei frequenta minorenni. Ce ne sono altre che incontra o “alleva”?

64 Sua moglie dice che “non sta bene” e che andrebbe aiutato. Quali sono le sue condizioni di salute?

65 Non trova grave che lei abbia ricompensato con candidature e promesse di responsabilità le ragazze che la chiamano papi?

66 Si è intrattenuto con una prostituta la notte del 4 novembre 2008. Sono decine le squillo secondo le indagini, condotte nelle sue residenze. Sapeva fossero prostitute?

67 E’ capitato che voli di Stato senza la sua presenza a bordo, abbiano condotto nelle sue residenze le ospiti delle sue festicciole?

68 Può dirsi certo che le sue frequentazioni non abbiano compromesso gli affari di Stato? Può rassicurare il Paese che nessuna donna, sua ospite, abbia oggi in mano armi di ricatto?

69 Le sue condotte sono in contraddizione con le sue politiche: lei oggi potrebbe ancora partecipare al Family Day o firmare una legge che punisce il cliente di una prostituta?

70 Una delle partecipanti alle sue feste ha affermato che diverse ragazze dell’Est avrebbero bazzicato Villa Certosa. Bossi ne era al corrente? Avevano tutte il permesso di soggiorno?

71 Secondo l’avvocato Ghedini lei è solo l’utilizzatore finale. In che rapporti è con il pappone iniziale?

72 Secondo Lei se Osama Bin Laden si tagliasse la barba, comprasse una parrucca bionda e indossasse un paio di tette finte riuscirebbe a intrufolarsi a Palazzo Grazioli?

73 Vista la sua intensa vita privata, come mai è sempre così teso e nervoso? C’è qualcosa che non ha funzionato e le ha impedito di rilassarsi adeguatamente nei momenti opportuni?

74 Ha dichiarato che le foto scattate a Villa Certosa riprendono situazioni del tutto innocenti. In particolare si riferisce forse alle dimensioni del “billo” di Topolanek?

75 Lei ha detto di non sapere niente delle ragazze pagate per gli appuntamenti a casa sua. Si rende conto che se un premier non è capace di capire cosa accade a casa sua difficilmente può capire cosa succede in una nazione?

76 Cialis, Viagra o tecnologia?

77 Sono parole sue: mi bastano tre ore di sonno e poi posso far l’amore per altre tre ore. A 73 anni? Sarebbe disposto a sottoporsi a un bell’esame antidoping?

78 Roberto Benigni diceva: ha giurato una volta sulla testa dei figli e non è successo niente, ha giurato un’altra volta sulla testa dei figli e non è successo ancora niente. Di chi sono i suoi figli?

79 Perché con tutti i soldi che ha le libere professioniste non le ricompensava in contanti invece di candidarle a destra e a manca o di nominarle ministre?

80 Può spiegarci le particolari abilità e competenze che l’hanno spinta ad assegnare alla Gelmini il dicastero dell’Istruzione e alla Carfagna le Pari Opportunità.

 

Domande 81-100. Il Papocchio: interrogativi sfusi

81 Una domanda semplice semplice: se Lei fosse al mio posto cosa penserebbe di se stesso?

82 Lei è sulla scena politica dal 1994: pensa che in questi 15 anni, grazie a Lei, la situazione economica e sociale del Paese sia migliorata?

83 Non ritiene che le alte cariche istituzionali di un Paese debbano avere e seguire, in pubblico e in privato, alti valori etici e morali?

84 Perché ce l’ha tanto coi comunisti? In Italia non hanno mai fatto niente contro di Lei, nemmeno una leggina piccola piccola come il conflitto di interessi?

85 Self made man. Ma Craxi non le ha dato nemmeno un piccolo aiutino?

86 Lei è stato il miglior statista italiano degli ultimi 150 anni. Perché nell’arco di questo secolo e mezzo questa fortuna è capitata proprio a noi?

87 Aveva promesso che avrebbe passato tutto il mese di agosto a L’Aquila? Non ha potuto mantenere l’impegno a causa di legittimi impedimenti?

88 Quanti terremotati hanno potuto usufruire della sua ospitalità nelle sue residenze, nelle sue ville e nei suoi palazzi, come aveva assicurato davanti alle telecamere?

89 La cancelliera Merkel, il premier Brown, il presidente Sarkozy hanno aumentato gli aiuti per la povertà. L’Italia li ha ridotti di 400 milioni. Perché tutti mantengono le promesse, tranne il governo italiano?

90 E’ ancora convinto che l’effetto serra e i cambiamenti climatici siano una colossale panzana?

91 Può dirci se l’inceneritore di Acerra, anziché bruciare ecoballe, ha ridotto in cenere il milione di posti di lavoro, il poliziotto di quartiere e le famose tre “i”?

92 Si è giustamente lamentato quando Franceschini ha chiesto: affidereste l’educazione dei vostri figli al premier? Può dirci, però, perché Lei affidasse tutte le mattine i suoi figli al pluriomicida mafioso Vittorio Mangano, lo stalliere di Arcore, per accompagnarli a scuola?

93 Può spiegare come mai il signor Mangano, condannato in via definitiva per mafia omicidio e spaccio internazionale di droga, una volta uscito dal carcere le ha lasciato un pacco bomba davanti casa? E può spiegare perché, parlando al telefono con Dell’Utri, ride dell’episodio, dice che è un pacco bomba fatto con amore?

94 Per Lei il mafioso Mangano era un’eroe. Lo era anche Borsellino, che fu ucciso dall’organizzazione mafiosa di cui Mangano faceva parte?

95 Onestà. Cosa le fa venire in mente questa parola?

96 Ognuno di noi ha un modello da seguire, qualcuno a cui vorrebbe somigliare. Non so… Gandhi, Mandela, un tronista di uomini e donne… Il modello che ha ispirato Lei, Cavaliere, chi è? Attenzione: modello, non modella.

97 Quanto spende, ogni mese, per collanine a farfalla, braccialetti, anelli, cavigliere e i vari regalini che porta con sé per ogni evenienza?

98 Le tombe fenicie a Villa Certosa, ci sono veramente o Lei è solo un bugiardo?

99 Ho studiato due anni a Parigi, alla Sorbona, e per mantenermi dovevo suonare e cantare nei locali della capitale. Lo ha dichiarato in un’intervista. Come mai ci risulta che Lei non ha mai studiato alla Sorbona?

100 Lei si dichiara credente. Andrà in paradiso o all’inferno?

 

Domanda 101. Il domandone finale

101 La domanda più cliccata in assoluto, l’interrogativo declinato in modi diversi ma che chiede sostanzialmente sempre la stessa cosa e, più di tutti gli altri, aspetta una risposta pronta, ferma e risoluta: Caro Onorevole Presidente del Consiglio, Cavalier Dottore Silvio Berlusconi, potrebbe per favore dirci quando ci restituirà l’Italia?

 

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