Una poesia al giorno toglie la finzione di torno: Pessoa (5)

 

È così difficile descrivere ciò che si sente quando si sente che si esiste veramente, e che l’anima è un’entità reale, che non so quali sono le parole umane con cui si possa definirlo.

 

 

 

L’Altrove

 

Andiamo via, creatura mia,

via verso l’Altrove.

Lì ci sono giorni sempre miti

e campi sempre belli.

 

La luna che splende su chi

là vaga contento e libero

ha intessuto la sua luce con le tenebre

dell’immortalità.

 

Lì si incominciano a vedere le cose,

le favole narrate sono dolci come quelle non raccontate,

là le canzoni reali-sognate sono cantate

da labbra che si possono contemplare.

 

Andiamo via, creatura mia,

via verso l’Altrove.

Lì ci sono giorni sempre miti

e campi sempre belli.

 

La luna che splende su chi

là vaga contento e libero

ha intessuto la sua luce con le tenebre

dell’immortalità.

 

Lì si incominciano a vedere le cose,

le favole narrate sono dolci come quelle non raccontate,

là le canzoni reali-sognate sono cantate

da labbra che si possono contemplare.

 

Il tempo lì è un momento d’allegria,

la vita una sete soddisfatta,

l’amore come quello di un bacio

quando quel bacio è il primo.

 

Non abbiamo bisogno di una nave, creatura mia,

ma delle nostre speranze finché saranno ancora belle,

non di rematori, ma di sfrenate fantasie.

 

Oh, andiamo a cercare l’Altrove

 

(Fernando Pessoa)

 

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