Una poesia al giorno toglie l’ombra di torno: Verlaine (2)

 

Povera gente! L’Arte non è sbriciolare la propria anima; è di marmo o no, la Venere di Milo?

 

 

 

Seguidille

 

Bruna ancora non avuta,

io ti voglio quasi nuda

sopra un sofà tutto nero

in un boudoir tutto giallo,

come s’usava nell’anno

milleottocentotrenta.

Quasi nuda e non nuda,

la tua carne intraveduta

da una nube trasparente

di merletti che si schiude,

la tua carne dove corre

la mia bocca delirante.

Ti voglio troppo ridente

e inoltre dovrai essere

imperiosa, e cattiva

e perfida e qualcosa

di più se ti piacesse,

ma così lussuriosa!

Ah, il tuo corpo nero e rosa,

di chiar di luna soffuso!

Ah, te ne prego, posa

il gomito sul mio cuore

e il tuo corpo vittorioso,

tutto il tuo corpo che adoro.

Ah, il tuo corpo, che si corichi

sull’anima mia dolorosa

e su essa si riposi

e la soffochi se può,

e se il tuo capriccio vuole,

ancora, ancora, ancora!

splendide, gloriose,

bellamente furiose,

agitate nei loro

giovani giochi focosi,

sbatti il mio orgoglio giù, sotto

quelle tue chiappe gioiose!

 

(Paul Verlaine)

 

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