Una poesia al giorno toglie il suicidio di torno: Majakovskij (11)

 

Troppo presto per cantar vittoria

 

Cerchiamo il futuro,

abbiamo percorso chilometri di strada.

Per poi

sistemarci da noi stessi in un cimitero,

schiacciati sotto i marmi dei palazzi.

Una guardia bianca,

la scovate, e al muro.

Ma Raffaello l’avete dimenticato?

Avete dimenticato Rastrelli?

È tempo

che le pallottole

risuonino sulle pareti dei musei.

Fuciliamo l’anticaglia coi pezzi da cento pollici delle nostre gole!

State seminando la morte nel campo nemico.

Che non capitiate a tiro, mercenari del capitale.

Ma lo zar Alessandro

non s’erge ancora

sulla Piazza delle insurrezioni?

Là, la dinamite!

Avete schierato cannoni lungo la radura,

sordi alle blandizie delle guardie bianche.

Ma Puskin

perché non l’avete attaccato?

E tutti gli altri

generali della classicità?

Ci siamo messi a difendere le anticaglie in nome dell’arte,

o sarà

che il dente delle rivoluzioni s’è spuntato contro le corone?

Più presto!

Dileguate il fumo sul Palazzo d’inverno,

fabbrica di maccheroni!

Per qualche giorno che abbiamo sparacchiato fucilate,

già pensiamo:

lasceremo il passato con un palmo di naso.

Ci vuol altro!

Cambiar di giacca fuori,

è poco, compagni!

Rivoltatevi di dentro!

 

(Vladimir Majakovskij)

 

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