La canzone del giorno (25): The XX

 

Please don’t say we’re done

When I’m not finished

I could give so much more

Make you feel, like never before

 

 

 

X è la ventiquattresima lettera dell’alfabeto latino. X viene usato come abbreviazione di extra nelle taglie d’abbigliamento. I raggi X sono una forma della radiazione elettromagnetica. X indica il cromosoma. X è il simbolo solitamente usato per la variabile rappresentata sull’asse orizzontale (ascissa) in geometria analitica. X in aritmetica è utilizzato come operatore di moltiplicazione per indicare il prodotto ordinario tra scalari e viene letto "per". X nelle mappe delle cacce al tesoro, indica il luogo dove è nascosto lo scrigno. X nel calcio indica il pareggio.

XX caratterizza le femmine dei mammiferi. XX è un famoso profumo. XX è il venti nel sistema di numerazione romano. XX è l’unione di due entità e di due elementi.

Ed è qui che parte l’avventura sonora dei The XX e del loro debutto XX: la semplicità di un simbolo che denota la genuina purezza di un suono elementare privo di quegli arrangiamenti eccessivi e dalle orchestrazioni pompose, che spesso mascherano i difetti e la mancanza di idee degli artisti, in cui la sezione ritmica è nel lavoro capillare della drum machine che si intromette nelle ampie pause, nei sospiri atmosferici, nelle sensazioni ovattate e nell’inerpicarsi di un climax di dolori soffusi e sognanti e l’innamorato legame di due voci, quella femminile e maschile di Romy Madley Croft e Oliver Sim, che cantano sussurrando, seducendosi languidamente, ondeggiando e scivolando lentamente tra luci e ombre, come se, tenendosi per mano, raggiungessero il culmine dell’ispirazione armonica per poi decidere di tornare indietro a ripercorrere insieme le fenditure profonde dei loro corpi in amore.

Avrei potuto tranquillamente scegliere qualsiasi brano di questo straordinario disco, i singoloni Crystalised e Basic Space o le inebrianti Shelter, Infinity e Stars, per acclamare e suscitare le medesime emozioni. Opto serenamente per la sensualità palpabile nei suoi caldi suoni di "Heart Skipped a Beat", un viaggio delicato e raffinato, con toni morbidi e virtuosi. Ma è solo un assaggio di quel che vi aspetta se per caso la variabile sconosciuta delle incognite XX entrasse nelle vostre menti…

 

 

Fonte: http://www.youtube.com/user/TheGlassTorch

 

 

 

TESTO:

 

Please don’t say we’re done

When I’m not finished

I could give so much more

Make you feel, like never before

Welcome, they said welcome to the floor

 

It’s been a while

And you’ve found someone better

But I’ve been waiting too long to give this up

The more I see, I understand

But sometimes, I still need you

 

Sometimes, I still need you [x7]

 

And I was struggling to get in

Left waiting outside your door

I was sure

You’d give me more

 

No need to come to me

When I can make it all the way to you

You made it clear

You weren’t near

Near enough for me

 

Heart skipped a beat

And when I caught it you were out of reach

But I’m sure, I’m sure

You’ve heard it before

[x4]

 

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