L’angolo del rifiuto II

 

Avvertenza: sconsiglio di leggere questo pezzo alle persone integerrime, a quelle sensibili e a Livia Turco.

 

«Un nano entra in una gelateria e si trova di fronte ad un bancone per i gelati "altissimo". Inizia allora a spiccare numerosi salti gridando: "Vorrei un gelato! Vorrei un gelato! Vorrei un gelato!". Non ottenendo alcuna risposta decide allora di aprire la porta di fianco per aggirare l’ostacolo e dall’altra parte trova un altro nano che continua a saltare chiedendo: "Che gusto vuole? Che gusto vuole? Che gusto vuole?"».

Potrebbe questa patacca di barzelletta non ricevere una risposta adeguata? Potrebbe, ma dato che siamo nell’angolo del trash la risposta ce la fornisce “Tiramisu’ la banana…(col bacio)” di Gianni Drudi, detto anche il John Giravolta del piedino romagnolo o il poeta della passera solitaria e della selva oscura, ben di più di un semplice cantante, ma autentico dispensatore di sboronaggini e menate, durevole esegeta del coinvolgimento romantico, del desiderio di affetto di preliminari e di coiti interrotti e intramontabile amante degli arrangiamenti sinfonici, della metrica e della vagina.

Tiramisu’ la banana…(col bacio) è un brano che si sporge nel panorama musicale nazionale senza timore e insicurezza, un lavoro che si ispira senza indecisioni al codice della strada, abolendo il doppio senso, a favore di un ben più pratico senso unico.

E’ un brano colorito fresco e leggiadro, come più non si potrebbe chiedere nei contenuti a metà strada tra il dolce stil novo e una puntura di calabrone tra le chiappe.

E’ un brano innovativo e rivoluzionario come pochi nel modo di interpretare gli spunti artistici e sociali, che, volenti o nolenti, subiamo, come rimanere per ore a disquisire sull’ultimo saggio di Crepet sulla carica ormonale dei babbuini arteriosclerotici serial killer.

E’ un brano divinamente prodotto, arrangiato, orchestrato, cantato raffinatamente come una cagata fatta con la porta aperta.

E’ un brano genuino ed eccentrico che guizza con audacia e intelligenza fra mille prospettive e ispirazioni, dalla beat generation al benzinaio con la patta spalancata e la pompa in mano, dal dadaismo al camionista che mentre ripara il cellulare con una supercolla riceve una chiamata dal capo e rimane con l’apparecchio attaccato all’orecchio.

E’ un brano che sorprende per l’eclettismo di un suono giovane e al tempo stesso epico, sorretto da un testo che colpisce ora per la sua leggerezza ora per il suo impegno e la sua profondità poetica tipo “Fammi un bel cono, fammi un bel cono la prima palla la voglio col bacio per la seconda palla africana voglio una palla sapor di banana” e ancora “Tiramisu’ la banana col bacio quattro leccate e poi tutto va giù….” e ancora ancora “Tira piu’ un pelo di consuelo che tre somari, due buoi e una vacca”.

E’ un brano che sprigiona tutta la sua emancipazione, rompe gli argini di ogni genere comprensibile ed è un susseguirsi di piacevoli e molteplici sapori, dal bollito misto con la mostarda allo scarico del lavandino.

E’ un brano il cui ascolto prolungato può portare indubbiamente alla paresi cerebrale.

 

 

 

Fonte: http://www.youtube.com/user/gerotex78

 

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3 risposte a L’angolo del rifiuto II

  1. Silvia ha detto:

    e dura anche tre minuti e mezzo!!!-.-

  2. valentina ha detto:

    Del meglio del nostro meglio! Pure Italian splatter! Sei un fine selezionatore di rifiuti, lo ammetto.

  3. Michele ha detto:

    La mente è della mia adorabile musa ispiratrice, io sono solo il braccio della raccolta differenziata che dà spazio all\’orrido tanfo del buongusto della razionalità

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