Una poesia al giorno toglie il sospetto di torno: Dalton (1)

 

Roque Dalton García (San Salvador, El Salvador, 14 Maggio 1935 – Quezaltepeque, El Salvador, 10 Maggio 1975) fu un poeta e giornalista salvadoregno.

Di padre inglese e madre salvadoregna, colto militante di estrema sinistra, entrò nel partito comunista nel 1937 e fu un esponente di rilievo della lotta armata condotta dall’Esercito Rivoluzionario del Pueblo. Più volte detenuto, visse in esilio in Messico, a Cuba e in Cecoslovacchia, e venne assassinato quattro giorni prima di compiere quarantadue anni. Era il 10 maggio 1975. Roque Dalton, la voce poetica del Salvador libero, irriverente, immune ai dogmi ottusi e al grigiore dell’ortodossia, Roque Dalton ammirato dagli spiriti più anticonformisti della cultura latinoamericana, amato dai sandinisti nicaraguensi e venerato da tanti giovani salvadoregni assetati di nuovo linguaggio per un nuovo modo di intendere e praticare la lotta rivoluzionaria… e profondamente odiato, per tutto ciò, dal potere del suo paese, si era unito alla guerriglia, decidendo che la poesia non bastava: gli squadroni della morte non permettevano più alcuna attività di opposizione legale e costringevano alla clandestinità, liberare il Salvador imponeva la scelta della violenza perché in Centroamerica si debellasse finalmente il cancro della violenza.

Dunque, Roque Dalton combatté per i suoi ideali di giustizia, con lo stesso impeto e la stessa ironia – e autoironia – che metteva nelle sue poesie. Ma non cadde in combattimento. A ucciderlo, fu “una pallottola sparata di fianco”, perché, come ha scritto Eduardo Galeano nel commosso ricordo di Roque in “Memoria del Fuoco”, “da un fianco doveva venire quella pallottola, l’unica pallottola capace di trovarlo”, dopo essere scampato rocambolescamente all’esercito che per due volte era stato sul punto di fucilarlo, ai torturatori che credevano di averlo ridotto in fin di vita, alla polizia che lo aveva inseguito prendendolo a revolverate.

A uccidere Roque Dalton furono alcuni suoi compagni. Erano convinti che Roque lavorasse per la CIA. Una sapiente regia li aveva spinti prima a dubitare, poi a verificare, e infine a trovare quelli che credettero fossero “indizi inoppugnabili”. Non prove, ma efficaci indizi. E decisero di sparare al poeta Dalton, al compagno Roque, alla spia che passava informazioni ai servizi che foraggiavano, armavano e addestravano gli squadroni della morte salvadoregni.

 

 

 

Come Te

 

Io, come te,

amo l’amore, la vita, il dolce incanto

delle cose, il paesaggio

celeste dei giorni di gennaio.

 

Anche il mio sangue freme

e rido attraverso occhi

che hanno conosciuto il germinare delle lacrime.

 

Credo che il mondo è bello,

che la poesia è come il pane, di tutti.

 

E che le mie vene non finiscono in me

ma nel sangue unanime

di coloro che lottano per la vita,

l’amore,

le cose,

il paesaggio e il pane,

la poesia di tutti.

 

(Roque Dalton)

 

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Una risposta a Una poesia al giorno toglie il sospetto di torno: Dalton (1)

  1. valentina ha detto:

    Il tuo blog é più educativo di molte lezioni a cui ho assistito.:)

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