La canzone del giorno (29): La Fame Di Camilla

 

Ma ignorare il dolore

non è il modo migliore

per diventare più forte

per diventare felice

 

 

 

In apparenza potrebbe apparire solo uno dei convenzionali gruppi italiani. In apparenza potrebbero apparire solo tre normali ragazzi di Bari più un barese d’adozione. In apparenza potrebbe apparire solo una splendida voce che sale e scende lo spartito con irrisoria facilità, che può generare assonanze con i sopravvalutati Negramaro e gli ingiustamente sottovalutati Deasonika. In apparenza potrebbe apparire solo un pop dalle atmosfere dolci e incalzanti che si libra oltre i confini di casa nostra per misurarsi con l’Europa confrontandosi con le influenze di Radiohead e i Coldplay. E invece La Fame di Camilla hanno una particolarità: la storia del cantante Ermal Meta, che ha i suoi natali in Albania e da piccolo con la famiglia ha attraversato quello stretto braccio di Adriatico che lo separava da Bari alla ricerca di una vita migliore. La composizione dei testi e la profondità delle musiche, le macchie di sangue e le cicatrici sulla pelle e sul cuore, la fuga da una prigione a cielo aperto da cui è impossibile scappare e la ricostruzione di un’infanzia interrotta, la speranza e l’orgoglio di chi ce l’ha fatta sono frammenti di suoni che non prescindono dal ricordo di questo viaggio verso l’ignoto. E ciò si riscontra in particolar modo nella meravigliosa “28-03-1997”, una data marchiata a fuoco nell’anima di tutto il popolo albanese e una delle pagine più vergognose della storia italiana. La data dell’affondamento della Kater I Rades resterà infatti impressa come l’ennesima non punita strage di Stato, attuata con freddezza e deliberazione da una nave della Marina militare, la Sibilla, in ossequio ad una norma inumana voluta dall’allora governo di centro-sinistra per arginare l’immigrazione clandestina di migliaia di albanesi, oltretutto in fuga da una guerra civile, che decretava il blocco militare dell’Adriatico in aperta violazione di qualsiasi convenzione internazionale. La data in cui 81 persone stipate su una carretta del mare che cercavano di raggiungere le nostre coste persero la vita e videro speronati tutti i loro sogni. “28-03-97” ci riporta su quel mare placido e crudele e se è vero che l’uomo è ciò che mangia, il nostro istinto non deve essere quello di divorare indifferentemente tutti i ricordi…

 

 

Fonte: http://www.youtube.com/user/introvabile

 

 

 

TESTO:

 

Carne e sale

mi fa male

ho una scheggia dentro il cuore

 

Vuoi da bere

Resta ancora un po’

succhiami le vene

 

Guardo il mare

nero come quando sanguina una nave

 

Temo il mare

mobile follia

di una nave che scompare

 

Mentre sanguino

ancora miele

dalle mie vene

scorre un fiume che non fermerò

ho il cuore immobile

e nelle vene

ricordi che non ricordo

 

Respirare piano

aspettare il domani

ti rende più forte

 

Ma ignorare il dolore

non è il modo migliore

per diventare più forte

 

Ma ignorare il dolore

non è il modo migliore

per diventare felice

 

Ora gravito

intorno al suo ventre

ancora miele

che mi uccide ma non mi fermerò

ho il cuore immobile

malato ancora semplicemente

stanco di me

 

Sanguino

ancora miele

dalle mie vene

scorre un fiume che non fermerò

ho il cuore immobile

malato e ancora semplice

confuso e ancora troppo semplice

 

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Una risposta a La canzone del giorno (29): La Fame Di Camilla

  1. valentina ha detto:

    Una gran bella scoperta. Grazie.

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