La canzone del giorno (34): Niccolò Fabi

 

Parlo di quando spara a suo fratello

o si inginocchia a un portafoglio

quando osserva l’infinito attraverso il suo ombelico

di quando sventola una bandiera

oggi si nasconde dietro per paura,

una menzogna è più cattiva nascosta dentro una preghiera.

 

 

 

Robert Musil scriveva: “La nostra civiltà è un tempio di ciò che non sorvegliato sarebbe chiamato follia, ma è anche il luogo dov’è tenuto sotto sorveglianza”. Ed è questa dicotomia tra l’essere e il non essere, il dire e il non dire, l’autocontrollo delle emozioni e lo scioglimento delle briglie, l’ingabbiarsi e lo scoprire nuovi colori ignoti all’arcobaleno, la paura dei propri sbagli e la fiducia nell’amore, l’angoscia del passato e la speranza del futuro, il vivere e il lasciarsi vivere che costituisce la contraddizione dell’essere uomo ed è il fulcro dello straordinario pezzo di Niccolò Fabi “Solo un uomo”: una gamma di pulsioni e fragilità che ritrae tutte le cose più abbiette e più meravigliose che l’umanità è in grado di compiere. Da sterminare a ridere. Da uccidere e violentare a sognare ad occhi aperti. Da distruggere l’ambiente a creare capolavori artistici. Da mentire a inventare nuove musiche. Da tradire ad amare incondizionatamente. Da far soffrire a godere. Ed in fondo, anche nel dolore, si conserva la più grande gioia al mondo che è ricominciare. E’ bello vivere perché vivere è cominciare, sempre, ad ogni istante…

 

 

Fonte: http://www.youtube.com/user/NiccoloFabiVEVO

 

 

 

TESTO:

 

E’ solo un uomo quello di cui parlo

del suo interno come del suo intorno

di quando scivola su se stesso

di quando scrive come adesso

sulle sue guance il vento fresco

della vetta della conquista

sotto le unghie ha la terra

di quando striscia.

 

Le sue serate, le sue ferite,

le donne amate e poi dimenticate

dell’ambizione, della speranza

le ragnatele della sua stanza,

di quando ha paura di morire

e un orgasmo lo fa tremare

quando la vita non è poi così come appare.

 

E’ solo un uomo quello di cui parlo,

quando inciampa nella sua ombra,

quando cammina sull’acqua e non affonda.

E’ solo un uomo quello di cui canto,

di quando sbaglia e non si perdona

il furore e il disincanto

di quell’universo a forma di persona.

 

Parlo di quando spara a suo fratello

o si inginocchia a un portafoglio

quando osserva l’infinito attraverso il suo ombelico

di quando sventola una bandiera

oggi si nasconde dietro per paura,

una menzogna è più cattiva nascosta dentro una preghiera.

 

E’ solo un uomo quello di cui parlo,

di una doccia dopo un tradimento,

del sorriso che ritorna dopo che ha pianto.

 

E’ solo un uomo quello di cui scrivo

la notte prima di un lungo viaggio

quando non sa se poi partire sia solo partire

o magari scappare.

 

E’ solo un uomo quello che mi commuove

che può decidere e salvare,

amare e abbandonare.

 

E’ solo un uomo ma lo voglio raccontare

perché la gioia come il dolore

si deve conservare,

si deve trasformare.

 

Questa voce è stata pubblicata in Dj Mike. Contrassegna il permalink.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...