Una poesia al giorno toglie l’insipienza di torno: Luzi (6)

 

Gemma

 

Che ti mormora il sangue negli orecchi

e alle tempie

quando è là di febbraio che nel bosco

ancora rinsecchito corre voce

d’una vita che ricomincia e oscura

geme negli animali insonni, s’agita

nel mare e oltre il mare nei paesi

ricchi e strani ove a tempo il fachiro

nella bara di vetro tra vipere si sveglia?

Nei mesi alterni, nella primavera scontrosa

un vento cupo chiama alla fatica

per la notte piovigginosa i semi

e le radici esauste e le ceppaie. È il tempo

che soffia nelle ceneri, ravviva

le faville sopite, dalle antiche

ferite spiccia sangue. Tutt’intorno

gli alberi consueti mettono fiori strani.

Rivedo le mie donne, i miei cari,

tra l’uno e l’altro il tempo, il vento, l’uggia.

 

(Mario Luzi)

 

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