Una poesia al giorno toglie la codardia di torno: Heraud (1)

 

Javier Heraud (1942-1963) poeta guerrigliero peruviano  ucciso a 21 anni, nel 1963, sul rio Madre de Dios al confine tra Bolivia e Peru’ appartiene alla stirpe di Bolívar e del Che Guevara. La sua limpida voce giovanile (cantore della vita, profeta della sua morte, leggenda viva nel suo Perù),  il suo sarcasmo antiborghese e le sue parabole alimentano ancora oggi una letteratura americana che cerca la propria identità.

Allora, negli anni Sessanta, la parola d’ordine era chiara: stare a favore o contro i popoli oppressi. In quegli anni duri, ricchi e senza tregua, le crisi di coscienza, le definizioni ideologiche ed estetiche erano numerose, i temi si modificavano in un  vivo ( e non sempre cosciente)  proposito di mettere radici in America Latina.

La personalità di Javier Heraud  si sviluppò in una grande  creatività. Testimone di un mondo ingiusto e  distrutto dalla confusione,  alza la sua voce impregnata  d’amore e purezza verso tutto ciò che lo circonda: amici, mare, fiumi, natura, patria, continente. Umanità e contemplazione. Anche se presto ”seppe che la vita e’ solitudine tra gli uomini e solitudine tra le valli". Se non si può cambiare la vita, se la vita non e’ incontro, riunione, almeno che si dica che questa e’ un’ ingiustizia, o  che —almeno— possiamo fare nostre le parole di  Javier:

“No deseo la victoria ni la muerte,

no deseo la derrota ni la vida,

sólo deseo el árbol y su sombra,

la vida con su muerte”

Essere quello che uno e’, se stesso. Questo e’  tutto.

(Fonte: http://javierheraud.splinder.com/)

 

 

 

Poesia

 

Oscuro è il tempo e lievi

i sorrisi dei giorni.

Il giorno assume il suo pallore

da infante: la sua allegria

si esprime nelle notti

dell’amore e la vendetta.

E’ l’ora dei morti,

lì dove sorgono i pallidi

volti dei bambini consumati

dal vento.

Lungo è il cammino ed oscuri

i sorrisi dei giorni.

(Le tombe conservano i loro

vecchi timori, gli uomini

i loro vecchi scritti

ed i bambini nascono

con nuovi

rancori sulle labbra).

E lì dove il giorno si offre

(oscuro giubilo di erbe cadute)

apro gli occhi alla luce dell’amore

e delle tue labbra.

 

(Javier Heraud)

 

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